N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 Indice giornale

Rubriche

Gli elettori vi guardano

IL LAVORO DEI CONSIGLIERI COMUNALI - CRONACA DELLE PIÙ IMPORTANTI QUESTIONI TRATTATE NELLE RIUNIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE

 
Umberto Mazzanti

SEDUTA DEL 20/12/06

Quattro persone del pubblico presenti

1) L'asilo nido privato convenzionato di Rastignano. L'Assessore alla Scuola Grazia ricorda che a Pianoro abbiamo tre nidi pubblici per l'infanzia con 108 bambini e nessuno privato convenzionato; informa che il micronido privato di Rastignano "Buccia di banana" si è proposto al Comune per attivare un convenzionamento, e considerando che ci sono 15 bimbi che non possono accedere ai nidi pubblici perché completi e che nel 2007 ce ne saranno altri in esubero propone, oltre ad accogliere la richiesta del privato, un protocollo di indirizzo per le richieste di convenzionamento future. La Consigliere del Centro per le Libertà Montoncello è favorevole alla prospettiva dell'ampliamento dei servizi in convenzionamento sul territorio sia per far fronte all'emergenza ma anche perché offre la possibilità alle famiglie di scegliere il servizio che reputano migliore o più comodo per le loro esigenze. La Consigliera di Rifondazione Bollini non è contraria per principio al convenzionamento con strutture private in una situazione di emergenza per far fronte alle liste di attesa, che si ripresentano ormai da qualche anno per l'aumento della popolazione, e che avranno si spera una soluzione nel 2009 con l'apertura del nuovo asilo nido di Rastignano; chiede che il convenzionamento sia però dichiaratamente una soluzione temporanea da non allargarsi ad altre strutture private che in futuro ne possano fare richiesta perché ritiene che il servizio del privato sia qualitativamente diverso da quello pubblico. Il Consigliere del Centro per le Libertà Giancola è d'accordo sul convenzionamento e sull'indirizzo che prevede l'accesso al privato solo allorquando non ci sia il posto disponibile nel pubblico; critica però il contributo comunale di 200 euro per tutte le famiglie sulla retta di 450 richiesta dal privato e propone di calcolarlo sulla base dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Effettiva che considera il reddito, il patrimonio, i depositi bancari e la composizione famigliare) come per chi accede al servizio pubblico. L'Assessore Grazia ritiene che il contributo fisso medio per tutte le famiglie in questa fase sperimentale permetta di rodare i rapporti con il privato che ha una retta standard comprensiva dei pasti mentre nel pubblico vi è una quota fissa mensile fissata in base all'ISEE più i pasti (2,90 euro l'uno, n.d.r.) effettivamente consumati; specifica inoltre che le rette a carico delle famiglie nel pubblico vanno da un minimo 59,49 euro ad un massimo di 371,70 mensili con una media di 250 euro, quote che coprono dal 25 al 30 % dei costi di gestione mentre il restante 65-70 % cioè 750 euro sono a carico del Comune. Il Capogruppo del Centro per le Libertà Lelli sulla base dei costi degli asili nido pubblici rileva che sarebbe preferibile avere solo asili nido privati in convenzione che ci forniscono lo stesso servizio per 200 euro di contributo a bambino invece dei 750 euro che ci costa quello comunale, quindi propone di non costruire più asili nido pubblici ma farli costruire ai privati e accendere poi con loro delle convenzioni.

Votazione: approvato con favorevole Ulivo, Centro per le Libertà e Rinnovamento, astenuta Rifondazione.

 

2) Il referendum consultivo comunale. La discussione su questo punto si è svolta nell'arco di due Consigli Comunali, il primo il 29 novembre scorso, ma per comodità si farà un solo resoconto del dibattito. Viene proposta la modifica dell'art. 10 dello Statuto comunale in materia di referendum e relativo regolamento col fine di rendere più snella la procedura per favorire questo strumento di partecipazione da parte dei cittadini. La Commissione Consigliare incaricata della revisione propone (riportiamo i punti più qualificanti): che la possibilità di indire un referendum possa essere avanzata da 100 cittadini iscritti alle liste elettorali comunali o dai 2/3 dei Consiglieri Comunali (in precedenza 1/3) per evitare possibili strumentalizzazioni politiche dello strumento referendario; che se ammessa dall'apposita Commissione (non sono ammesse per es. consultazioni su argomenti tributari o sui diritti delle persone) il numero delle firme necessarie per richiederlo sia ridotto dal 15 al 10% degli elettori (circa 1300 cittadini); che ci siano due mesi di tempo per raccoglierle; che possano partecipare al voto tutti cittadini residenti a Pianoro di età superiore ai 16 anni. Il Capogruppo del Centro per le Libertà Lelli Franco ritiene che la modifica per cui per indire il referendum sia necessaria la richiesta di 2/3 dei Consiglieri, in un sistema maggioritario dove all'interno del Consiglio Comunale ci sarà sempre una suddivisione di 2/3 di Consiglieri alla maggioranza ed 1/3 all'opposizione, significa di fatto impedire alla minoranza di poterlo richiedere e riservarlo solo alla maggioranza; riguardo alla motivazione di eventuali strumentalizzazioni politiche alla base della modifica fa rilevare che negli anni mai la minoranza si è avvalsa di questa possibilità. Il Capogruppo di Rinnovamento Bolletta ritiene che il referendum debba essere soprattutto uno strumento a disposizione dei cittadini, d'altro canto se bastano 1300 firme su circa 13000 elettori per richiedere il referendum anche la minoranza ha i numeri per poterle raggiungere coinvolgendo i propri elettori, inoltre i Consiglieri hanno altri strumenti per la loro  azione. La Capogruppo di Rifondazione Bollini ritiene che il ricorso al referendum da parte del Consiglio deve avvenire in casi eccezionali per grandi temi in cui sia minoranza che maggioranza possano avere interesse di andare a verificare quale sia la posizione della cittadinanza. Il Capogruppo dell'Ulivo Antinucci considerando che il referendum è uno strumento delicato e costoso e che la modifica vale anche per gli anni a venire ritiene che bisogna evitare che possa essere strumentalizzato da una futura minoranza. Il Presidente del Consiglio Minghetti fa notare che con il sistema elettorale sopra i 15000 abitanti non è detto che la maggioranza sia come nel nostro caso dei due terzi (cioè 14 su 21 Consiglieri) ma potrebbe anche essere composta da soli 11 massimo 12 Consiglieri. Il Consigliere del Centro per le Libertà Parisi non è d'accordo che venga esteso il diritto di voto ai sedicenni fintanto che per legge questi non siano dichiarati maggiorenni cioè responsabili delle proprie azioni.

Votazione: approvato con favorevole Ulivo, Rifondazione e Rinnovamento, contrario Centro per le Libertà.

 

I NOSTRI COMMENTI

Telecamere in Consiglio. Nella seduta del 29 novembre '06 si è avuta una grande novità in Consiglio Comunale: i volontari del progetto "Comune Partecipato.it" con due telecamere hanno ripreso la riunioneper "portare le sedute del Consiglio Comunale direttamente nelle case dei cittadini, stimolarne l'attenzione alla vita politica del paese e favorirne il coinvolgimento attivo utilizzando le tecnologie digitali e la diffusione Internet". Questo progetto che prevede l'impegno gratuito dei promotori, alcuni dei quali di Pianoro, almeno fino alla fine del mandato amministrativo rappresenta la prima esperienza continuativa presente in Italia e il fatto che si svolga a Pianoro dovrebbe riempire di orgoglio i nostri concittadini e con loro i nostri rappresentanti eletti in Consiglio. Per adesso a parte un po' di iniziale curiosità per la presenza delle telecamere non è parso che i Consiglieri siano particolarmente entusiasti dell'iniziativa visto che nessuno ha detto una parola di apprezzamento e anche l'Amministrazione è rimasta "alla finestra". Il progetto permette ai Pianoresi che lo desiderino di "partecipare" alle sedute del Consiglio stando a casa, collegandosi al sito www.comunepartecipato.it <http://www.comunepartecipato.it>, scaricare i verbali delle sedute e porre domande per email agli Amministratori e ai Capigruppo. In secondo luogo l'iniziativa ha lo scopo non meno importante di riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica, che a parole è una delle priorità di tutte le forze politiche, visto che i Consigli Comunali non sono mai stati molto frequentati se è vero che negli ultimi 7 anni la media è di circa due persone del pubblico presenti a seduta.

Il Referendum consultivo. Il Comune si è dato un nuovo regolamento del Referendum consultivo che, tra le altre cose, prevede che possa essere attivato anche dai cittadini raccogliendo la firma di almeno il 10% dei 13000 elettori pianoresi. È un passo avanti rispetto alla norma precedente che prevedeva invece il 15%, ma anche così ci pare che la raccolta di 1300 firme sia un impegno troppo gravoso e tale da scoraggiare qualsiasi tentativo dei cittadini. Sarebbe stato meglio ridurre molto di più il numero delle firme necessarie prendendo come riferimento il Referendum nazionale (abrogativo anziché consultivo e quindi ben più importante) che richiede 500.000 firme che rappresentano poco più dell'1% degli oltre 40 milioni di elettori italiani.

Il costo degli asili comunali. Nella discussione per il convenzionamento di un asilo privato di Rastignano è stata evidenziata una grande differenza fra il costo mensile di un bambino ospite di un asilo comunale (circa 1000 euro) e il costo di un bambino in un asilo privato (450 euro nel caso di Rastignano). Il Consigliere Franco Lelli è intervenuto osservando che sarebbe meglio per il Comune non costruire più asili nido ed avvalersi maggiormente dei privati o favorirne l'apertura. La sua affermazione è caduta nel vuoto, noi pensiamo che sarebbe invece opportuna una riflessione approfondita per capire il perché di una differenza di costi così grande e per comportarsi di conseguenza.


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