| N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 | Indice giornale |
Notizie |
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QUISQUIGLIE E PINZILLACCHERE |
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RIFLESSIONI ED OPINIONI SULLE COSTRUZIONI NEL CENTRO DEL PAESE |
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| Michele Marra | |
Mentre il nuovo centro di Pianoro comincia a prendere forma, e la fisicità dell'intervento è sotto gli occhi di tutti i cittadini, la nostra amministrazione comunale pensa di "alleggerire" tale impatto ricollocando circa 10 alloggi pubblici in altro sito, liberando uno spazio antistante le attuali poste per usi pubblici. Allo stesso tempo però, pensa di "affollare" e costruire una struttura di 200 mq. circa nel poco ampio parco pubblico antistante la biblioteca. Ora io vorrei capire come mai questo avviene? Pare contraddittorio a distanza di 300 metri in linea d'aria da dove si alleggerisce il costruito, costruire una piccola struttura ad uso ludico, altra priorità passata come incombente e necessaria alla popolazione che ne fa richiesta e agli operatori culturali e non. Da una parte, il centro, si alleggerisce una situazione a dir poco impattante, da un'altra a poche centinaia di metri si pretende di costruire una struttura in più, adducendo e giustificando la propria azione amministrativa allo scarso utilizzo di quella zona di giardinetto, dove sovente si annidano zanzare tigri e giovani zuzzurelloni che possono solo farsi danni e spinelli all'ombra delle rigogliose e protettive siepi sempreverdi che ricordano loro in qualche modo i fusti stupefacenti della signora Grace nei loro viaggi innocui e felici. Purtroppo, è lo stesso progetto non ufficiale avanzato alcuni anni fa che prevedeva l'ampliamento della ludoteca, al posto del casottino per il ricovero delle bici antistante la stessa. Oggi viene riproposto sotto altra forma, sospinto da tanto di progetto presentato il 15 di Agosto, (le date vengono scelte non per caso) dell'anno da poco passato. E' un progetto sbagliato, che farà spendere solo centinaia di migliaia d'euro alle casse comunali e quindi ai cittadini di questo comune, senza risolvere un vero problema che si è aggravato con il passare degli anni: la convivenza forzata tra strutture incompatibili che non hanno alcuna possibilità di coesistenza, cioè la biblioteca e la ludoteca. Un salto di qualità sarebbe quello di ricollocare la ludoteca in altro sito, per esempio nel costruendo centro di Pianoro, oppure ancor meglio in prossimità della scuola materna del Gualando, dove gli spazi sono certamente più ampi ed agevoli ad essere raggiunti dagli utenti piccoli e grandi. Si otterrebbe così più spazio per la nostra biblioteca che ne ha assolutamente bisogno, e si porrebbe fine alla convivenza forzata con la gioiosa e per fortuna chiassosa ludoteca.
A PROPOSITO DI MERCATO LIBERO IMMOBILIARE
E' un sogno,o una certezza di pochi, che la politica abitativa di questa amministrazione e di quelle precedutesi da 15 anni a questa parte, sia o abbia un qualche effetto calmieratore sull'attuale mercato libero immobiliare pianorese. Anche perché, è mia opinione, che il mercato libero non esista, ma al suo posto vive e prospera un sistema di monopolio in mano a pochi soggetti i quali legittimamente fanno i loro affari grazie a vecchi errori "tecnici" di indici di edificabilità e grazie a varianti edificatorie che naturalmente vengono a maturazione con gli anni, soddisfacendo così da lustri il loro appetito edificatorio ed i loro conti in banca, nel rispetto della legge. Anche il più corposo ed impattante PRU, il costruendo nuovo in centro a Pianoro, rientra in tale logica, e gli amministratori sono convinti di essere nel giusto e di fare gli interessi ed il "bene" di tutta la collettività, ed addirittura di calmierare il falso mercato esistente. Così non è poiché il prezzo al mq. del mattone in quel di Pianoro varia dai 3500/4000 euri, dico euri al plurale apposta. Anche i costruendi alloggi di proprietà pubblica che saranno posti in vendita sul finto "mercato libero" di Pianoro, avranno prezzi inferiori di appena il 15% rispetto a quelli di "mercato": 3050/3400 euri. Se questi euri vi sembrano pochi. E' ora di rompere gli indugi e di valutare seriamente di offrire la possibilità, l'opportunità, a chi non può permettersi di rivolgersi al cosiddetto mercato, di costruirsi la propria casa su terreni comunali o su lottizzazioni di scambio con privati, quanto ne più né meno è avvenuto sino ad ora. Per esempio penso che il processo di riconversione dei suoli artigianali e industriali che ha caratterizzato l'evoluzione delle citta, compresa Bologna, negli ultimi 10 anni, vada applicato anche in quel di Pianoro per la costruzione a tutti gli effetti del futuro pianorese. Ad esempio la zona artigianale di via del lavoro, quella per intenderci a ridosso del Ginepreto e del Gualando che va ripensata appunto da artigianale a residenziale, in cui inserire l'autocostruzione come ulteriore opportunità per soddisfare il diritto alla casa da parte dei cittadini di questo comune. Per informazione, l'autocostruirsi una abitazione riduce i costi del 50%, quindi diventa possibile per redditi non eccezionali come quelli dei giovani precari, ed in genere di tante persone che non hanno capitali da impiegare per l'acquisto dell'abitazione e accedere al bene casa senza impegnare tutta la propria vita per il pagamento di un mutuo. Pensare nel terzo millennio di mescolare continuamente capannoni e case, binari ferroviari e case, zone industriali e case, curve statali e case, etc. etc. non può certo chiamarsi sviluppo ordinato e funzionale. Anche perché tutto ciò non calmerà un bel niente tantomeno il mercato libero immobiliare pianorese e possiamo continuare a far finta che nulla accada rifugiandoci e trovando appagante il nostro presente e il nostro passato, senza pensare al futuro di chi sopraggiunge a noi.
A PROPOSITO DI STRADE DA COSTRUIRE
A proposito di strade fra un pochino matureranno i tempi di un nuovo nastro asfaltato che solcherà "l'inutile campagna pianorese". La nuova opera é quella che sicuramente verrà realizzata per collegare il polo scolastico materno e medie del Gualando, alla Futa; a beneficio naturalmente del popolo "ambientalista" automobilistico accompagnatore dei pargoli in età scolare, che notoriamente chiedono sin dai primi vagiti natii la certezza di quattro ruote mobili intorno a loro. Lo so già che scrivendo queste mie opinioni sarò oggetto di discriminazione personale ed economica, come lo sono stato sin ora, ma ciò non mi indurrà a tacere quello che penso, anche se lo scoraggiamento che provo a volte mi stende al tappeto per la mia non più verde età. Spero che i cittadini che leggono queste opinioni facciano sentire la propria voce e si accollino un piccolo pezzettino di discrimine e siano più presenti e meno deleganti sul proprio futuro. Futuro che passa attraverso le scelte "programmatiche" generali delle varie amministrazioni comunali e "certamente" attraverso le varianti al piano regolatore generale e ai regolamenti edilizi di questo comune che gli amministratori fanno in nome e per conto della popolazione tutta, avendone ricevuto mandato elettorale ogni 5 anni.