N. 5 - Anno XII - Settembre/Ottobre 2007 Indice giornale

Cultura

Il RUMORE DEL TEMPO

Un significativo progetto di Mili Romano

  Carola Pandolfo Marchegiani

Mili Romano è una nostra concittadina che abbiamo avuto l'occasione di incontrare in "Cuore di Pietra" (vedi L'idea n. 3 maggio-giugno 2007).  Il progetto "Il Rumore del Tempo" riaccende memoria di avvenimenti lontani, era il 1977,  per la libertà di comunicazione e  cultura. Ho avuta notizia anche da "UnDo.Net" (informazione online) che partecipa alla divulgazione di detto progetto dedicato alla libertà di espressione.  Per tre giorni 24, 25 e 26 settembre il  video "Il Rumore del Tempo" è stato proiettato contemporaneamente da: "Eventi in video, raccontare l'arte proprio mentre succede" e  in più luoghi per l'arte di diverse città italiane. Ci dice Mili Romano: Su di me, come su molti miei contemporanei pesa la balbuzie della nascita e soltanto prestando orecchio al fragore del secolo e imbiancati dalla spuma della sua cresta, abbiamo acquistato una lingua. Non voglio parlare di me, ma seguire il secolo, il rumore e l'evolversi del tempo. Osip Mandel'stam Il rumore del tempo. La memoria, rovistando nei suoi cassetti, ha tirato fuori ore e ore di girato in super8 opera di un gruppo di giovani, studenti del DAMS o appena laureati, me compresa, che con Gianni Celati e molti altri, nella primavera del settantasette e soprattutto nei giorni del convegno di Bologna sul dissenso e contro la repressione, il 24, 25, 26 settembre, girava con un furgone un po' sgangherato che sulle fiancate portava impressi i volti dei fratelli Marx e di Buster Keaton, echi visivi per le strade della città delle lezioni di Celati sul comico. Quel furgone era la sede mobile dell'allora nascente etichetta discografica Harpo's Bazar di Giovanni Natale.  Le immagini di quei giorni, ritrovate proprio negli archivi dell'Harpo's, e che Giovanni mi ha dato in uso affinché le "rileggessi", trasferite in digitale e da me montate, smontate e rimontate piu' volte, inseguendo il rumore di quei giorni e di quelle generazioni che la piazza riusciva ancora ad unire, ritornano qui, in una sorta di "video-poema di corto metraggio", con il frastuono, i pensieri, l'impeto di allora, accompagnate dai brani musicali di gruppi come i Confusional Quartet o i Gaz Nevada, dalle musiche di allora e da quelle remixed in versione discoteca, e da una rivisitazione fotografica che ce le restituisce attraverso il pulviscolo del tempo. Proprio negli stessi giorni, quest'anno, con l'idea cocciuta e un po' ostinata che sulla libertà di espressione e della cultura e, forse sulla libertà più in generale, qualche pensiero non sia mai speso invano, si e' proposto che questo video venisse proiettato, in monitor o come video installazione in contemporanea in varie città italiane.  In un'azione che ancora una volta, come allora, da Bologna si propone di sollecitare e unire come un fil rouge pensieri, azioni, immagini e riflessioni da tanti altri luoghi che a questo tam tam hanno risposto e stanno rispondendo.  Per maggiori informazioni potete consultare il sito di UnDo.Net network di cultura contemporanea, <http://www.undo.net/eventinvideo>


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