N. 5 - Anno XI - Settembre/Ottobre 2006 Indice giornale

La Posta

LE STRUTTURE PER DIVERSAMENTE ABILI IN PISCINA


Salve redazione, salve lettori, chi vi scrive è Mauro Paolini.  Sono paraplegico da quando avevo diciassette anni; ora ne ho trentacinque, quindi sono quasi vent'anni che vivo su una carrozzina.  Vi scrivo perché sono rimasto allibito da quello che ho letto su questo giornale riguardo alle strutture per i disabili della piscina comunale "Paolo Gori" di Pianoro (mi riferisco alla lettera del direttore Angelo Motolese, pubblicata sul numero di luglio/agosto).  Frequento questo impianto da diversi anni e spesso ho segnalato il mio imbarazzo perché non ha mai dato uno spazio adeguato alle mie esigenze, anche dopo la ristrutturazione. Ogni volta che ho cercato di mettere a disposizione la mia esperienza non sono stato ascoltato e, per spogliarmi e prepararmi, sono sempre stato costretto ad utilizzare un piccolo stanzino, già spogliatoio degli istruttori, sulla cui porta è stato da qualche tempo affisso (sembra uno scherzo!) il cartello che indica uno spazio riservato ai disabili.  Forse il direttore non si rende conto che:

a) quello spogliatoio è troppo piccolo, non riescono nemmeno ad entrarci due carrozzine!

b) l'attaccapanni non è alla mia altezza, perché e stato pensato per i normo dotati.

c) gli armadietti non sono alla mia altezza, per lo stesso motivo sopra detto.

d) attrezzare i servizi igienici per i disabili significa anche permettere loro di accedervi senza problemi. Invece il bagno interno allo spogliatoio è inutilizzabile (perché troppo piccolo) da chiunque deambuli su una carrozzina, e alla doccia si accede tramite una porta molto stretta, contro i cui stipiti mi sono sbucciato le mani più d'una volta (come si sa, le carni si indeboliscono stando in acqua).

e) l'utilità del lettino viene meno se devo usarlo per appoggiarvi sopra gli indumenti (per chiarimenti si rileggano i punti b e c)!

L'inadeguatezza di quell'angusto stanzino mi ha costretto a trovare una soluzione di ripiego: gli spogliatoi misti per i bambini! L'unico luogo abbastanza comodo in cui posso cambiarmi.  Volendo parlare invece dei servizi igienici per disabili esterni allo spogliatoio, ci sono ulteriori appunti da fare:

a) non c'è la possibilità di lavarsi dopo aver utilizzato il WC. Io, per farlo, uso delle bottiglie di plastica.

b) la doccia per i bambini non è munita di un seggiolino FISSO, il che è molto pericoloso.

c) nella doccia delle donne la manopola per regolare il getto è alla schiena, e non è il massimo della comodità per chi è limitato nei movimenti.

Per finire, il "personale specializzato ad hoc"(citando le parole del direttore) è spesso assente quando ho bisogno di aiuto, e sono sempre io a dover spiegare ai nuovi ragazzi assunti a tempo determinato come funziona il seggiolino per la calata in acqua.

Anche se non mi piace parlare di queste cose, col rischio di sembrare polemico, spero che la pubblicazione di questa lettera possa finalmente destare nel direttor Motolese un reale interesse nei confronti dei disabili, e che possa infine spingerlo a far qualcosa per sopperire alle gravi carenze della sua/nostra piscina.

 

                                                   Mauro Paolini


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