N. 2 - Anno XII - Marzo/Aprile 2007 Indice giornale

La parola ai bambini

LETTERA AI DIRIGENTI SCOLASTICI

(terza ed ultima parte)

 
Marta Rocca

Gli insegnanti

 

Il rapporto

Con le maestre della scuola elementare avevamo un rapporto confidenziale e quasi amichevole: Questo era sottolineato dal fatto che ci si dava del "tu" e si usavano dei soprannomi. Per esempio, ad una maestra che si chiama Nicoletta veniva abbreviato il nome in " Nico". Cosa che non ci si può permettere con tutti i prof. Il rapporto con i professori è più distaccato, forse perché hanno un atteggiamento autoritario. La relazione con loro non è paritaria: alcuni professori non ci trattano con lo stesso rispetto che noi abbiamo per loro: Per esempio ci danno dei soprannomi, qualche volta anche offensivi che risultano essere delle prese in giro: loro ce li possono dare, ma noi no, anche se, fuori dalla scuola, quando loro non ci sentono, ne diciamo "di cotte e di crude".

 

Il metodo

Il metodo d'insegnamento delle maestre era più semplice, con un linguaggio più facile da comprendere, perché eravamo più piccoli. Inoltre si facevano molti esempi pratici  ed anche dei giochi per capire meglio gli argomenti. In questi momenti la scuola era molto divertente e il tempo scorreva velocemente. In altri era più noioso stare a scuola anche perché avevamo le stesse insegnanti per tante ore consecutive.

Alle medie il tempo in cui stiamo a scuola è più ristretto: gli insegnanti si susseguono l'uno all'altro e, a volte, non si riescono nemmeno a finire gli argomenti che bisogna, poi, studiare a casa. Le ore sono troppo scandite e, a volte, non si riescono a sviluppare gli argomenti fino in fondo . Pensiamo che il nostro tempo-scuola dovrebbe essere meno frammentario perchè è , comunque meglio ascoltare la spiegazione di un insegnante che leggere il libro da soli.

Alle medie le spiegazioni sono più complesse ed approfondite, rispetto a quelle delle elementari, ma i professori coinvolgono nell'argomento, chiedendoci le nostre opinioni.

A differenza delle elementari si fanno meno esempi pratici e più teoria. E' importante il linguaggio specifico per ogni disciplina e alcuni professori sono molto pignoli in questo. Se commetti anche la minima imperfezione, dovuta spesso alla paura di sbagliare, vieni rimproverato aspramente.

Gli insegnanti della scuola elementare erano più disponibili a dare ulteriori spiegazioni se qualcuno non aveva capito un argomento . Alle medie, avendo meno tempo a disposizione, gli insegnanti tendono ad essere più sbrigativi e può capitare che non chiariscano dei passaggi che non sono stati ben compresi dagli studenti.

 

Il nostro " insegnante ideale"

Dovrebbe comprendere i nostri problemi e darci dei consigli sul metodo di studio anche con esempi pratici ( sottolineatura, schemi concettuali….). Non sempre il metodo generale è sufficiente per preparare bene tutti gli alunni perché ciascuno ha il proprio modo di studiare e le proprie potenzialità. Il ruolo dell'insegnante dovrebbe essere quello di aiutare gli alunni ad esporre gli argomenti in modo comprensibile. Le lezioni dovrebbero essere ravvivate con filmati, fotografie , gite scolastiche e laboratori per alleggerire certi argomenti e ricordarli meglio: In questo modo studiare diventerebbe interessante e ci sarebbe meno confusione in classe. Se, nonostante questo, ci fossero alcuni ragazzi che continuano a disturbare , allora bisognerebbe che l'insegnante adottasse delle punizioni anche molto severe. Una punizione corretta potrebbe essere quella di costringere il ragazzo a rimanere a scuola anche dopo l'orario scolastico , perché l'attuale sospensione da scuola , a volte, risulta essere " una vacanza" per lo studente.

E' giusto che un professore corregga i compiti anche quelli fatti a casa per valutare l'impegno dei singoli alunni  e per evidenziare chi i compiti non li svolge mai. Attraverso la correzione si possono capire i propri errori e cercare di evitarli in futuro (" sbagliando s'impara"). La valutazione dovrebbe tener conto sia dell'impegno dimostrato durante l'anno scolastico sia dei miglioramenti effettuati dai singoli alunni.

 

 

I compiti

 

Elementari

Alle elementari i compiti erano più semplici e si concentravano soprattutto nel fine settimana  perché la maggior parte di noi faceva la scuola a tempo pieno. Però poteva capitare che avessimo dei compiti da fare anche un giorno per l'altro: Questo risultava molto impegnativo perché finivamo la scuola alle 16,30 ed alcuni svolgevano altre attività , così, spesso, ci si riduceva a fare i compiti di sera.

 

Medie

I compiti sono adeguati, ma non sempre ben distribuiti nel corso della settimana, in alcuni casi, addirittura, sono in minor numero rispetto a quelli delle elementari.

 

In generale pensiamo che i compiti siano utili perché ci danno la possibilità di approfondire le materie scolastiche. E' importante conoscere più materie possibili, così avremo più opportunità per il nostro futuro. Più avanti, nel corso degli studi, si potrebbero aprire nuovi orizzonti e realizzare i nostri sogni.

 

I compiti delle vacanze

Ogni professore ci assegna, per le vacanze, i compiti relativi alla propria materia che, messi tutti insieme, diventano eccessivi. Loro (i prof.) dicono che i compiti servono per mantenere l'esercizio e per non dimenticare gli argomenti svolti. Ma, se in tre mesi dimentichiamo tutto quello che abbiamo fatto in un anno, proviamo a pensare che cosa succederà nell'arco della vita?

Secondo noi ognuno deve essere responsabile della propria preparazione e i professori dovrebbero darci dei consigli personalizzati sugli esercizi da svolgere per ricordare gli argomenti studiati durante l'anno.

A quel punto spetta alla coscienza di ognuno decidere cosa fare per tornare a scuola preparati e riuscire a seguire le lezioni.

 

Classe II B

Scuola Secondaria di Pianoro

 


Inizio Sommario