N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 Indice giornale

Attualità

LA STRADA FONDOVALLE

La frana di Scascoli, il nodo di Rastignano

 
Marco Malpensi

A fine Luglio la fondovalle, interrotta dalla frana di Scascoli, è stata dopo 16 mesi finalmente riaperta. La vicenda non è stata priva di polemiche; nemmeno circa l'andamento dei lavori. L'ultima protesta ha visto protagonista Arturo Filippini che, insieme ad un amico, ha fatto affiggere un manifesto dove entrambi sono ritratti nudi con le parti più intime riparate da un cestino di mele ed uva e la scritta "Siamo alla frutta. Riaprite la fondovalle".  Il nostro concittadino gestisce da una decina d'anni il "Molino del Pero Golf Club" che copre, con un  bellissimo manto erboso e 18 buche, un angolo della collina situata all'incrocio della fondovalle con la strada che sale a Monzuno. I 750.000 mq del golf, mantenuti alla perfezione, costituiscono un esempio di come attraverso l'inventiva sia possibile una utilizzazione economica dei terreni delle nostre montagne; salvaguardando l'equilibrio idrogeologico e senza bisogno di contributi pubblici. La sua azienda, come tante altre e come tanti cittadini che si muovono per lavoro o per svago, ha subito un danno rilevante dalla chiusura della strada. Su questi argomenti gli abbiamo posto alcune domande. 

Il vostro manifesto è apparso in giugno quando i lavori erano ormai finiti e si era in attesa della riapertura della strada. Perché la protesta?

I lavori erano ultimati, ma la strada rimaneva sbarrata per intoppi burocratici che si tardava a superare. Ma la nostra iniziativa aveva anche lo scopo di richiamare l'attenzione sul funzionamento della pubblica amministrazione. Non è vero quanto affermato dal capo della protezione civile regionale secondo il quale tutto è andato benissimo. A parere di molti di noi utilizzatori della strada i lavori avrebbero potuto durare di meno.  E' vero che i politici sono stati solleciti a stanziare i finanziamenti (8,5mil. di euro), ma gli apparati burocratici di Regione e Provincia hanno rivelato limiti organizzativi e tecnici rilevabili anche dai comuni cittadini. Tutti abbiamo visto la strada rifatta due volte, le interruzioni inspiegabili dei lavori, l'uso improprio di esplosivi per fare cadere la roccia, la sovrapposizione di competenze fra i vari uffici di Regione e Provincia.

Una protesta, la vostra, che ha suscitato molto clamore; siete finiti sui giornali, in televisione…

E' vero, è stata una sorpresa anche per noi. Una sorpresa che mi ha fatto capire come vanno le cose nel nostro tempo. Abbiamo praticato tutte le vie istituzionali per sollecitare la soluzione del nostro problema senza mai trovare un ascolto adeguato; una riuscita trovata pubblicitaria ci ha invece dato la possibilità di far sentire la nostra voce e le nostre ragioni.

Non sarebbe il caso di fare la stessa cosa anche per quanto riguarda lo scioglimento del nodo di Rastignano?

Su questa vicenda dovreste essere voi de L'Idea a smuovere l'opinione pubblica. Non mi pare che abbiate fatto abbastanza.

In questi anni abbiamo più volte denunciato l'inefficienza degli enti preposti a risolvere il problema. A questo punto ci vorrebbe un colpo di fantasia. Noi non ne abbiamo molta; possiamo contare su di lei?

Non credo di poter fare un granché: nello spogliarmi non posso andare oltre. Comunque se mi verrà in mente qualcosa ve lo dirò.


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