N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 Indice giornale

La Posta

IL RAPPORTO FRA LA POLIZIA MUNICIPALE ED I CITTADINI


Innanzitutto, mi sento in dovere di ribadire, in modo chiaro ed esplicito rispetto alla mia lettera precedente, che amo gli animali e che non intendevo contenstare il comportamento dei cani ma quello delle persone.  In risposta alla replica del Comandante dottor Ferrari, vorrei puntualizzare alcuni passaggi. L' episodio si è svolto in modo repentino, come del resto avevo già specificato, ma ciò non vuol dire che non abbia fatto attenzione a quel che stava accadendo. La scena nella sua sequenzialità si è svolta esattamente come è stata descritta, così come testimonia mia sorella Ombretta che era con me e come potrebbero confermare altre signore che purtroppo non conosco. Preciso inoltre che sotto i nostri occhi la vigilessa non ha contestato la violazione al "Regolamento comunale di igiene, sanità pubblica e veterinaria" e che, anzi, l'abbiamo vista allontanarsi; se a posteriori l'agente abbia contattato la signora in questione a me non è dato saperlo e, comunque, se così fosse, non so quanto sia corretto elevare una multa in un momento successivo rispetto alla violazione commessa. L'unica cosa che può venirmi contestata, al limite, è il fatto di non essere andata ad informarmi alla sede della Polizia Municipale, ma sinceramente, non ci ho pensato proprio perchè non immaginavo l'eventualità di una contestazione a posteriori.  In ogni caso non credo sia assolutamente corretto che si metta in dubbio la mia parola al di là del tono da me utilizzato. In quanto ai "luoghi comuni" di cui risulta essere piena la mia lettera, non intendo cogliere la provocazione. Desidero solamente sottolineare che non è certo mia intenzione sostituirmi agli agenti della Polizia Municipale che indubbiamente svolgono il loro lavoro con competenza e professionalità come ognuno di noi dovrebbe fare.  La decisione di scrivere a L'Idea è scaturita, oltre che dall'episodio in sé per sé, anche dalla volontà di denunciare avvenimenti che troppo spesso vengono taciuti per timore o a causa della mentalità del "lasciar correre" che ormai pervade ogni ambito della nostra vita. Anche questo sarà un luogo comune, ma chissà come mai dopo la pubblicazione della mia lettera ho ricevuto parecchie telefonate di persone che si complimentavano con me per aver avuto il coraggio di denunciare ciò che anche loro avevano vissuto in passato, magari con modalità e dinamiche diverse.  E questo è già qualcosa!

 

 Lorena Lorenzini

 

 

Ho letto con attenzione, sul nr. 3/2006 del vostro giornale la lettera riguardante l'episodio del cane al parco Ginepreto e la risposta del comandante della Polizia Municipale. Credo (mia personale sensazione) che la signora Lorenzini non sia rimasta soddisfatta del contenuto del testo, ma sono sicuro che saprà reagire ristabilendo convenientemente i termini della sua lagnanza e richiederà una risposta più pertinente. Da parte mia posso testimoniare di avere avuto con lo stesso comandante uno scambio di e-mail ed un colorito dialogo telefonico su un argomento, pur futile, che coinvolgeva una vigilessa dalla quale avrei gradito un piccolo gesto di scuse.  Le scuse, a mio parere, se dovute, sono un onesto segnale di intelligente partecipazione ai bisogni dei cittadini.

                                                                                         

                   Vittorio Cavallari

 

 

Sono rimasto particolarmente stupito da quanto scritto dal dottor Marcello Ferrari circa gli avvenimenti descritti dalla signora Lorenzini, avvenimenti che lasciano perplessi sia per la pericolosità, anche se (per fortuna) solo potenziale, di quanto accaduto sia per l'atteggiamento della vigilessa presente agli stessi. Come cittadino esprimo il mio più grande rammarico per i toni usati volti esclusivamente a minimizzare in maniera inconcepibile l'accaduto e a "screditare" la credibilità della signora Lorenzini. Non voglio entrare nel merito dei toni usati che hanno "indispettito" il Comandante considerando la risposta data, ma penso che siano stati dettati dall'aver vissuto una situazione particolarmente pericolosa e che poteva portare a conseguenze ben più gravi e, pertanto, ritengo che gli stessi siano abbondantemente giustificabili.  E ciò anche perché situazioni come quella descritta possono verificarsi ancora dato che è molto frequente, per non dire che è prassi comune, far circolare cani di qualsiasi taglia senza la regolamentare museruola e, a volte, anche senza guinzaglio.  Chiunque frequenti i parchi pubblici del nostro comune credo possa confermare queste circostanze. Non condivido neppure il fatto che venga contestato alla signora Lorenzini l'uso di "luoghi comuni", come li definisce il dottor Ferrari, relativamente alle considerazioni che, credo giustamente, sono nate a seguito dell'episodio del quale la stessa è stata partecipe e al quale, non dimentichiamolo, era presente anche un bambino di soli 5 mesi.  Che il Comandante poi dica «… tra "usare il buon senso" e la "tolleranza zero" ci sta tutto e di più» mi sembra fuori luogo considerando che non è stata certamente utilizzata la "tolleranza zero" e, credo, nemmeno "il buon senso"! Se questo è il modo che viene adottato per valutare le modalità di intervento in situazioni come questa siamo a posto! Un bel segnale per tranquillizzare i genitori che portano i loro figli ai giardini pubblici! E' comunque vero, come dice il Comandante, che «…quella "gradazione" nel comportamento spetta all'agente operante che si assume, comunque, la responsabilità davanti alla Legge e ne subisce le conseguenze…» ma solamente se ciò avviene con obiettività e adottando il principio che la Legge è uguale per tutti.  Così come è altrettanto vero che non spetta al singolo cittadino la valutazione delle modalità di intervento da parte delle forze dell'ordine ma è pur vero che, se le stesse non agiscono in modo adeguato il cittadino ha tutti i diritti di esprimere il proprio giudizio sul loro operato proprio per il fatto che le forze dell'ordine dovrebbero essere al suo servizio.  Posso in qualche modo "capire" l'intento del Comandante di voler "giustificare" il comportamento inadeguato di un suo sottoposto, ma farlo in questo modo lo ritengo assolutamente incomprensibile e inaccettabile. Insomma, la risposta data dal Comandante della Polizia Municipale dottor Ferrari non è la risposta che, in circostanze come quelle evidenziate, ci si aspetterebbe da chi rappresenta coloro i quali dovrebbero essere garanti dell'incolumità dei cittadini e del rispetto delle Leggi. Come cittadino spero che situazioni come questa non debbano più verificarsi.

 

Antonio Pacetti

 

 

Abito a Pianoro da 10 anni, sono un felice papà di due figli di 7 e 3 anni e mi ha molto colpito lo scambio epistolare tra la signora Lorenzini ed il comandante della Polizia Municipale, dottor Ferrari.  Le preoccupazioni espresse dalla signora Lorenzini sono anche le mie e penso siano anche quelle dei genitori che portano i loro figli nei parchi del comune a giocare e che non desiderano certo incontrare pericoli di alcun genere!  L'aspetto che mi colpisce di più della vicenda è il silenzio della vigilessa che aveva invece il dovere di esporre il proprio punto di vista, di spiegare perchè non aveva immediatamente fatto mettere le museruole ed il guinzaglio ai due cani, di spiegare quale era stato il suo metro di giudizio, quella "gradazione" di cui parla il comandante Ferrari. Un cittadino ha il diritto di saperlo ed, eventualmente, di contestarlo. In assenza di ciò il comportamento della vigilessa è assolutamente da biasimare!  Personalmente ritengo molto difficile il lavoro che svolge la Polizia Municipale proprio perchè deve  trovare il giusto equilibrio tra l'imparzialità e la gradazione e il vigile non solo deve essere giusto, ma deve anche sembrarlo  agli occhi della cittadinanza e tutto quello che aiuta questo compito (come le spiegazioni chieste dalla signora Lorenzini) sono le benvenute.  A meno che non si voglia escludere il corpo della Polizia Municipale dal giudizio dei cittadini.....  Mi dispiace perciò del tono del dottor Ferrari più preoccupato, sembra, della difesa d'ufficio della vigilessa che del reale pericolo corso dai bimbi del parco.  Se è indispensabile che i cittadini collaborino con i vigili per migliorare la vivibilità del nostro comune, è altresì indispensabile  che i vigili facciano altrettanto.

 

 

Tommaso Cenacchi

 

 

Sull'episodio è già stata data una risposta pubblicata nel numero precedente. Il personale appartenente a questo comando ha fatto quello che doveva: controllo nel parco e sanzione amministrativa a chi ha violato le norme.  Certamente il contenuto delle lettere lascia l'amaro in bocca; più che un attacco alla persona sembra un attacco alla funzione.  Tutto questo contribuisce a farci sentire in trincea e non è certamente un bene né per noi né per i cittadini.  Non posso scrivere quello che la gente vorrebbe sentirsi dire!  Magari questa potrebbe essere la soluzione migliore per eliminare ogni polemica, ma non sarebbe giusto. Pur continuando a lavorare con quella serenità che deriva dall'impegnarsi seriamente e dall'agire nel rispetto delle regole, ci manca forse un po' di solidarietà da parte dei cittadini che ci aiuterebbe senz'altro a svolgere i nostri difficili compiti istituzionali.

Un cordiale saluto ai lettori dell'idea.

                                                                                                     Marcello Ferrari

Comandante della Polizia Municipale

 


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