| N. 3 - Anno XI - Maggio/Giugno 2006 | Indice giornale |
La parola ai bambini |
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LA PAGINA DEI BAMBINI |
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Marta Rocca |
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Con una riflessione sui continui cambiamenti della forma delle città e del territorio, sulle tipologie abitative, sulla dinamica fra distruzione e costruzione, e con i racconti che a questi cambiamenti sono legati, il progetto di arte pubblica"Cuore di pietra" iniziato dall'artista Mili Romano nel marzo 2005, prosegue con la collaborazione, fra gli altri, di alcune classi della scuola elementare di Pianoro Nuova che hanno aderito all'iniziativa.
I testi e i disegni utilizzati per questo numero sono di alcuni bambini delle classi 2 e 5C
La nostra maestra ci ha portato in via Carducci a vedere alcune case, il cui cuore non batte più, perché sono state murate nella porta e nelle finestre e non c'è più nessuno che ci abita.
Tutte quelle case. Tra cinque o sei anni verranno abbattute. Noi abbiamo avuto la fortuna di fare qualche domanda ad alcuni abitanti, che ci hanno detto che un po' di nostalgia la provano ad andarsene , ma accettano la possibilità di avere una casa nuova.
Luca T.
Il signor Carlo, che abbiamo intervistato, accetta l'idea di lasciare la sua abitazione perché "non si regge più in piedi".
Luca B.
Quelle abitazioni sono invecchiate con i loro abitanti. Carlo abita lì dal 1946, l'anno dopo la fine della seconda guerra mondiale e aveva solo dodici anni. Abitava a Pianoro Vecchia. Essendo uno dei paesi più bombardati del nord, la sua casa venne rasa al suolo come tutte le altre e divenne profugo a Bologna. Poi arrivò finalmente la pace e una nuova casa per lui, a Pianoro Nuova.
Eugenio E.
La signora Paolina ci ha raccontato che abitava a Sasso Marconi in una famiglia molto numerosa di venticinque persone.Durante la guerra la sua casa venne bombardata e allora rimase senza.. Dato che il suo fidanzato abitava a Pianoro Paolina quando arrivò la pace si trasferì in via Carducci, in una nuova casa, dove ancora abita oggi.
Luca M.
Penso che non ci siano persone felici di lasciare le loro case per andare in altre, forse lì ci sono ricordi della loro intera vita, Io, come loro, ho lasciato la mia casa dove sono nato, in Marocco, per venire qui. Avranno come me un po' di malinconia nel cuore. Lì magari si saranno sposati, avranno avuto dei figli o la morte di qualche loro parente.
Brahim U.
Oh, non lo sapevo , ricostruiranno le case di via Matteotti! E' bello che le rifacciano, perché quelle abitazioni verranno nuove e più carine e ci andranno a vivere molte persone. Io penso che le persone che sono andate via siano contente, perché quelle case vecchie dentro erano tutte quasi rotte.
Elena R.
A me l'idea di costruire nuove case è piaciuta perché così gli abitanti saranno più sicuri e avranno una casa migliore dove vivere. I palazzi erano molto vecchi e secondo me con una scossa di terremoto potevano crollare.
Matteo G.