| N. 5 - Anno XI - Settembre/Ottobre 2006 | Indice giornale |
Copertina |
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IL RUOLO DELLA POLIZIA MUNICIPALE |
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Un compito irto di difficoltà |
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Marco Malpensi |
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Il rispetto delle regole in Italia non sembra essere un patrimonio consolidato nei cittadini. La mafia che spadroneggia impunemente in 4 grandi regioni del paese; una legislazione pasticciata che toglie ai cittadini la certezza del diritto e che ingrassa gli avvocati; la gente comune che aggredisce la polizia che arresta i delinquenti; l'elezione in parlamento di persone condannate per gravi reati; la "Giustizia" che non funziona e i reati vanno in prescrizione; i magistrati che fanno il loro dovere insultati e calunniati dagli imputati che rivestono importanti incarichi istituzionali; l'occupazione abusiva delle case tollerata per anni; i negozi svuotati dai "disobbedienti" sotto gli occhi della polizia che non interviene; l'evasione fiscale generalizzata e incoraggiata con i condoni; i condannati liberati perché non c'è posto nelle carceri…
Di fronte a queste enormi pecche, che ci rendono ridicoli davanti alla comunità internazionale quando parliamo della nostra evoluta civiltà giuridica, qualcuno ha ritenuto eccessivo lo spazio che il nostro giornale ha dedicato nello scorso numero ad un episodio che ha visto come protagonista un vigile urbano. Noi invece pensiamo che tale episodio che ha suscitato tanto interesse nei lettori possa costituire l'occasione per stimolare una riflessione sui problemi che si pongono, in ogni ambito, quando si ha il compito di far rispettare le norme poste a salvaguardia della civile convivenza. Da parte nostra proviamo a fornire un contributo attraverso alcune considerazioni.
1- Il lavoro dei vigili, di chi li comanda e di chi ne ha la responsabilità politica non è facile; soprattutto in una piccola comunità come la nostra dove ci si conosce tutti e fare la multa può significare talvolta perdere amicizie. Generalmente il cittadino invoca le multe per gli altri e protesta di fronte alla multa per sé.
2- Nel quadro nazionale che abbiamo sopra descritto la multa per una sosta vietata dell'auto o per un cane senza guinzaglio viene percepita come una vessazione.
3- Il vigile di fronte ad una infrazione è tenuto a fare la contravvenzione. Se chiude un occhio potrebbe essere denunciato per omissione di atti d'ufficio; nella pratica la denuncia non verrebbe quasi certamente presa in considerazione dalla procura della repubblica ingolfata in ben altre questioni.
4- Quando la sanzione viene comminata solo saltuariamente chi la subisce si chiede: perché a me e agli altri no?
5- Le difficoltà organizzative, le carenze d'organico, e forse anche i giustificati timori di perdere il consenso impediscono un controllo sistematico del rispetto delle regole.
6- Ci sono occasioni in cui l'infrazione può avere qualche attenuante che induce, senza scandalo, il vigile alla tolleranza; per esempio la sosta vietata nei pressi di una scuola priva di un adeguato parcheggio da parte di una mamma che ritira il bambino.
7- La possibilità di sanzionare talune infrazioni è ostacolata da leggi che sono formulate in modo contorto e contraddittorio; per esempio l'eccesso di velocità e il divieto di sosta sono spesso oggetto di ricorsi contro le multe fatti utilizzando cavilli giuridici.
8- Ci sono divieti che sono ben giustificati in talune circostanze e sono eccessivi in altre e per i quali non è possibile prevedere un loro diverso valore; per esempio taluni divieti di velocità nella strada fondovalle Savena non sembrano accettabili, nelle ore di scarsissimo traffico, ai moltissimi automobilisti che non li rispettano.
9- Esistono talvolta occasioni in cui il divieto è il frutto d'errore o negligenza e non ha senso rispettarlo; per esempio l'obbligo di viaggiare a 10 kmh per lavori che sono già finiti e il cartello non è stato rimosso.
10- E allora che fare per migliorare il rapporto dei cittadini con la loro polizia municipale? A nostro avviso sarebbe necessario un potenziamento dei vigili che consentisse di rendere ancora più diffusa l'azione di informazione che già si pratica (particolarmente meritoria quella nelle scuole); e che consentisse un maggiore controllo del territorio utilizzando anche, quando necessario, la contravvenzione che è, e deve essere accettata come tale anche da chi la subisce, un efficace strumento di educazione alla legalità.