N. 3 - Anno XII - Maggio/Giugno 2007 Indice giornale

Attualità

ANCHE PIANORO HA IL SUO MUSEO

 
Umberto Mazzanti

Festa grande con pubblico numerosissimo per l'inaugurazione del museo di Arti e Mestieri di Pianoro sabato 17 marzo scorso. L'idea del museo nasce dalla passione di Marta Rocca, insegnante elementare del capoluogo che ha dedicato parte del suo tempo libero alla riscoperta delle usanze e costumi della nostra civiltà contadina e che ha visto come suo primo frutto il volume "C'era una volta … an è brisa una fola", pubblicato nel 2002 dalla casa editrice "L'IDEA". Nel 2000 inviò una lettera, sottoscritta da oltre settanta insegnanti, all'Amministrazione Comunale per invitarla a considerare la possibilità di utilizzare un casolare dismesso in via dello Sport come possibile sede di un costruendo museo della civiltà contadina. La risposta del Comune si fece attendere quasi un annetto durante il quale si era costituita l'associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri per sostenere l'iniziativa coinvolgendo il donatore della maggior parte degli oggetti Pietro Lazzarini, ma dopo aver preso la decisione ed individuato un sito più idoneo, l'Amministrazione ha messo in campo tutto il suo impegno che ha portato al risultato che tutti abbiamo sotto gli occhi e di cui le siamo grati. Ma veniamo alla giornata inaugurale condotta da Adriano Simoncini, direttore della loggia della Fornace, che ha introdotto gli ospiti che hanno contribuito a vario titolo alla riuscita dell'impresa. Ci fa piacere ricordarli in ordine alfabetico per esprimere loro la riconoscenza della comunità: Mauro Cassanelli, presidente del Rotary Club Bologna valle del Savena che ha sovvenzionato la pubblicazione dell'inventario alfanumerico degli oggetti del museo; Osvaldo Gambassi, presidente dell'associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri per l'impegno profuso nel coordinare gli sforzi e tessere i rapporti istituzionali necessari; Simona Lembi, Assessore alla Cultura della Provincia di Bologna che ha sostenuto dal punto vista politico istituzionale l'iniziativa; Daniele Ravaglia, direttore generale Aemil Banca e presidente del Gruppo Studi Savena Setta e Sambro; Remo Rocca, vice presidente della Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi e presidente del GAL (Gruppo Azione Locale) dell'Appennino che ha contribuito a permettere l'inventario del materiale; Simonetta Saliera, Sindaco di Pianoro per determinazione e capacità amministrative e istituzionali che ha messo in gioco per portare a compimento l'ambizioso progetto. Un posto particolare in questo grande evento va doverosamente riservato al collezionista Pietro Lazzarini, persona di grande personalità e rara simpatia, che nel corso di tutta la vita è riuscito a raccogliere una quantità impressionante di oggetti, suppellettili, strumenti di lavoro della nostra civiltà contadina e di numerosi mestieri e soprattutto di averli messi a disposizione della comunità. Vogliamo anche ricordare diversi altri donatori fra cui le famiglie Trebbi e Faggioli che lo hanno arricchito con nuove acquisizioni e l'architetto Paolo Merlo Pic per la splendida ristrutturazione della stalla. Il percorso espositivo si svolge al pianterreno ed è strutturato secondo tre filoni tematici incentrati sulle attività lavorative della donna e dell'uomo: la casa rurale, le attività artigianali, i lavori agricoli e all'esterno le macchine e i mezzi di trasporto agricolo. Al piano superiore una bella sala convegni, dotata di videoproiettore e impianto audio, che verrà utilizzata anche come laboratorio per le scuole in visita al museo; unico rammarico è che questo spazio rientra nella convenzione a suo tempo stipulata con l'insediamento del Gualando (grazie alla quale peraltro si sono potuti reperire altri fondi da destinare alla ristrutturazione dell'immobile) e deve perciò essere condivisa e disponibile per le assemblee condominiali. Speriamo che il Sindaco possa trovare in futuro le modalità per rendere la sede completamente libera da questo vincolo dando così la possibilità di utilizzare appieno tutti gli spazi disponibili per rendere fruibile l'intero patrimonio messo a disposizione da Lazzarini che solo in parte è stato possibile collocare nel museo per mancanza di spazi. Ricordiamo infine gli orari di apertura che sono in giugno e settembre il venerdì, sabato e domenica dalle 16:30 alle 19:30; in luglio ed agosto solamente il venerdì ed il sabato agli stessi orari con aperture straordinarie il 17 giugno ed il 16 settembre dalle 10 alle 12 ed il 15 agosto dalle 10 alle 12:30 e dalle 17 alle 20.


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