N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 Indice giornale

La parola ai bambini

LETTERA AI DIRIGENTI SCOLASTICI

(seconda parte)

 
Marta Rocca

Le relazioni con i coetanei

Le amicizie

A scuola non si va solo per studiare, ma anche per stringere amicizie che possono aiutarci a crescere.

Alle elementari abbiamo stretto delle amicizie che sono rimaste tali anche se, con qualcuno, ci si vede un po' meno e, a volte, ci si sente solo per telefono. L'amicizia è, comunque rimasta, ma con un rapporto diverso. Non si condividono le stesse esperienze scolastiche, ma  sono rimasti i ricordi del passato e un legame affettivo che ci spinge a continuare a pensarli.

Ci sono anche amici che, senza volere, per vari motivi, soprattutto familiari, si allontanano da noi e si perdono i contatti. Capita che, quando ci si rivede, la persona non sia più come te l'aspettavi e si rimane dispiaciuti ed anche un po' delusi.

Le amicizie che stringiamo adesso, che siamo alle medie, sono diverse da quelle delle elementari perché siamo più maturi e consapevoli delle nostre azioni e riusciamo a scegliere le persone con cui passare il tempo, anche seguendo i consigli dei genitori.

I discorsi che facciamo con gli amici sono più profondi ed insieme viviamo esperienze nuove. Con gli amici si riesce a parlare di argomenti che con i genitori è difficile, a volte impossibile, trattare .

Spesso "sparliamo" delle prof., dei compagni e della scuola in generale, oppure commentiamo i film che abbiamo visti o lo sport.

Il tempo libero

Le attività che facciamo insieme agli amici sono più numerose rispetto a quelle delle elementari: sia perché abbiamo meno ore scolastiche, sia perché siamo più autonomi e possiamo spostarci da soli senza essere accompagnati dai genitori.

Ci piace andare a casa dell'uno e dell'altro per giocare alla play station, al computer o anche per studiare o suonare insieme. Spesso ci incontriamo ai giardini dove facciamo giri in bicicletta, chiacchieriamo e giochiamo a nascondino. Il nostro scherzo preferito è quello di suonare ai campanelli delle abitazioni e vedere la reazione di chi risponde, soprattutto se sono persone anziane.

A volte andiamo al cinema: scegliamo film comici, di fantascienza per passare due ore insieme a ridere e per distrarci dalla "pressione" della vita scolastica. Infatti noi siamo a scuola anche quando non ci siamo perché la nostra vita è scandita da compiti e studio per le interrogazioni e le verifiche .

 

I  bulli

Purtroppo, nella scuola, ci sono anche dei ragazzi che fanno "i bulli": Per esempio all'entrata o all'uscita della scuola, ti travolgono come se tu non ci fossi (questo, naturalmente, lo fanno solo i ragazzi più grandi). Oppure può capitare che ti minaccino di aspettarti fuori dalla scuola per picchiarti, semplicemente perché stai loro antipatico o perché non sei alla moda o anche senza nessun particolare motivo.

Abbiamo ragionato sulle motivazioni che spingono alcuni ragazzi a fare i bulli. Probabilmente sono ragazzi che non sono stati molto seguiti dai loro genitori  e non hanno con loro un dialogo aperto . La mancanza di conversazione non è sempre dovuta ai genitori , ma spesso sono proprio i ragazzi che si chiudono in se stessi  e rifiutano qualunque tipo di aiuto . Il risultato è che si sentono emarginati dalla famiglia e cercano l'attenzione dei loro coetanei.

Il problema del bullismo è difficile da risolvere . Come suggeriva in un articolo di giornale il direttore del CSA di Bologna, Marcheselli , sarebbe utile l'intervento di uno psicologo. Questo esperto potrebbe organizzare degli incontri con le classi delle scuole medie sia inferiori che superiori per discutere sulle relazioni dei ragazzi con genitori e coetanei.

Importante è anche l'esempio sia dei compagni che degli adulti : se noi tutti avessimo rispetto l'uno dell'altro cioè non ci sentissimo superiori e non prendessimo in giro i compagni forse riusciremmo ad evitare il bullismo .

E' importante rimanere se stessi e fare di testa propria ( "rimanere sui binari") in tutte le situazioni sia in famiglia che a scuola per non lasciarsi condizionare da comportamenti scorretti.

Due soluzioni che sono , però , solo temporanee sono: la difesa personale e la sospensione ; Si tratta di uno " sfogo" che ci rende, in un primo momento, soddisfatti del nostro operato , ma, alla fine, tutto rimane come prima o peggiora.

La moda

Sarebbe più corretto parlare di modo di vestire . Pantaloni a vita bassa, elastico delle mutande visibile, scarpe slacciate e cinture larghe entrambe firmate , occhiali da sole di una forma e di una marca particolare, profumi che possono attirare l'attenzione dell'altro sesso : questo è l'abbigliamento dei ragazzi che seguono maggiormente la moda.  Tutti questi abiti spesso sono stati importati direttamente dall'America.

Oltre ai vestiti, però, fanno moda anche gli atteggiamenti , per esempio il modo di comunicare. Noi comunichiamo molto attraverso gli SMS perché con i messaggi si possono esprimere emozioni, sensazioni e sentimenti che non avresti mai il coraggio di dire a voce : per esempio : chiedere ad un ragazzo\a se vuole stare insieme a te.

 

Gli " esclusi"

Anche all'interno della nostra classe non tutti si trovano a proprio agio perché fanno fatica ad inserirsi nel gruppo, un po' per il loro carattere chiuso e riservato ed un po' perché anche gli altri non accolgono tutti con lo stesso calore. In palestra succede spesso che alcuni si sentano esclusi perché, nella formazione delle squadre vengono scelti per ultimi e, nel gioco, quando sbagliano, sono rimproverati o addirittura presi in giro dai compagni di squadra.

 

Classe II B

Scuola Secondaria di Pianoro


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