N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 Indice giornale

Cultura

A CASALECCHIO LA SCULTURA DI FONTANESI

  Giancarlo Fabbri

Nel rovistare in un archivio di ritagli di giornale soltanto recentemente, purtroppo, ho notato una foto comparsa su "Il Domani" dello scorso 17 maggio. Immagine che riguardava l'ex Tirò di Casalecchio, ora centro giovanile, in occasione di alcuni corsi rivolti ai giovani. Ho notato che l'illustrazione aveva in primo piano una scultura moderna che mi ha fatto tornare alla mente una vecchia storia che riguarda Pianoro. Nell'ottobre del 1989, "solo" 17 anni fa, il periodico "Il Punto", organo dell'allora Pci, diede notizia che l'imprenditore pianorese Celso Calesini offriva, gratuitamente, un'opera monumentale realizzata su disegno dell'artista Alcide Fontanesi. Si trattava di una scultura moderna, in acciaio, alta cinque metri che poteva trovare collocazione nel territorio pianorese. La struttura in origine era destinata ad ornare una scuderia privata poi, vista l'imponenza, Calesini convinse l'artista a donarla all'amministrazione comunale di Pianoro allora retta dal sindaco Bruno Webber con vicesindaco Roberto Generali e Roberto Vitali assessore alla cultura. Amministratori che si dissero disponibili all'iniziativa e a coprire parte delle spese, se veniva trovato un sito idoneo. Emerse poi l'idea di collocarla in una delle aiuole antistanti il supermercato Coop Emilia-Veneto di Pianoro e la stessa cooperativa, ora Coop Adriatica, si disse disponibile (tramite l'allora direttore) a mettere a disposizione il terreno e, anch'essa, a coprire parte delle spese. Non se ne fece nulla e, dopo le elezioni del 1990, l'idea fu immediatamente ripresentata ai nuovi amministratori con sindaco Simonetta Saliera, Generali vicesindaco e John Clifford Jenkins assessore alla cultura. Amministratori che si dissero disponibili a collocarla a Pianoro purché non comportasse alcuna spesa da parte del Comune. Vennero perciò fatti preventivi relativi a trasporto, basamento, illuminazione e messa a terra di sicurezza. Del sopralluogo sul sito e della progettazione del basamento (plinto), fu incaricato dal sindaco l'ingegnere Fiorenzo Cipriani dirigente responsabile dell'ufficio tecnico comunale che non aveva mai tempo. L'11 gennaio 1993 fu fatto un sollecito ufficiale (protocollo 000302) ed uno informale il 13 ottobre dello stesso anno senza risultati anche se tutti si dissero favorevoli all'idea. Nel 1996, con la nuova giunta, si disse a Calesini che la questione non veniva presa in esame «perché mancava il progetto del plinto». Si trovò poi la gentile disponibilità dell'ingegnere Luciano Piana che eseguì i calcoli e il progetto che fu consegnato a Cipriani. Il tecnico comunale giudicò immediatamente «insufficiente, perché riferito ad una resistenza a venti dell'ordine di 120 km/h», riferendo che l'avrebbe rivisto aumentando i parametri di sicurezza. Una storia un po' penosa che fu anche ricordata, nel febbraio 1997, da L'Idea osservando che se l'iniziativa non era gradita potevano dirlo subito. Ma anche in quell'occasione all'articolo rispose solo il silenzio. Ora la struttura ha trovato adeguata collocazione a Casalecchio, ma resta il rammarico che poteva essere eretta a Pianoro, dove l'arte è promossa e sostenuta, e le manifestazioni artistiche e culturali si sprecano.


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