| N. 5 - Anno XII - Settembre/Ottobre 2007 | Indice giornale |
Attualità |
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IN RICORDO DI ENRICO GIUSTI |
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| Angela Maini e Paolo Brighenti | |
<Il mondo senza Enrico sarà più povero e meno allegro!>. Questo il commento di un giovane che dal sindacalista bolognese, scomparso improvvisamente lo scorso giovedì, aveva appreso la solidarietà e la gioia di vivere. Sono stati tantissimi i pensieri, i ricordi e le testimonianze che hanno caratterizzato l'ultimo saluto ad Enrico Giusti, l'ambasciatore della Cisl in Sudamerica, l'ideatore delle 150 ore per l'ottenimento della licenza media, il cappellano dell'Onarmo ed anche uno dei fondatori del nostro periodico "L'Idea". Il suo rapporto con Pianoro si è anche concretizzato con la realizzazione dell'Asilo denominato "Amigos di Pianoro" che ospita 120 piccoli brasiliani nella megalopoli di San Paulo. Nelle prime ore della mattinata in molti si sono recati alla Certosa per vedere per l'ultima volta l'amico ed il compagno di cento battaglie, mentre a partire dalle nove la bara è stata trasportata presso la sede della Cisl di via Milazzo dove fino allo scorso anno il sessantanovenne sindacalista aveva diretto l'Iscos la struttura del sindacato cattolico che cura i progetti di solidarietà a livello internazionale. Fino alle 13 una folla commossa ha riempito l'ampio salone dove era stata sistemata la salma coperta dalla bandiera della Cisl mentre sullo sfondo passavano le immagini dei tanti progetti realizzati soprattutto in Brasile. Impossibile ricordare i messaggi giunti da ogni parte d'Italia e del mondo dove la sua instancabile attività a favore degli ultimi era tanto conosciuta. Particolarmente struggente la lunga lettera firmata dal presidente della Repubblica Federale brasiliana Luiz Inàcio "Lula" Da Silva che, paragonandolo a San Francesco, il santo più amato dai brasiliani, si dice orgoglioso di averlo conosciuto lo definisce "l'incarnazione della tenerezza, della fratellanza, del dono senza mai chiedere nulla in cambio: né fama, né onori, né riconoscimenti". Alle 14 è poi iniziato il rito funebre nella palestra di villa Pallavicini, dove Enrico Giusti ha vissuto i suoi primi anni di sacerdozio. Ad officiarlo, assieme a trenta sacerdoti, don Antonio Allori che ha sostituto l'indimenticabile monsignor Giulio Salmi nella direzione dell'Onarmo. La palestra era stracolma di gente: c'erano i vecchi operai della Ducati che con il cappellano di fabbrica avevano condiviso lotte ed occupazioni, gli amici di Borgo Panigale e delle "case per ferie" che mai lo hanno dimenticato ed i tanti lavoratori che grazie a lui avevano ottenuto la licenza media. Assieme a loro tanti sindacalisti, i sindaci di San Lazzaro, Pianoro, Grizzana, amministratori regionali e provinciali, dirigenti del variegato mondo delle O.N.G ed i segretari provinciali DS e della Margherita. Un interminabile applauso ha concluso la cerimonia religiosa al termine della quale la salma è stata accompagnata a piedi lungo il viale che da villa Pallavicini conduce alla via Emilia da dove poi ha proseguito verso il cimitero di San Lazzaro di Savena. Il lungo corteo preceduto dalla bandiera italiana e brasiliana era accompagnato dalla banda di San Lazzaro che, come aveva confidato il "pendolare della solidarietà" ai suoi amici, doveva suonare musiche di festa in occasione del suo "ultimo viaggio".