| N. 2 - Anno XII - Marzo/Aprile 2007 | Indice giornale |
Notizie |
|
KIOTO, GUERRA, INQUINAMENTI E AMENICCOLI VARI |
|
Inquinamento luminoso, riscaldamento, strutture pubbliche fuori controllo, sprechi e quant'altro - Quanto e come contribuiamo alla salvezza del pianeta terra noi pianoresi? |
|
Si fa un gran parlare d'inquinamento, di guerre per il petrolio, di risparmio energetico e di nuove tecnologie atte al contenimento delle risorse energetiche, quali principi generali vincolanti per il futuro del mondo, del pianeta terra; ma a tali enunciazioni si risponde collettivamente in modo schizofrenico. Non facciamo un passo senza la nostra "cara" automobile, non adottiamo forme di risparmio energetico, non ci sentiamo minimamente responsabili di quanto accade nel mondo ed in particolare nei paesi del terzo mondo, Africa in testa, dove guerre e genocidi vengono attuate con le nostre armi (l'Italia è il 5°paese industrializzato a commerciare in armamenti leggeri) per il controllo della risorsa petrolio. Una "normalità" che anche noi di Pianoro contribuiamo a far crescere e prosperare (nel nostro piccolo).
L'inquinamento luminoso
Se pensate che le centinaia di lampioni, installati recentemente nei siti della nostra località, non consumano energia elettrica prodotta con petrolio nigeriano e iracheno, ebbene pensate male. Luoghi come la stazione ferroviaria, le vie del centro, la pista ciclabile del Gualando e l'annesso parco, il parcheggio interrato ed altri siti pubblici illuminati a giorno contribuiscono ad un consumo energetico spropositato ed eticamente riprovevole, poiché consumiamo più di quanto le nostre necessità abbiano bisogno. E non mi si venga a parlare di sicurezza, in quanto in luoghi ben più illuminati come la città di Bologna stupri e aggressioni avvengono normalmente a dispetto della luce. Quale diritto abbiamo per scialacquare le risorse energetiche non rinnovabili? Quali politiche di risparmio energetico adotta la nostra Amministrazione? Come cittadini come intendiamo affrontare e superare tale situazione?
Il riscaldamento delle strutture pubbliche fuori controllo
Stesso discorso sulle strutture pubbliche: uffici comunali, piscina e varie piccole strutture sparse sul territorio. La temperatura ambiente è sempre al di sopra dei 25 gradi, per cui si potrebbe tranquillamente indossare striminziti costumi adamitici senza patire il freddo, anche in quest'inverno stranamente mite che ha visto raramente temperature sotto lo zero. Sovente capita di entrare in una struttura pubblica con i riscaldamenti accesi e le finestre totalmente spalancate, e gli operatori in manica di camicia. Vi sembra questo il modo di gestire le preziose risorse energetiche? Quante immissioni inutili in atmosfera produciamo come collettività pianorese? Cosa rimarrà alle future generazioni di questo passo? Quali responsabilità hanno i cittadini e gli Amministratori di questo comune? Chi risponderà dei danni arrecati all'ambiente e al territorio derivante da questa gestione?
La ludoteca e dintorni
Il giardino di circa 1000 mq antistante la biblioteca S.Mucini è destinato a ridursi di circa il 30% grazie al progetto che l'Amministrazione intende pervicacemente attuare, in ossequio alla malintesa "democrazia partecipata" strombazzata a destra e a manca da molti Amministratori e non; infatti per alcuni di essi la partecipazione è intesa come mera presenza fisica. Invece di un ampliamento razionale ed equo dell'esistente, si intende sottrarre 300 e più mq di giardino per la costruzione di un manufatto da adibire a ludoteca per 42bambini per una spesa stimata di euro 700.000 senza neanche la possibilità di dotare la struttura di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e termosolari per la produzione di acqua calda. Sia chiaro che non è un essere contro la ludoteca, anzi, ma contro uno spreco delle nostre risorse territoriali e finanziarie. Tanto è vero che nello stesso sito esiste una struttura, la baracchina dei gelati, che anche grazie a scelte amministrative non discusse né razionali è in uno stato di abbandono, salvo usarla come gabinetti pubblici e ricovero attrezzi per la raccolta delle cartacce effettuate dagli operatori convenzionati dell'AUSER. L'ampliamento sarebbe meno oneroso e più razionale, ma se pure volessero attuare il "loro"progetto non mancherebbero gli spazi già compromessi con un edificazione: la baracchina e tutta la parte posteriore confinante con la COOP.