| N. 5 - Anno XII - Settembre/Ottobre 2007 | Indice giornale |
La Posta |
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IL LATTE CRUDO |
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Sono da poco un cittadino di Pianoro, un bolognese che è voluto venire ad abitare all'aria aperta, a qualche chilometro dalle comodità, ma anche dallo stress e dallo smog cittadino. Mi sono trovato proiettato in una specie di città/cantiere a cielo aperto dove palazzine di 3-4 piani e aree industriali spuntano qua e là. Ho scoperto da poco un bellissimo sito internet che vi chiedo cortesemente di visionare http://www.milkmaps.com. Ho provato il latte crudo, con le esplicite precauzioni, bollendolo non più ne meno che a 80 gradi e vi assicuro che ho ritrovato il gusto delle colazioni di quando ero piccolo e nel supermercato sotto casa c'era ancora latte che si poteva chiamare latte. I distributori sono comodissimi con bottiglie in dotazione, se non si portano da casa, e distributore a moneta 24 su 24 perchè fuori dal cancello delle fattorie. Ne ho spillato un po' di più per fare il fior di latte che è venuto il più buono che avessi mai fatto. Al supermercato paghiamo un prodotto che al contadino rende meno, che a noi da meno gusto e meno sostanze nutrienti, che viene pastorizzato, scremato, sgrassato con enormi sprechi di energia, con costanti bottiglie di plastica e tetrapak da smaltire con danni all'ambiente, e magari, beffa nella beffa, anche trasportato per parecchi chilometri a gasolio. In barba al riscaldamento globale. Ora mi chiedo, come mai all'interno del comune di Pianoro, con tutti gli agriturismi e fattorie presenti, non possiamo vantarci di avere un distributore di latte crudo? Perchè non appoggiate una campagna di informazione sul latte crudo, sia nei confronti dei cittadini che degli allevatori? Perchè non sostenere una campagna per la diffusione del latte crudo? Perchè non offrire sgravi sull'ICI o sui rifiuti, dato che è comunque una pratica che fa diminuire le emissioni di co2 in atmosfera? Sarebbe un'iniziativa a sostegno delle politiche agroambientali e rurali necessarie in un comune collinare come Pianoro. C'è paura di proporre qualcosa di concorrenziale nei confronti delle grandi produzioni anche tipicamente locali (tipo Granarolo)? C'è paura di offrire concorrenza ai supermercati? Spero di no. I politici devono fare gli interessi dei cittadini, sia a livello economico, sia di qualità della vita, sia nel rispetto dell'ambiente. I politici che operano per il bene dei loro cittadini si meritano oltre che il proprio stipendio e il prossimo voto elettorale, anche il rispetto di tutti.
Giovanni Macri Masi