| N. 5 - Anno XII - Settembre/Ottobre 2007 | Indice giornale |
La Posta |
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PIANORO E' VEKKIA |
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Questa scritta sul muro della Coop, ora non ricordo se in stampatello o corsivo, mi ha messo di fronte ad una delle problematiche del nostro tempo (problematica non nuova): la difficoltà del rapporto fra "giovane e vecchio". Parlando della gioventù si evoca sempre il "disagio". E lo si imputa alla società. Ricordando il disagio dei miei anni giovanili, non posso far altro che rievocare la società d'allora, militarista, soffocante, inquadrata e livellata su parametri di cieca obbedienza. Tutto il contrario dell'attuale: permissiva e lassista. Quindi il disagio delle giovani leve è dovuto al troppo permissivismo. C'era un tempo che lo slang della K, al posto della C, lo si adoperava come insulto e ribellione ad una politica repressiva. Ha ancora lo stesso significato? Dove sta la repressione del vecchio come motivo di disagio? Se riguarda l'invecchiamento della popolazione, non è vecchia soltanto Pianoro, ma l'intero Occidente: nascono pochi bambini occidentali. Ma grazie al flusso dei popoli che emigrano a casa nostra non resteremo senza cuccioli. E forse i cuccioli diventeranno donne e uomini migliori di noi. Se invece la cosa riguarda la mancanza di divertimenti tipici di una gioventù degenerata: discoteche rumorose, violenza sui deboli, tecnologia robotizzante, droga e mancanza di valori, allora io non ci sto. E non ci dovreste stare nemmeno voi, baldi imbrattatori di muri. Sempre che l'intelligenza abbia ancora significato e diritto d'asilo. Sarebbe sufficiente che foste capaci di valutare a fondo il vero disagio. Quello che nasce dalla fame, dalla oppressione, dalle guerre infinite. Là dove vecchio e giovane si fondono nella stessa disperata richiesta di pace e diritti umani. Pianoro è un esempio del vivere sereno. Gestite voi stessi questo vivere e farete giovane un paese che ritenete VEKKIO.
Luigia Bimbi