N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 Indice giornale

La Posta

IL NUOVO GUARD-RAIL DI BOTTEGHINO


Qualche giorno fa  è stato installato lungo la SP36 un nuovo guard-rail poco fuori Botteghino in direzione San Lazzaro, all'interno di una curva a destra; un'opera che a primo impatto sembrerebbe destinata a dare maggiore sicurezza a chi viaggia. In realtà ho l'impressione che aumenterà i pericoli per gli utenti stradali.

L'opera realizzata si presta, infatti, a numerose osservazioni che qui espongo:

1) Il guard-rail è stato collocato proprio a filo del ciglio della strada; questo obbligherà tutti i ciclisti (e ce ne sono tanti che passano in val di Zena) a viaggiare maggiormente spostati verso il centro della strada. Si può calcolare che un ciclista che viaggia con attenzione lungo il ciglio della strada occupa circa 35/40 cm della corsia, mentre ora occuperà uno spazio che può essere stimato in non meno di 75 cm (45 cm la larghezza di una bici da corsa, quelle da passeggio sono anche più larghe, e 30 cm come distanza minima da tenere dal guard-rail). Considerando che la corsia è larga 280 cm si capisce come una macchina che sopraggiunga si troverebbe sicuramente la strada bloccata e sarebbe obbligata o a invadere l'altra corsia o ad effetturare una brusca frenata.

Una soluzione per migliorare questo problema sarebbe spostare il guard-rail verso l'esterno di almeno 50 cm.

2) Circa 100/120 metri prima dell'inizio del guard-rail la strada piega leggermente verso sinistra. Se un'automobilista in quel punto perdesse il controllo dell'auto e uscisse di strada, si andrebbe a schiantare giusto contro l'inizio del guard-rail con conseguenze disastrose.

Una soluzione in questo caso sarebbe allungare il guard-rail di un centinaio di metri così da proteggere anche la prima curva.

3) La presenza del guard-rail potrebbe innescare pericolose carambole, infatti dalla parte opposta della strada c'è un muro per cui in caso di incidente le vetture rimbalzerebbero comunque al centro della carreggiata.

4) Come tutti i guard-rail installati in Italia, anche questo è una pericolosa ghigliottina per i motociclisti in caso di uscita di strada. Anche qui non ci sono particolari soluzioni a disposizione, ma vorrei sapere il parere in merito del Motoclub Futa (che tanto collabora con il Comune di Pianoro in iniziative per la sicurezza e l'educazione stradale).

5) Infine permettetemi una domanda, visto che le uscite di strada sono causate da perdita di aderenza e forza centrifuga che, ovviamente, porta i mezzi a uscire all'esterno della strada, cosa può servire un guard-rail installato all'interno? Forse in val di Zena le leggi della fisica sono cambiate o il guard-rail è stato installato nella curva sbagliata visto che poche centinaia di metri più avanti si incontra una curva a sinistra non protetta e in questo caso uscendo di strada si va finire direttamente nello Zena?

 

Roberto Ronchi

 


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