| N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 | Indice giornale |
Sport |
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PIANORO AMPLIA LA ROSA DEI SUOI CAMPIONI |
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| Mirko Sita | |
Abbiamo già avuto modo di apprendere, dalle pagine de L'Idea, alcuni importanti successi ottenuti da nostri concittadini in diverse discipline sportive. Cricket, ciclismo, arti marziali sono solo una parte degli esempi citabili. Oggi vorremmo raccontare la storia di due atlete, due ragazze che si sono innamorate di uno sport particolare: il softball. Importato dagli Americani durante la seconda guerra mondiale e non diffuso, almeno in Italia, quanto il calcio o la pallacanestro, è praticato esclusivamente a livello femminile. Elisa ed Irene sono le gemelle campionesse di questo sport che L'Idea ha voluto incontrare. Per prima cosa descriviamo brevemente, il gioco del softball. Molto simile al baseball, con il quale condivide buona parte delle regole, differisce per la dimensione del campo di gioco chiamato, per la sua forma, "diamante". E' leggermente più piccolo, ha minore distanza tra le basi e si gioca con una palla più grande. Le squadre sono composte ciascuna da 9 giocatrici. La lanciatrice della squadra avversaria deve scagliare a mano la palla verso la battitrice che, a sua volta, deve riuscire a colpirla per mandarla più lontano possibile. Infatti, fino a quando la palla non verrà recuperata dalla squadra in quel momento in difesa, la ragazza che l'ha colpita potrà correre verso le basi toccandole, in sequenza, una alla volta e conquistando un punto alla fine del percorso a favore della propria squadra. L'incontro non può terminare in parità. Vince, naturalmente, la squadra che realizza più punti. Elisa ed Irene hanno iniziato questa disciplina sportiva 14 anni fa con il Pianoro Softball. Rispettivamente ricevitore e lanciatore, vi hanno militato per 8 anni attraversando vari livelli e giungendo alla serie B per poi passare in A2 con il Bologna. I vertici di categoria, la A1, si sono presentati Elisa quando nel 2001 è stata chiamata dalla Fiorini Forlì. Per le nostre due gemelle sembrerebbero aprirsi prospettive e percorsi differenti, ma Elisa chiede ed ottiene che anche Irene venga accolta nella nuova squadra. Il vero amore che queste ragazze nutrono nei confronti del softball e della loro squadra trova riscontro nei sacrifici compiuti per effettuare le numerose trasferte da Pianoro verso Forlì, dove si svolgono regolarmente allenamenti di tre ore moltiplicati tre sere per settimana, alle quali si aggiungono ogni sabato due partite di campionato giocate nei campi di tutta Italia. L'allenatore neozelandese è molto rigido, ma il carniere delle medaglie di Irene ed Elisa comincia ad arricchirsi di ambiti riconoscimenti: nel 2002 portano a casa lo Scudetto e la Coppa dei Campioni. Quest'ultima viene giocata tra tutte le squadre nazionali che hanno vinto nella propria patria lo Scudetto. Inoltre, nello stesso anno, Elisa si merita il Guanto d'Oro come migliore ricevitore nazionale. Nel 2005 le due ragazze, mettono le mani sulla Coppa Italia e sia nel 2005 che nel 2006 sulla Coppa delle Coppe. Ad ottobre, decidono di chiudere in bellezza il 2006 vincendo nuovamente lo Scudetto. Quest'altra vittoria porterà Irene ed Elisa, con tutta la loro squadra, in Olanda dove nel 2007 si dovranno fieramente battere per un'altra Coppa dei Campioni. Solitamente, per due ragazze che iniziano giovanissime uno sport così coinvolgente, non può non esserci alle spalle un valido team di supporter: mamma Lia e papà Romano. Appoggiando gli sforzi delle proprie figlie hanno notevolmente contribuito al raggiungimento degli ammirevoli risultati riportati. Papà Romano ricorda per esempio come non sia stato lungo il periodo intercorso tra le prime perplessità nel vedere due ragazzine praticare uno sport così particolare e poco diffuso in Italia ed il ritrovarsi di sua spontanea volontà a dedicarsi al mantenimento del relativo campo sportivo di Pianorello fino a diventare uno dei dirigenti delle squadre che attualmente vi si allenano. Non è stata a guardare neanche mamma Lia, la quale ha cominciato immediatamente a seguire le proprie figlie anche in trasferta. Il papà ha tenuto a sottolineare come abbia ricoperto un ruolo di primaria importanza abitare in un territorio dove esistono strutture sportive capaci di avviare i giovani ad una disciplina. L'ottimo lavoro svolto dalle varie Amministrazioni che si sono succedute negli anni ha dato i suoi frutti. Avviarsi al softball, a Pianoro non è affatto difficile: con un investimento di poche decine di euro si entra a contatto con una realtà stimolante e ben supportata da sponsor ed Istituzioni. Ciò equivale ad un notevole incoraggiamento per tutti coloro che volessero provare a praticare il softball con la possibilità di arrivare a giocare con la squadra del Pianoro fino alla categoria A2. Alle nostre brave gemelle ed alla loro squadra auguriamo un 2007 altrettanto ricco di premi!