| N. 6 - Anno XI - Novembre/Dicembre 2006 | Indice giornale |
Cultura |
|
L'IMPEGNO CULTURALE NEL NOSTRO COMUNE |
|
nostra intervista al coordinatore Area Sociale del Comune di Pianoro Gianalberto Cavazza |
|
| Carola Pandolfo Marchegiani | |
Come si può riassumere, in breve, l'impegno del comune di Pianoro nel settore della cultura?
Un noto esponente del mondo culturale e politico nazionale ha affermato che la civiltà e la qualità della vita di una comunità la si desume principalmente da quanto l'amministrazione locale investe in cultura. Nel prosieguo dell'intervista si affermava che un comune che investe il 5% del proprio bilancio in cultura è sicuramente civile e con un alto livello di qualità di vita. Il nostro Comune investe in cultura oltre il 10% del proprio bilancio e quindi le conclusioni possono essere ben presto tratte. Ma a parte questo, al di là di ogni filosofia e ideologia, credo che elencare quanto si sta realizzando e quanto si e fatto diano il senso compiuto allo sforzo profuso e all'impegno per il futuro. Il primo investimento lo abbiamo indirizzato verso i giovani, l'impegno profuso verso il mondo della scuola, finalizzato a creare un pubblico cosciente e critico, è considerato strategico e fondamentale nelle politiche del Comune. I vari laboratori culturali (musica, teatro, pittura ecc), la rassegna di teatro per le scuole, la costruzione del nuovo centro giovanile sono la testimonianza di come l'impegno si traduce in concretezza. In questi ultimi dieci anni si è dato vita a un teatro con una sua programmazione che non ha nulla da invidiare ai più famosi teatri della città. Si è realizzata la nuova biblioteca di Rastignano, che ospita un salotto letterario di grande qualità; per non parlare della Loggia della Fornace con il suo nutrito calendario di mostre e appuntamenti vari.
Come risponde il paese alle numerose proposte culturali che il vostro assessorato promuove ormai da molto tempo?
Purtroppo la partecipazione e l'interesse verso ciò che si produce fuori dall'ambiente domestico risente di un andamento nazionale. La gente è poco propensa ad uscire di casa la sera, la televisione cattura, modella e condiziona il gusto e poi nessuno è mai profeta in patria. Nell'immaginario collettivo si ritiene che la provincia sia provincia anche per quanto concerne la capacità di produrre cultura ad alto livello e che la qualità sia solo appannaggio della grande città o dei grandi teatri. Un dato incoraggiante, ma contraddittorio, ci viene dall'associazionismo, il nostro comune ha una grande ricchezza di associazioni culturali, spesso però troppo rinchiuse su ciò che producono e poco aperte a ciò che viene proposto. Sono solo un tecnico, quindi non mi permetto di allargare il mio intervento a un giudizio politico, ma mi piacerebbe riscontrare una maggiore partecipazione dell'area pianorese intellettualmente impegnata. Creare un pubblico è un'operazione lunga e di grande impegno. Sicuramente abbiamo riscontrato un forte interesse più dalla città che non dal territorio. Ma i risultati nel suo complesso sono incoraggianti e ci spingono a insistere sulla strada intrapresa, siamo convinti che lavorare bene paghi. Tengo a precisare che cultura è anche valorizzazione del territorio, della sua economia e delle sue tradizioni. Il nostro impegno in questo senso varia dal sostegno alle sagre, quali la tartufesta, alla realizzazione del nuovo museo della civiltà dei mestieri. L'obbiettivo è di avere a teatro la stessa partecipazione che si ha alla festa del tortellino, perché entrambi sono, nel loro ambito, momenti importanti nella cultura del territorio.
A volte il pubblico presente alle manifestazioni non risponde come vorreste, come gestite queste situazioni?
Non lo viviamo come un segnale negativo in assoluto, forse peccando di presunzione. La proposta culturale dell'intera stagione si presenta estremamente varia. Quest'anno alla sala Arcipelago promuoviamo un programma che tenta di coniugare l'offerta del prodotto televisivo alla qualità, cercando di dare vita a un mix di pregio senza giocare al ribasso. Una stagione in parte Musicale e in parte Teatrale. Bologna ospita nella prima decade di novembre una rassegna jazzistica di rilievo internazionale, vogliamo quindi dare continuità a quella rassegna con una proposta di altissimo profilo. Iniziamo il 15 novembre con Jimmy Villotti Quintet in concerto, bolognese, che dopo essere stato partner dei maggiori artisti nazionali, dal novanta si esibisce come solista. Venerdì 24 Fausto Mesolella Trio in Concerto, chitarrista, compositore, fa parte del 1986 degli Avion Travel, la band che nel 2000 ha vinto il Festival di San Remo. Venerdì 1 dicembre Petra Magoni cantante jazz e Ferruccio Spinetti contrabbassista degli Avion Travel. Martedì 12 dicembre, Paolo Fresu e Roberto Cipelli. Continueremo poi con il teatro venerdì 26 gennaio 2007: un recital di Ivano Marescotti che recupera il suo diletto romagnolo con un testo inedito del poeta Raffaello Baldini. Venerdì 16 febbraio "Eroi a Tavola" con Davide Dalfiume, una originale prospettiva dell'ambiente della ristorazione. Giovedì 8 marzo Alberto Patrucco in "Vedo Buio" che ci vuol far tornare a ridere seriamente. Venerd' 30 marzo Perséphone presenta "Esilio del Tango" un pensiero triste che si canta, Miguel Angel Curti canto, voce recitante Matteo Belli. Venerdì 20 aprile Giuseppe Giacobazzi "Sburoni si nasce" da Zelig Circuì. La nostra funzione è divulgare e sostenere la cultura, il contributo di 15 euro per l'abbonamento alla rassegna musicale ha il solo scopo di impegnare i pianoresi a venire a teatro.