| N. 2 - Anno XII - Marzo/Aprile 2007 | Indice giornale |
Ambiente |
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NON CACCIATE IL LUPO |
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Umberto Fusini |
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Dopo che nel giornale Il Resto del Carlino è apparso un articolo sull'avvistamento del lupo, in pieno giorno, vicino (relativamente) alle case di Botteghino di Zocca, nelle persone che abitano nei paraggi si è venuta a creare una certa apprensione. Niente di veramente preoccupante, però si sa come vanno a finire queste "chiacchiere"; dopo un po' entrano nel dimenticatoio e se non capita di nuovo qualcosa, non se ne parla più. Dopo la sorpresa di quell'avvistamento feci un po' di indagini e per cercare notizie sul lupo mi misi in contatto con alcuni selettori della zona (i selettori sono cacciatori abilitati a fare una caccia appunto di selezione); questi operatori faunistici, o almeno qualcuno di essi, hanno grande conoscenza della fauna maggiore detta anche nobile. Certo sono anni che passano ore e ore in appostamento a fare censimenti in ogni momento della giornata e quando si sta fermi alla posta, di cose se ne vedono. In verità si vedono anche cose che sarebbe meglio non vedere, questo me lo diceva un amico selettore (molto affidabile) quando scoprì un intrallazzo di corna che non erano né di daino né di cervo. Avrebbe voluto raccontarmi pure molto altro sicuramente pruriginoso, ma lo pregai di andare oltre e raccontarmi solo quello che lui sapeva del lupo in zona. <<Ebbene, ora tutti ne parlano, ma devi sapere che il primo avvistamento l'ho fatto il 15 marzo del 2005; il lupo che vidi, camminava sulla neve, si vedeva bene perché la giornata era buona e lui stava avanzando sul crinale, la distanza era notevole, all'incirca un chilometro, però siccome c'era tempo piazzai il cannocchiale sul cavalletto e potei osservarlo con calma. Eravamo in val di Zena sulla sinistra orografica nelle vicinanza del lago dei Castori>>. A me piaceva sentirlo parlare, si capiva che diceva il vero e si capiva anche che era un ricordo tutto suo e continuò: <<Nel camminare aveva un fallo che corrispondeva alla zampa anteriore sinistra, zoppicava. Questo mi colpì molto e mi incuriosì. Tornai a distanza di poche ore a piedi sul posto dove avevo visto passare il lupo e siccome sulla neve le impronte erano ben visibili, potei anche vedere che in corrispondenza della zampa anteriore sinistra, c'erano tracce di sangue. Era evidente che il lupo si era ferito da non molto.>> Continuammo a chiacchierare, lui andava a caccia anche all'estero, nei paesi del nord est; le guide che accompagnano sono profondi conoscitori di animali di grossa taglia e in quelle occasioni ebbe modo di conoscere il lupo e col tempo cambiò o si modificò il suo rapporto con la caccia. Sicuramente l'amico non spara più con la stessa passione giovanile di prima. Ma tornando al lupo, la ferita che aveva avuto modo di riscontrare era dovuta molto probabilmente ad un incidente naturale che il giovane esemplare si era procurato dopo l'allontanamento dal nucleo famigliare. Per i giovani lupi la vita può essere durissima, particolarmente per quelli che vengono buttati fuori di "casa". La cosa, nonostante potesse essere per il lupo preoccupante, per l'amico fu abbastanza tranquillizzante perché aveva pensato che la ferita poteva essere dovuta ad un qualche agguato umano, tipo trappole, fucilate o altro. Quando mi disse fucilate rimasi perplesso: <<Eh si, anche fucilate, credo che questo giovane lupo per ora lo conosco solo io, ma in giro ci sono certi tipi che se lo incontrano non lo lasciano di certo andare indisturbato".>> Il tempo è passato, quegli incontri pericolosi non li ha fatti e il giovane lupo è riuscito a trovare una compagna e ora scorrazzano sui nostri calanchi, il mio amico dice che non avranno vita lunga, spero vivamente che stavolta si sbagli.