N. 3 - Anno XI - Maggio/Giugno 2006 Indice giornale

Attualità

DESIGNER SI DIVENTA

 
Gianna Solmi

Straordinario è dire poco, l'evento promosso dal Comune di Pianoro presso la Biblioteca di Rastignano: L'avventura del Design con Dino Gavina. Il 6 aprile si è tenuto con Dino Gavina, appuntamento dal titolo: "Il design italiano oltre il razionalismo del 1955"; il 20 aprile con Elena Brigi :Design, industrial design:Il lato nascosto degli oggetti"; il 27 aprile con Giancarlo Piretti:"La ricerca strettamente collegata all'uso ed alla funzione dell'oggetto". Tre serate che hanno raccontano come nascono gli oggetti: una sedia, un tavolo, una lampada, i protagonisti abituali del nostro universo quotidiano, creazioni di designer che si sono imposti non tanto come pezzi d'autore, ma come oggetti privilegiati di consumo di massa., esposti con ugual merito alle mostre mercato, ai musei d'arte moderna. Un successo che li ha resi simboli della nostra epoca. E' stata l'infaticabile e colta Carola Pandolfo Marchegiani che con il suo charme è riuscita, per il godimento dei partecipanti a portare a Pianoro il più grande, il vero guru italiano del mobile d'autore. Dino Gavina "sovversivo" così si presenta sul biglietto da visita. Classe 1922, inizia la sua attività già a partire dagli anni '40 con oggetti per le scene di teatro, ma il segno distintivo dell'azienda da lui creata è la congiunzione tra design e arti visive. Fondamentale è l'incontro nel 1953 con Lucio Fontana, che lo indirizza sulla strada del design portandolo alla triennale di Milano dove conosce i progettisti Carlo Mollino, Carlo De Carli, Pier Giacomo Castiglioni. In questi anni '50, il termine design non esiste ancora e Gavina s'impone come autentico industriale moderno, come punto di riferimento per la storia del disegno industriale, un esempio a cui si ispireranno molte aziende in Italia ed all'estero. Indirizza la produzione in modo che gli artisti possano esprimersi con  esempi alti di pensiero e di qualità progettuale. Le forme e le dimensioni vengono riviste con occhio innovativo, la sensibilità è lo strumento che dà spessore ai materiali e alle dimensioni. Si tratta di una svolta importante, una sorta di rivoluzione culturale. Nel 1970, la linea italiana nel campo del design d'arredamento si è già affermata in tutto il mondo. Mostre di mobili italiani si tengono in tutte le più importanti città all'estero ed avere almeno un pezzo "italian style" da mettere in salotto era un forte desiderio per molti oltre ad essere simbolo di prestigio. Nel 1971, Gavina crea l'"Ultramobile", con questa raccolta di progetti intraprende la vera operazione artistica nella sua attività di produttore, ogni pezzo prodotto è opera d'arte, un multiplo illimitato, operazione pensata con lo scopo di far entrare anche nelle case normali una presenza artistica con più facilità. Nel 1974 il "Metamobile", vera e propria operazione rivoluzionaria, anziché il Design "super star", mobili semplici realizzabili a bassissimo costo, si presenta come vero manifesto politico e poetico: "I ricchi devono essere liberati dal kitsch per ricchi" - "I poveri devono essere liberati dal kitsch dei poveri". Elena Brigi, architetto, ha collaborato come professore con il Politecnico di Milano, l'Università di Bologna e lo IUAV di Venezia, occupandosi di Storia del Disegno Industriale e delle sue tecnologie. La sua attività di ricerca è accompagnata da quella di libera professione nel campo della produzione industriale e della progettazione di allestimenti e mostre riguardanti la valorizzazione del patrimonio industriale italiano. Con chiarezza, e con il supporto di preziose immagini ha raccontato la storia del design, sostenendo che i momenti più innovativi in Italia sono avvenuti tra gli anni '40, '50, '60, oggi, dichiara che nel nostro paese non si creano nuovi processi lavorativi e quindi non vi può essere innovazione. Giancarlo Piretti,designer, nel 1965, grazie ad intuizioni brillanti diventa uno dei nuovi profeti del modo d'abitare. La sua sedia pieghevole:"Plia", è venduta in milioni di copie ed esposta in molti musei del mondo, in acetato e acciaio cromato è sovrapponibile, economica, molto leggera, pronta ad essere usata come sedia d'emergenza. Piretti trova nel design il suo linguaggio, produce moltissime opere; tutte rappresentano una coerente intenzione progettuale. Egli afferma che sono molto importanti la ricerca e la sperimentazione che lui pone alla base della progettazione, ma la ricerca rimane strettamente collegata all'uso ed alla funzione dell'oggetto, basati a loro volta su una continua sperimentazione tecnologica. Il designer deve essere guidato dalla logica come l'ingegnere, ma essere libero come l'artista e soprattutto deve sempre poter decidere in piena autonomia intuitiva. "Quando ho un'idea non smetto mai di pensare, sino a quando diventa una mania, poi ………" Mi piace parlare di queste persone, di come sia importante per il nostro paese avere questi personaggi che infondono in tutti noi pensieri creativi e costruttivi. E' bello incontrare uomini e donne con esperienze lavorative, intellettuali o formative più importanti delle nostre, e misurarsi con intelligenze più "costruite" delle nostre. Sapendo ascoltare e guardando ciò che ci mostrano, acceleriamo la nostra conoscenza e prendiamo coscienza dei nostri limiti, per poi superarli. Mi auguro che sul nostro territorio si possano ripetere eventi culturalmente così validi. Grazie ai personaggi intervenuti, a chi ha reso possibile l'evento ed a chi ha avuto questa buona idea, sapendola concretizzare.


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