| N. 5 - Anno XII - Settembre/Ottobre 2007 | Indice giornale |
Attualità |
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IL BILANCIO COMUNALE |
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Un grosso libro pieno di cifre poco leggibili e scarsamente significative. |
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Marco Malpensi |
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L'amministrazione comunale non ne ha colpa. La stesura del bilancio è regolata da una legge dello stato che impone una contabilità fuori dal tempo. Non è prevista la distribuzione del costo dei beni durevoli nei vari anni in cui rendono la loro utilità; si attribuiscono le spese di esercizio all'anno contabile in cui si verificano i relativi movimenti di cassa anziché agli anni di competenza (quelli cioè in cui producono un servizio). E' una contabilità solo "finanziaria" che ignora gli ammortamenti, i ratei e risconti e quindi il controllo di gestione e tutti gli altri accorgimenti che possono contribuire a dare trasparenza ed economicità all'attività di qualsiasi ente privato o pubblico. Per capirci meglio proviamo a fare un paio d'esempi. Alcuni anni fa si sviluppò una polemica sul costo che il comune sostiene per l'esercizio del Palazzetto dello sport. Da parte della giunta si riteneva che tale costo fosse di 400 milioni di lire all'anno costituiti da una cifra forfetaria pagata al gestore privato e dalla rata di ammortamento di un mutuo contratto per una piccola parte del finanziamento dell'opera; in realtà il costo era quasi il doppio ove si fosse correttamente considerato anche l'ammortamento della residua somma spesa senza ricorrere a mutui per la costruzione dell'edificio. Un calcolo corretto del costo avrebbe potuto far riflettere meglio circa le decisioni da prendere relativamente alla costruzione e alla utilizzazione del Palazzetto. Ed ora vediamo un caso recente di utilizzazione di un dato non significativo. Alcuni mesi fa il consiglio comunale ha discusso l'opportunità di appaltare ai privati la gestione degli asili nido partendo dal fatto che la giunta aveva fornito un confronto del costo per ogni bambino ospite di un nido del comune (circa 1000 euro al mese) contro quello (450 euro) ospite di un nido privato. Anche in questo caso il costo del comune è stato sottovalutato in misura rilevante poiché la contabilità non ha considerato l'ammortamento degli edifici che ospitano gli asili nido; come se i denari necessari per la loro costruzione fossero piovuti dal cielo. Noi pensiamo che, fatti salvi gli adempimenti voluti dalla legge, il comune potrebbe tenere una parallela contabilità "economica" che mettesse in evidenza l'andamento nel tempo dei principali capitoli di spesa e delle principali fonti di finanziamento magari confrontati con quelli di altri comuni analoghi. Con un piccolo appesantimento del lavoro della ragioneria si potrebbe così mettere a disposizione di tutti un prezioso strumento di gestione e di partecipazione.