N. 4 - Anno XII - Luglio/Agosto 2007 Indice giornale

Attualità

PIANORO FACTORY - IL CENTRO GIOVANI DI VIA DELLO SPORT

 
Stefano Galli

Un investimento comunale di notevole entità, il mondo dei "diciamo adulti" che guardano con sospetto, una costruzione dall'impatto un po' pesante, incassata ed un po' isolata fra via Giardino e la collinetta del campo sportivo, la gestione giovanile del tutto.  Abbiamo lasciato passare un po' di tempo dall'apertura della struttura per visitarla ad attività avviate ed avere un'idea del suo funzionamento.  Ne parliamo con Nicola Boschetti, assessore comunale alle politiche giovanili.  La prima cosa che colpisce recandosi al Pianoro Factory è l'assenza di scritte di qualunque tipo, la pulizia ed il relativo ordine interno che riesce a coniugare una freschezza di impatto visivo nella miriade di informazioni che recepisci da foto, volantini e manifesti alla sobrietà di un ambiente pubblico.  Secondo Nicola Boschetti l'elemento vincente che ha permesso questo risultato è sostanzialmente uno: l'inaugurazione nel 2004 della sala prove per complessi rock sotto l'Arcipelago ha responsabilizzato alcuni gruppi di ragazzi legati da un hobby comune, la musica, nella gestione di una struttura pubblica della quale pagavano un piccolo affitto e contribuivano attivamente alla riparazione di eventuali rotture.  <<E' mio? Allora lo rompo, se qualcuno si lamenta vuol dire che non è mio>> ricordo benissimo questo motto che regnava sulle salette date ai ragazzi fino ad alcuni anni fa, ma qui si è invertita una tendenza, se rompi aggiusti o te lo tieni rotto, la comunicazione fra giovani è spesso diretta e meno ipocrita di come poi si evolve con l'età.  Ma torniamo al nostro centro, il percorso assieme ai gruppi giovanili legati principalmente dal desiderio di fare musica ha creato l'ossatura portante attorno alla quale tutte le componenti ruotano.  La gestione è affidata ad un comitato composto da due ragazzi eletti tramite candidature e votazioni spontanee, dalla cooperativa Le Macchine Celibi (che gestisce altre realtà come villa Serena) e dal Comune.  I diversi gruppi musicali ed alcune associazioni di ragazzi presenti nella struttura si sono posti il problema di come riempirla di contenuti, cosa fare, cosa creare, la partecipazione attiva dei frequentatori che buttano idee sulle quali si lavora è fondamentale per la vita della Factory.  Così sono nate diverse iniziative come la mostra spontanea "come io vedo l'Africa" dove chi voleva portava un oggetto che parlasse del continente africano, tutto molto informale, ma creativo e soprattutto diverso dai soliti messaggi; le serate di lettura delle favole e la scoperta e studio di un personaggio ponte che si chiama Giuffà ed è presente in racconti del sud Italia e del nord Africa.  Su questo filone possiamo citare "Chiacchiere Africane" l'iniziativa, partita da due ragazze pianoresi che hanno fatto volontariato in paesi africani, ha visto la partecipazione di numerose persone che attraverso foto, testimonianze e racconti hanno sviluppato il tema nelle due direzioni ovvero sia da parte di europei che da parte di africani immigrati da noi fino al coinvolgimento di alcune associazioni etniche.  L'apertura di uno sportello Eurodesk attraverso il quale si entra in contatto con tutto quello che la Comunità Europea organizza per i giovani è sicuramente di grande interesse ed ha come punto di forza la comunicazione sia a livello informatico che pratico attraverso scambi, vacanze, borse di studio.  Infine in allestimento vi sono la sala di registrazione musicale e la camera oscura per sviluppare le foto.  <<La fruizione della struttura è varia>> racconta Boschetti <<nel pomeriggio arrivano ragazzi molto giovani, mentre alla sera attratti dal piccolo bar per un aperitivo, ad ascoltare complessi, o a navigare su internet arrivano ragazzi più grandi.  Tengo comunque a precisare che non è posto nessun limite di età e la struttura è frequentata regolarmente da persone di 30 o 40 anni che sembrano miscelarsi abbastanza bene con gli altri ed alle varie iniziative partecipano tutte le età.  Se devo dare un resoconto numerico faccio un po' fatica in quanto le frequenze sono molto irregolari, si passa da alcune proiezioni di film passate praticamente deserte alle centinaia di persone venute a vedere un concerto.  Ma in questo caso il solito parametro del valutare la struttura esclusivamente da un punto di vista di frequenze mi sembra riduttivo: stiamo lavorando per migliorare la condizione della vita nel nostro comune, per trasmettere l'amore per la nostra terra ai ragazzi di oggi che saranno gli amministratori di domani.  Il nostro è un laboratorio di idee vive e chiunque ne abbia può venire al Pianoro Factory>>.


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