| N. 6 - Anno XII - Novembre/Dicembre 2007 | Indice giornale |
Attualità |
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I 20 ANNI DELL'ISTITUTO RAMAZZINI E I 37 ANNI DEL CENTRO DI RICERCA SUL CANCRO DELLA FONDAZIONE EUROPEA RAMAZZINI DI BENTIVOGLIO |
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Umberto Mazzanti |
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Il 14 Settembre scorso, organizzata dalla locale sezione dell'Istituto Ramazzini presieduta dalla signora Carla Nerozzi, si è tenuta a Pianoro una conferenza sul tema "Il ruolo della ricerca scientifica nella strategia di controllo dei tumori" che ha visto come relatore il dottor Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini e della Fondazione Europea Ramazzini e la partecipazione del sindaco di Loiano Gianni Maestrani e dell'assessore alla salute di Pianoro Antonella Grazia. L'occasione dell'incontro, a cui ha partecipato un pubblico attento ed interessato, era il 20° anniversario della costituzione dell'Istituto Ramazzini e i 37 anni di attività del Centro di Ricerca sul Cancro intitolato al suo fondatore scomparso professor Cesare Maltoni. A beneficio dei nostri lettori ripercorriamo per sommi capi la loro storia, finalità e i settori della ricerca nel campo dei tumori. Il Centro di Ricerca sul Cancro nasce dall'intuizione, passione e capacità scientifiche del professor Maltoni, precursore a livello mondiale nello studio sulle cause dei tumori presenti nell'ambiente ed in particolare in quello di lavoro; centro di importanza internazionale, secondo solo al National Toxicology Program statunitense (che può vantare però importantissimi finanziamenti istituzionali), è indipendente e sostenuto dai contributi dei suoi 18.000 soci e da fondi pubblici nazionali ed internazionali per contratti di ricerca. I risultati di varie ricerche condotte al Centro di Ricerca Cesare Maltoni sono serviti come basi scientifiche per adeguamenti delle normative che regolano la presenza e produzione delle sostanze cancerogene nell'ambiente limitandone l'uso e la diffusione a tutela della salute pubblica. Anche se a nostra insaputa, le ricerche effettuate dal centro hanno già influenzato e potranno ulteriormente influire sulla nostra vita quotidiana tutelando la nostra salute. Solo per fare qualche esempio circa le sostanze o strumenti tecnologici con effetti cancerogeni scoperti, riportiamo: il benzene e alcuni additivi presenti nella benzina che sono stati così fortemente limitati se non eliminati mentre altri sono ancora purtroppo permessi; alcuni pesticidi usati in agricoltura e certi dolcificanti artificiali, come l'aspartame, usati al posto dello zucchero negli alimenti e bevande. Attualmente sono in corso studi per valutare i potenziali effetti cancerogeni dei campi magnetici della corrente elettrica (da cui lo spostamento dell'elettrodotto passante per l'insediamento Martino a Pianoro), dei campi elettromagnetici della telefonia mobile, e del condensato dei fumi raccolti durante il disastro delle torri gemelle di New York. Ma la ricaduta sulla nostra salute delle ricerche del Centro si esprimono anche attraverso gli studi di tollerabilità, efficacia e relativi dosaggi di farmaci (Tamoxifene e Raloxifene) chemiopreventivi e protettivi utilizzabili per le donne colpite dal Cancro della mammella. Il dottor Soffritti ha quindi illustrato l'attività dell'Istituto Ramazzini che si esplica in particolare nel campo della prevenzione oncologica presso il poliambulatorio oncologico Ramazzini di via Libia a Bologna con particolare riferimento alla diagnosi precoce, sorveglianza oncologica degli ultrasessantacinquenni, che sono la fascia di popolazione più a rischio, e delle categorie di lavoratori più esposte ad agenti cancerogeni o potenzialmente tali. Tutte queste attività si esplicano attraverso visite specialistiche, indagini diagnostiche, programmazione dei controlli preventivi o sulla evoluzione delle patologie riscontrate. Inoltre il 2008 dovrebbe vedere la fine dei lavori edilizi del costruendo polo oncologico Ramazzini di Ozzano (che prevede un investimento di 7 milioni di euro) dove in una stessa struttura sarà possibile usufruire di percorso oncologico particolarmente spedito e controllato di prevenzione, diagnosi precoce, terapia in day clinic e successivi controlli. Successivamente il dottor Soffritti, stimolato dalle domande pertinenti degli intervenuti, ha lamentato la necessità di reperire fondi a livello istituzionale per poter sostenere e incrementare le ricerche sulle sostanze potenzialmente cancerogene, la fatica di combattere contro la spregiudicatezza, la potenza economica e l'influenza mediatica sull'opinione pubblica delle varie multinazionali che, pur consapevoli dei danni alla salute di alcuni loro prodotti, si oppongono ad un loro ritiro dal mercato o almeno ad una limitazione della loro commercializzazione. La difficoltà inoltre di trovare un ascolto attento da parte delle istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali per rendere più stringenti ed efficaci le normative a tutela della salute pubblica e questo non adeguato interesse lo si ritrova a volte anche da parte di quei partiti e associazioni che della battaglia per l'ambiente e la salute fanno la loro bandiera. Gli intervenuti hanno anche espresso il loro ringraziamento ai rappresentanti dei Comuni di Pianoro e Loiano per i servizi che già offrono ai propri cittadini in convenzione con l'Istituto Ramazzini e l'invito a proseguire su questa strada collaborativa.
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