| N. 1 - Anno XII - Gennaio/Febbraio 2007 | Indice giornale |
Attualità |
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LA TRAGEDIA DEL 23 DICEMBRE SCORSO A SAN BENEDETTO DEL QUERCETO |
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Alcune testimonianze di coloro che hanno assistito in diretta allo scoppio della palazzina |
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| Gianluigi Pagani | |
"Sembrava una zona di guerra, un paese bombardato - racconta Alessandro Monti, proprietario della palazzina affianco a quella crollata - l'esplosione ha sparato i sassi ad oltre 300 metri di distanza. Si sono staccate le vetrate blindate della vicina Banca di Credito Cooperativo. Ma la cosa tragica è che prima della deflagrazione la frazione ha continuato a vivere normalmente, immersa nel gas, che è rimasto aperto fino alle 12,30, ossia circa due ore dopo l'esplosione, quando finalmente i tecnici dell'Hera hanno trovato gli strumenti per chiudere la condotta principale". "Negligenze ed errori, questa è la verità dei fatti - aggiunge invece Franca Spisni, cognata di Enzo Menetti, morto nello scoppio della tubatura di gas - da anni abbiamo segnalato il cattivo odore proveniente dall'asfalto e dalle fognature. Enzo Menetti mi ha detto di aver chiamato l'Hera alle 8 di mattina e gli è stato risposto che avevano avuto già diverse segnalazioni del forte odore di gas. Quindi è sceso nella piazza nel paese e si trovava in un gruppetto di persone davanti alla casa crollata proprio al momento dello scoppio. C'era lui, Giuliano Neri proprietario del minimarket, don Alfonso Naldi parroco della frazione ed i due vigili del fuoco Simone Messina e Luigi Mezzini. Erano tutti a parlare, quando il parroco e Neri sono entrati nel minimarket che li ha salvati dall'esplosione, anche se sono rimasti feriti gravemente. Il vigile Mezzini si è invece allontanato per andare a prendere qualcosa sulla camionetta. Enzo Menetti e Simone Messina sono rimasti là davanti alla casa e sono morti per lo scoppio. Una vera tragedia". Tra le vittime anche un giovane operaio rumeno, Augustino Ciceu. "Alle 10,15 l'ho chiamato a casa - racconta Micaela Bordei, un'amica della vittima - da come mi ha risposto ho capito che era ancora a letto a dormire. Ci siamo messi d'accordo per vederci nel pomeriggio. Era da due anni in Italia e proveniva da Cluy in Romania. Faceva il muratore in un'impresa locale addetta alle piccole manutenzioni e agli interventi urgenti. Nel suo paese era sposato con un figlio, Cosmin". "Ero in strada per parlare con i vigili del fuoco e per aiutarli nello sgombero della casa protetta degli anziani - racconta il parroco don Alfonso Naldi, rimasto ferito dallo scoppio - ho visto una enorme perdita di gas nel tubo che penso sia una delle condotte principali fra l'Emilia Romagna e la Toscana. Dalle 9 di mattina vi erano due tecnici dell'Hera, mi pare di Loiano, che però non potevano fare alcunché in quanto attendevano dei colleghi di Bologna. Tutti hanno preso sottogamba il problema, anche perché pensavano fosse la solita perdita di gas come era già avvenuto in passato, proprio nella stessa identica zona. Poi, dopo aver parlato con alcune persone, sono entrato nel minimarket e all'improvviso vi è stata la deflagrazione che mi ha scaraventato per terra. Se fossi rimasto fuori dall'edificio sarei sicuramente morto".