| N. 3 - Anno XII - Maggio/Giugno 2007 | Indice giornale |
La Posta |
|
IL DIRIGENTE SCOLASTICO DI PIANORO RISPONDE ALLA LETTERA DEGLI STUDENTI PUBBLICATA DA L'IDEA |
|
Care allieve, cari allievi, con molto interesse ho letto la vostra "lettera aperta" che mi ha consentito di conoscere meglio i vostri pensieri, le vostre opinioni e richieste. Le considerazioni avanzate sono assai variegate e quindi mi consentirete una risposta che non può essere sintetica. Rispetto all'organizzazione della scuola, cercherò di svolgere alcune considerazioni per punti:
a) computer in classe: le risorse economiche molto limitate hanno indotto in passato scelte organizzative orientate a privilegiare la strutturazione di aule informatiche attrezzate; la prospettiva di fornire ogni classe di tale dotazione è sempre nelle considerazioni di tutti, ma allo stato attuale ciò resta tra i desideri non realizzati.
b) Laboratori, gemellaggi scolastici e altro: nella scuola media italiana i laboratori non hanno avuto grande diffusione se non in organizzazioni scolastiche definite "tempo prolungato" che però presuppongono per funzionare al meglio strutture scolastiche ricche di opportunità, dotazioni, spazi differenziati. Nella nostra scuola abbiamo avviato alcuni laboratori (informatica, italiano, geografia) ma sono consapevole che non vi riferite a queste esperienze. Per quanto riguarda i gemellaggi, vi informo che abbiamo ricevuto recentemente una proposta in tal senso da parte di una scuola media di un paese della vicina Croazia; il consiglio d'Istituto delibererà presto nel merito per cui tramite i vostri docenti sarete informati nel merito (l'iniziativa si è realizzata con l'ospitalità di 30 alunni croati di Sesvete nell'autunno 2006).
c) Insegnanti, metodo di studio, compiti: ho colto con molto interesse le vostre considerazioni su questi argomenti che mi hanno consentito di confrontare il vostro vissuto col mio, tanti anni fa, quando ero come voi studente di scuola media. Rispetto all'uso del tu e del lei, consentitemi alcune brevi riflessioni: credo dovrebbe essere opinione diffusa che l'uso dell'uno o dell'altro modo di rapportarsi nella comunicazione non necessariamente significhi vicinanza o lontananza, quanto piuttosto quello di amicizia-confidenza e semplicemente rispetto verso una persona che non si conosce o, come nella scuola, verso un adulto che ha un ruolo professionale e formativo. Ricordo che quando ero insegnante elementare nel lontani anni '70 l'uso del lei degli scolari verso l'insegnante era del tutto normale, senza che ciò inficiasse affettività e senso di amicizia. Inviterei a riflettere su questo, anche perchè l'uso diffuso, scontato ed indifferenziato del tu segnala piuttosto una semplificazione espressiva interpersonale fino a far fraintendere in chi ne fa un uso generalizzato ed univoco scarse diverse capacità comunicative. In poche parole credo che nei rapporti tra persone che non siano già amiche o familiari l'uso del tu debba più opportunamente essere un punto di arrivo che non di partenza. Per quanto riguarda il metodo di studio e l'assegnazione dei compiti, credo che le vostre considerazioni siano molto interessanti e mature; per questo motivo le consegno ai docenti per una opportuna e serena riflessione professionale e personale. Affido ai docenti anche la lettura delle vostre osservazioni sul rapporto tra ragazzi e ragazze, sul "bullismo", sull'esclusione e quant'altro: tutto è utile per comprendere qualche frammento del vostro vissuto di giovani che curiosamente si affacciano verso il mondo degli adulti. Per concludere, vi ringrazio per avermi consentito tramite lo scritto di sentirmi ancora persona di scuola che dialoga coi ragazzi su aspetti di vita quotidiana, uscendo da un ruolo professionale, il mio, che comprensibilmente è percepito come astratto e lontano. Per quanto riguarda alcuni vostri passatempi nel tempo libero (suonare i campanelli!), propongo di cambiare le vostre preferenze orientandovi su qualcosa d'altro più piacevole per voi e soprattutto per gli altri: guardatevi attorno, sono certo che ne troverete mille altri più adeguati a voi. Vi auguro infine una serena e divertente estate.
Sandro Magnani