| N. 4 - Anno XI - Luglio/Agosto 2006 | Indice giornale |
La Posta |
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L'UTILIZZO DEI DENARI DONATI DAI GENITORI ALLA SCUOLA |
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Nello scorso numero abbiamo pubblicato un articolo di Paola Corazza (insegnante della scuola di Pianoro Vecchia) avente per titolo "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. L'articolo raccontava di come i contributi offerti alla scuola dell'Istituto Comprensivo di Pianoro da parte delle famiglie degli alunni destinati alla didattica siano stati invece spesi per pagare i telegrammi utilizzati per il reperimento dei supplenti. (Nota di redazione)
Al fine di chiarire la posizione assunta per il pagamento delle spettanze dovute al Comune di Pianoro per spese postali telegrafiche, preciso quanto segue. In data 01.06.05 il Consiglio d'Istituto deliberò di chiedere alle famiglie degli alunni la somma di €.16, comprensiva di € 5,70 per l'assicurazione scolastica e di €.10,30 per "sostenimento spese varie emergenti, spese postali, leasing fotocopiatrice, ecc. ...". In data 09.11.05 il Comune comunicò all'I.C. di Pianoro che "vista la normativa vigente, la spesa relativa all'invio telefonico di telegrammi, essendo a tutti gli effetti spesa postale, non rientra tra le competenze del Comune", senza precisare date di decorrenza per tale significativa spesa per la Scuola, tenuto conto che ai sensi dell'art.13, DM n.64 del 28.07.04 "per supplenze di durata non inferiore a 30 giorni la proposta di assunzione deve essere effettuata comunque con telegramma". In data 19.11.05 si chiese al Comune di Pianoro di intendere come decorrenza di questa nuova spesa la data della missiva ricevuta; si constatò nell'evenienza che l'invio dei telegrammi, per la Scuola, non può avvenire allo sportello poiché il pagamento deve avvenire immediatamente con liquidità e non tramite fatturazione e ciò determinò la richiesta al Comune di far pervenire all'Istituto periodiche note per il pagamento delle spettanze sopra individuate. In data 06.02.06 giunse all'I.C. di Pianoro una prima richiesta di versare al Comune la somma di €.1.397,21 per le spese telefoniche sostenute per il reperimento dei supplenti nelle condizioni e nei termini previsti dal DM citato; si prese atto in particolare, che la decorrenza della tassazione era stata fatta risalire retroattivamente dal settembre 2005. Considerato che alla data indicata la programmazione finanziaria dell'Istituto non avrebbe consentito di poter effettuare tali pagamenti che si prefiguravano come consistenti, in sede di Consiglio proposi di deliberare l'adeguamento della programmazione stessa utilizzando parte della somma donata dalle famiglie e precisamente €.4.009,34, inizialmente destinata alla didattica. Il Consiglio chiese di sospendere l' istanza "congelando" tale somma da qualsiasi utilizzo e per parte mia accondiscesi, nella consapevolezza che l'aspettativa diffusa volgeva a ritenere utile tale somma per necessità diverse dalle spese postali. Va ricordato che le risorse assegnate dallo Stato al nostro Istituto per il funzionamento ordinario sono progressivamente diminuite nel tempo come dai 16.926 euro del 2.001 ai 6.183 euro del 2.006. Va inoltre ricordato che l'attribuzione annua del Comune all'Istituto per i materiali di pulizia e per il funzionamento dell'amministrazione è lo stesso assegnato nel 2004 meno l'8%. A fine esercizio 2005, la somma sopra indicata di €.4.009,34, rimasta da programmare e le economie afferenti alle attività A1 - funzionamento amministrativo generale ed A2 - funzionamento didattico generale, sono state fatte confluire interamente nell'avanzo libero da vincoli, nonostante la personale consapevolezza circa le spettanze dovute al Comune. Tutto questo allo scopo di consentire al Consiglio un necessario approfondimento sulle problematiche del nostro bilancio ed una adeguata programmazione per l'e.f. 2006. Nel frattempo, in data 28.02.06 pervenne una seconda richiesta da parte del Comune di Pianoro di €.3.913,40 sempre per spese postali telegrafiche. In data 23.02.06 il Consiglio di Istituto fu da me informato che, a prescindere dalle deliberazioni consiliari, sarebbe stato necessario utilizzare totalmente la somma di cui trattasi per il pagamento di quanto dovuto al Comune con priorità assoluta; il Consiglio deliberò invece, senza il voto dello scrivente, di utilizzare tale somma per "acquisto residuo di carta per fotocopiatrice fino al raggiungimento di 150.000 fogli; acquisto di materiale di facile consumo adottando gli stessi criteri avuti per l'anno scorso; attribuzione di €.100 per le insegnanti specialiste di lingua inglese. L'eventuale somma residua potrà essere utilizzata a copertura del pagamento delle spese postali e telegrafiche presentate dall'Ente locale competente"; in conformità con quanto dichiarato dallo scrivente in tale sede, si dovrà quindi procedere ai pagamenti dovuti al Comune utilizzando con opportuna programmazione le risorse disponibili, fermo restando che le risorse volontariamente date dalle famiglie degli alunni sono comunque servite per il funzionamento didattico (nella fattispecie per il reperimento dei docenti). Quanto sopra espresso, nella piena consapevolezza che le donazioni delle famiglie potrebbero essere state destinate più opportunamente per l'acquisto di materiali didattici vari, tuttavia la situazione finanziaria oggettiva obbliga ad utilizzare risorse comunque disponibili per spese postali dovute al Comune per le necessità evidenziate, fatte salve le specifiche competenze e funzioni del dirigente scolastico nella attività gestionale precisate all'art.7 del DM 01.02.01, n.44.
Sandro Magnani
Dirigente Scolastico
In merito alla lettera da voi pubblicata della signora Paola Corazza vorrei dare alcune delucidazioni su quanto avvenuto. Mi sembra molto riduttiva e fuorviante la ricostruzione apparsa. La destinazione dei fondi della raccolta dei contributi fu votata nel Consiglio d'Istituto il 1° giugno del 2005 in tempi "non sospetti"; vorrei sottolineare il fatto che su 12 votanti vi fu solo un voto contrario di un genitore (il sottoscritto). La destinazione come recita il verbale della seduta era: Obiettivo di tale contributo è quello di mantenere il pacchetto per la duplicazione e manutenzione del materiale (sostenimento spese varie ed emergenti, spese postali, leasing fotocopiatore, ect.). Questa è la situazione fotografata nel giugno del 2005. In seguito, a causa della finanziaria varata dal governo, il Comune di Pianoro decise di non sostenere più spese che non fossero di sua competenza, parallelamente nella stessa finanziaria vi furono ulteriori tagli alla scuola. In un primo momento non solo il Comune sospendeva la copertura delle spese telegrafiche per la ricerca dei supplenti (normativa del gennaio 2001: governo di Centrosinistra), ma anche delle spese per le pulizie, fortunatamente non avvenuta a seguito di una trattativa con gli istituti del territorio. Lo scontro tra il Consiglio d'Istituto e il Dirigente Scolastico sulla questione dei telegrammi è durata per mesi fin quasi a bloccare i lavori del Consiglio. Dove erano i genitori? I genitori, mi sembra che siano stati i più attivi in questo frangente, sono quelli che hanno cercato di arginare il danno, rimboccandosi le maniche o sporcandosi le mani a seconda dei punti di vista. All'interno della scuola hanno convocato un incontro con tutti i rappresentanti di classe dell'Istituto Comprensivo per parlare del problema e proponendo di manifestare il disagio creatosi con una lettera. I destinatari a cui è stata inviata sono nell'ordine: il Dirigente Scolastico, il dirigente del C.S.A. (ex provveditorato) l'assessore all'Istruzione del Comune di Pianoro, l'assessore all'Istruzione della provincia di Bologna, l'assessore all'Istruzione della regione Emilia-Romagna. Dobbiamo dare atto che, oltre alla risposta del Dirigente Scolastico, l'unica persona che ha risposto è stata l'assessore Bastico, ma dalla provincia e dal Comune e peggio ancora dal C.S.A. nessuna risposta. Dove erano i genitori? Erano a richiedere tavoli territoriali, per valorizzare le nostre scuole del territorio, agli assessori all'Istruzione e delle Attività Produttive, ma senza ricevere risposte precise su quando organizzarli. Dove erano i genitori? Erano nelle piazze, nelle feste dell'Unità a chiedere una firma per abrogare la legge Moratti, a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare che la sostituisca. La invito a leggerla, perché nel programma c'è un punto che parla dei finanziamenti alla scuola dove dice di portare almeno al 6% del P.I.L. le risorse per la scuola. Se non siamo stati solidali con la signora Paola Corazza, bloccando i lavori del Consiglio dimettendoci in massa (anche se lo avevamo pensato) e rimanendo al nostro posto, voglia scusarci. Ma rimanendo pensiamo di limitare i danni.
Paolo Corazza
Presidente del Consiglio d'Istituto di Pianoro