| N. 6 - Anno XI - Novembre/Dicembre 2006 | Indice giornale |
La Posta |
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IL DIVIETO DI ACCESSO AI CANI NEI PARCHI PUBBLICI |
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Due mattine fa sono uscito con il mio cagnolino (un piccolo jack russell terrier) per la solita passeggiata nel parco davanti a casa e con stupore ho appreso da un cartello stradale posto all'ingresso del parco alla fine di via Repubblica che improvvisamente vige, in base ad un'ordinanza comunale, il divieto di entrare nel parco con il cane al guinzaglio. Mi sono strofinato gli occhi pensando che, in considerazione dell'ora (6,30 di mattino), forse ero ancora "tra le braccia di Morfeo", ma dopo pochi secondi ho realizzato che si trattava effettivamente di un'incredibile decisione della nostra giunta comunale. Già durante l'estate appena trascorsa ho avuto la sfortunata occasione di vivere un'altra esperienza discriminatoria in Sardegna, dove praticamente in tutte le spiagge (anche quelle selvagge e libere da stabilimenti balneari) della zona sud-occidentale (Chia, Teulada, ecc.), il presidente regionale Soru ha posto un divieto assoluto di accesso a tutti i cani. Prescindendo dall'evidente contraddizione del provvedimento con la ratio della legislazione ordinaria che, da qualche anno, mira a tutelare gli animali e a punire sempre più severamente i maltrattamenti nei confronti degli amici dell'uomo, l'aspetto più intollerabile del provvedimento comunale è l'evidente illegittima limitazione della libertà del movimento dei cittadini palesemente tutelato dalla nostra carta costituzionale. Non era già sufficiente il divieto di condurre cani senza guinzaglio e con obbligo di paletta per la raccolta delle deiezioni? Non sarebbe stato maggiormente efficace recintare l'area destinata ai giochi dei bambini? Le persone anziane (e sono un buon numero) che durante la giornata fuggono la solitudine grazie alla passeggiata con il proprio cagnolino nel parco sotto casa ora si vedono limitare e condizionare la propria libertà di movimento e la possibilità di socializzare nel parco con altre persone. Personalmente continuerò a portare il mio cane nel parco, conducendolo con guinzaglio e raccogliendo le deiezioni come ho sempre fatto e se per caso sarò fermato da un operatore della polizia municipale che intenda sanzionare il mio comportamento rifiuterò la conciliazione dell'accertamento e darò avvio ad un ricorso contro l'ordinanza comunale per incostituzionalità.
Massimo Mazzanti