N. 3 - Anno XII - Maggio/Giugno 2007 Indice giornale

Cultura

CUORE DI PIETRA

Un progetto di Public Art a Pianoro - La presentazione in piazza dei Martiri di un documentario e di un libro della nostra concittadina Mili Romano

  Carola Pandolfo Marchegiani

C'ero anch'io nella piazza che si è riempita piano piano per ascoltare e vedere cosa Mili Romano aveva prodotto senza peccare di egocentrismo perché doveva proprio essere la piazza, spazio aperto, il luogo di dialogo in libertà di una situazione cittadina. Progetto nato dalla strada e che nella strada doveva essere proposto. Public Art. Il termine nasce alla fine degli anni sessanta per indicare installazioni collocate all'esterno e in spazi pubblici. In particolare negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Germania si parla di Public Art nel contesto di programmi promossi dalle amministrazioni ai fini della riqualificazione urbanistica. La edificazione di nuovi quartieri rende necessario il coinvolgimento degli artisti nella progettazione architettonica. Il termine Public Art, grazie alla sua intrinseca ambiguità, ha assunto una molteplicità di sfumature e connotazioni che comprendono una vasta gamma di interventi nel pubblico e con il pubblico, perché il luogo, in questo caso Pianoro,  appartiene alla collettività e deve essere accessibile e aperto a molteplici modi d'uso, capace di comunicare contenuti accessibili,  occuparsi della sua storia e memoria, recuperando i valori che la gente gli attribuisce ed entrando in contatto con chi il luogo lo vive, lo ha vissuto e lo abita.  Nel progetto è stata coinvolta la scuola e a tal proposito voglio riportare un pensiero di un alunno della seconda A, Nicolò che scrive: <<Se fossi io a fare una città la farei con tante terrazze piene di fiori, erba, alberi e cespugli, così i bambini potrebbero andarci a giocare a palla. Anche intorno alle case metterei tanti giardini e delle strade, dove non passano le auto ma solo i pedoni. Ad ogni incrocio metterei dei termosifoni per scaldare i passanti che hanno freddo. I negozi potrebbero vendere vestiti, cibo, giochi e tutto ma la gente potrebbe pagare solo con un grazie e un bel sorriso>>.La richiesta di un sorriso ci deve far riflettere! Sono tante, tantissime le testimonianze raccolte nel libro, pensieri, progetti, ricordi di chi ha vissuto Pianoro nella sua ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale. I bambini hanno lasciato il segno con i loro disegni e le loro interviste, le Istituzioni hanno appoggiato il progetto. Dalla lettura noto la chiacchierata di Mili Romano con Antonio Presti, che ha fatto sempre notizia nella sua Sicilia (da notare che anche Lei è siciliana di Siracusa) con "Fiumara d'Arte": sculture disseminate nella valle del torrente Tusa ed "Atelier sul mare" (un albergo, a Castel di Tusa,  dove ogni stanza è realizzata sul progetto di un artista),  ma anche costruendo un percorso di riscatto sociale e spirituale nel quartiere Librino di Catania, attraverso percorsi di poesia e di arte dai quali ogni abitante diventa protagonista. Anche nel nostro caso, (Mili ha prodotto un DVD che è allegato al libro) gli intervistati sono i protagonisti. Il libro vuole essere un invito a riflettere sul come affrontare il mutamento del territorio senza per questo cancellarne il ricordo, la memoria che deve essere trasmessa ai nostri giovani per aiutarli e vivere un futuro migliore.


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