| N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 | Indice giornale |
Attualità |
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L'ORATORIO PERICOLANTE DI BOTTEGHINO DI ZOCCA |
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L'oratorio di S. Nicolò di Bari è un piccolo edificio ormai in rovina che sorge all'inizio di via delle Calvane a Botteghino di Zocca. Testimonianze storiche riportate nell'importante opera "Antichi edifici della montagna bolognese" di Luigi Fantini, ne attestano con certezza l'esistenza dalla metà del 1700, allorché con altri tre Oratori: S. Domenico, S. Michele di Coralupo e Poggio Scanno, dipendevano dalla Parrocchia di Casola Canina. Dei primi due, oggi si è persa ogni traccia e del terzo se ne possono ancora vedere le rovine lungo il tratturo di crinale che da Casola volge a sud. La seconda guerra mondiale, oltre alla morte di tante persone, anche nel nostro territorio causò la distruzione di molti edifici civili, pubblici o religiosi (negli ultimi mesi di guerra Botteghino si trovò in pieno fronte). Ancora oggi sulle obsolete pareti dell'Oratorio di S. Nicolò di Bari, è possibile scorgere i segni lasciati da bombe e cannonate, ma non venne distrutto anzi, essendo altresì distrutta la chiesa parrocchiale di Casola Canina, collocata da antica data sul colle di Maianigo e minata dall'esercito tedesco il 29 settembre 1944, esso svolse funzione religiosa per la piccola comunità fino al 17 maggio 1953, giorno in cui fu consacrata la nuova chiesa dedicata al SS. Salvatore, costruita sulla Via Zena al margine sud del paese. L'oblio e l'incuria degli uomini (prima i legittimi proprietari poi l'Amministrazione Comunale) hanno contribuito a ridurlo nelle attuali condizioni. Ora credo sia ormai tempo di pervenire ad una soluzione. L'aspetto desolato dovuto al totale abbandono, lo squallore del ponteggio, installato da anni non certo per un improbabile restauro, ma per limitare i danni in caso di crolli, il tetto in parte caduto, i buchi delle granate, l'oggettivo pericolo dovuto alla possibilità che possa crollare o trasformarsi in luogo per giochi proibiti sono motivi sufficienti per provvedere ad un rapido e definitivo intervento da parte di chi deve e può intervenire. Qualche tempo fa l'Amministrazione Comunale, sollecitata dalla Consulta di frazione, pose in bilancio una ipotesi di spesa per il suo recupero, ma tutto è ripiombato nell' oblio di cui sopra. E' auspicabile che la nuova Consulta solleciti una definitiva soluzione, possibilmente preceduta da un pubblico incontro con i cittadini. Ormai penso che le possibilità perseguibili siano solo due: il completo restauro dell'edificio e una appropriata destinazione d'uso o la completa demolizione. La prima soluzione, ora certamente molto onerosa, avrebbe il merito di recuperare l'unico edificio rimasto in zona a testimonianza di un passato carico di ricordi particolarmente importanti per molti di coloro che da quel passato provengono direttamente, ma altrettanto significativi per l'intera comunità. La seconda soluzione senz'altro meno onerosa eliminerebbe in modo definitivo l'attuale ingiustificabile stato di degrado e pericolo. Cosa è meglio ? E' tempo comunque che si prenda una decisione….. Povero oratorio di S. Nicolò di Bari , che ne sarà di te?
di Franco Evangelisti