N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 Indice giornale

Attualità

L'INFORMAZIONE DI GUERRA

 
Romano Colombazzi

Venerdì sera, 23 Giugno 2006, ho assistito nella sala della piscina comunale di Pianoro Nuova al dibattito pubblico con due giornalisti inviati di Guerra: Marco Guidi del Messaggero e Lorenzo Bianchi del Resto del Carlino. Questo incontro, magistralmente condotto dal Presidente de L'Idea Umberto Mazzanti, come già avvenuto con l'incontro di Milena Gabanelli, è stato voluto e realizzato dalla Redazione, che si propone di fornire ai nostri concittadini un'informazione sempre più libera. Questa serata dimostra ancora una volta quanto è importante per la nostra informazione quotidiana avere confronti diretti con coloro che, sul campo, testimoniano e vivono le vicende del mondo. Guidi e Bianchi mi hanno fatto conoscere cosa significhi fare giornalismo di guerra.  I due reporter hanno risposto alle domande della platea presentandosi come testimoni indipendenti dei fatti, profondi conoscitori della cultura araba, afgana, serba e turca, nonché delle lingue; "raccontatori" eccezionali di vita vissuta dall'Afghanistan all'Iraq, dalla Croazia all'Azerbaijan.  E' emerso con forza da quest'incontro che in tutte le guerre esistono i fatti, ma non la verità che è passibile di varie interpretazioni. L'inviato di guerra, deve essere un profondo conoscitore dei luoghi e della cultura dove si svolgono queste tragedie, non deve strumentalizzare e spettacolarizzare le notizie, ma essere lucido testimone delle vicende, controllando le fonti, sfuggendo alle battaglie mediatiche che stanno dietro a quelle militari, con il rischio di fare soccombere l'indipendenza dell'informazione. I due giornalisti hanno fatto un resoconto di tutte le difficoltà, anche pratiche, che si incontrano in questo affascinante mestiere e della rete di informatori, molto particolari, che ogni inviato deve avere per potere "arrivare alla notizia".  Bella e piacevole serata!


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