N. 6 - Anno XI - Novembre/Dicembre 2006 Indice giornale

La Posta

LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DI PIANORO


Dagli articoli di giornale che mi sono capitati sotto mano, mi sembra di aver colto solo impressioni positive sulla cosiddetta "riqualificazione urbana" di Pianoro.  Condivido la necessità di riqualificare il centro: si è deciso di farlo costruendo - con un cantiere modello - dei gruppi di case molto grandi e molto vicine fra loro, un parcheggio, e - apprendo dal vostro giornale - entro il 2010 avremo altri nuovi e significativi complessi abitativi (al posto ovviamente di aree verdi).  Avremo certamente degli appartamenti costruiti come si deve al posto delle vecchie case del dopoguerra, forse un lieve rallentamento dell'aumento dei costi delle case.  Bene.  Vorrei però che ci si soffermasse un po' sul bilancio di queste operazioni: quanti metri quadrati di verde avremo entro il 2010? Quanti alberi in più o in meno? Quanti metri cubi di cemento in più? Quante caldaie in più?  Queste considerazioni secondo me sarebbero molto importanti per valutare il vero impatto che queste operazioni hanno. Questa dovrebbe essere una informazione utile non solo per i cittadini elettori che hanno a cuore la vivibilità del proprio paese e l'ambiente, ma anche per il comune stesso, che ha aderito al progetto Micro Kyoto (si veda la lista dei comuni aderenti nella provincia di Bologna, fra cui Pianoro:  http://www.provincia.bologna.it/AG21/microkyoto_aderenti.htm). Il progetto richiede che i comuni firmatari si impegnino "formalmente ad adottare ogni anno azioni concrete per ridurre l'effetto serra".  Sul sito del comune (http://www.comune.pianoro.bo.it/pages.asp?para=type|menu~idSez|421) si evince che per il momento siamo solo ad uno stadio iniziale senza azioni concrete e misurabili (mi piacerebbe tanto essere smentito). Ho l'impressione che a Pianoro come in tutta Italia l'andamento sia: aumento del cemento e diminuzione delle aree verdi. Questo significa esattamente aumentare la CO2 ed andare contro gli impegni sottoscritti (a meno di non compiere azioni compensative di grande rilevanza, come ad esempio promuovere l'installazione massiccia e diffusa di pannelli fotovoltaici e solari termici, abbattere strutture e case in disuso e sostituirle con aree verdi, alberi, siepi, costruire case con criteri di grande risparmio energetico e magari con un po' più di giardino condominiale e meno affollate...).  A parte questo, il punto forte di Pianoro è ancora proprio il verde: tutelarlo, migliorarlo e possibilmente espanderlo e integrarlo nel tessuto cittadino è interesse di noi tutti. Qualche tempo fa nei bagni di un Autogrill, insieme alle solite scritte oscene, ho letto una frase in francese che tradotta suonava più o meno come: povera Italia, ti stanno coprendo di cemento.  Gli occhi di un turista, non abituati al cemento dilagante, hanno colto uno dei più gravi problemi del nostro paese, e Pianoro non fa eccezione.  Vi lascio con un problema, ma mi mancano dei dati per poterlo risolvere: se un ettaro di alberi produce circa 20 tonnellate di ossigeno all'anno, quanto ossigeno sarà prodotto in più o in meno dal verde di Pianoro fra 10 anni? E quanta CO2 in più produrranno i nuovi complessi abitativi? Una risposta qualificata credo che spetti alla nostra amministrazione.  Termino questa lettera raccontandovi il sogno che ho fatto questa notte: non avendo terreno dove poter dare sfogo al mio amore per il verde ho sognato di creare una società segreta dedicata a Johnny Appleseed (un pioniere americano che aveva la mania/missione piantare meli per gli Stati Uniti).  La società segreta aveva lo scopo di piantare alberi e piante ovunque possibile, nottetempo e a "tradimento", un pino qua, un maggiociondolo là, una siepe lungo il fosso, un platano nel giardino del sindaco, un baobab in quello di un noto costruttore locale....  mi sono svegliato quando sono stato arrestato per "intralcio alla cementificazione".  Però l'idea non è male, vero?

 

Paolo Carboni


Inizio Sommario