N. 6 - Anno XII - Novembre/Dicembre 2007 Indice giornale

Attualità

IL PANE POSSIBILE

  Gianni Zappoli

Gianfranco Dotti, pensionato di Vigevano, G.P., operaio della provincia di Macerata, Alberto D'Onorio, fornaio di Frosinone, cosa hanno in comune queste tre persone? Forse nulla, o forse qualcosa si. Gianfranco Dotti, pensionato, 67 anni,  una vita da lavoratore, con esperienze politiche (consigliere comunale), un uomo ben inserito nel tessuto sociale, dopo 42 anni vissuti nella stessa abitazione (un bilocale), la pensione non gli è più sufficiente per far fronte alle spese che la quotidianità gli impone; la vergogna di non riuscire per la prima volta  a pagare l'affitto - 300 euro - lo induce al suicidio, gettandosi sotto ad un treno, lasciando di sé uno scarno biglietto di spiegazioni. G.P., operaio di 43 anni, sposato e padre di un bambino di 6 anni, sconvolto dal fatto che la moglie, precaria, avesse perso il lavoro, ed assillato dall'idea di non riuscire più a pagare le rate del mutuo della casa, 500 euro mensili per un piccolo appartamento, si impicca nella fabbrica in cui lavorava con grande professionalità da anni.  Alberto D'Onorio, commerciante di alimentari, decide di mettere in vendita una qualità di pane, prodotta da un forno industriale, al prezzo di 1 euro al chilo. un pazzo? Un uomo che cerca facile pubblicità? E la cosa ha funzionato, la vendita di pane è aumentata notevolmente e lui, il pazzo, dichiara che gli resta pure un margine di guadagno. La notizia si diffonde rapoidamente: giornali locali, stampa nazionale, addirittura telegiornali con servizi dedicati. Giustamente. Giustamente perché l'iniziativa, pur se limitata nel tempo e fortemente criticata dalle lobby dei panificatori (per ovvi motivi), è certamente meritoria per aver dimostrato che qualcosa per contrastare i folli aumenti di questi ultimi mesi , se veramente lo si vuole, si può fare. Ma cosa unisce questi tre storie? La società in cui viviamo. E' una società in cui centinaia di migliaia di persone non riescono più a sostenere condizioni di vita minimali, tra l'altro garantite dalla Costituzione ad esempio gli art 36 e 38,  ed il disagio, l'esclusione, finanche la disperazione, interessano pesantemente anche le c.d. regioni ricche, anche le città  del benessere, reale o presunto. Per esempio a Bologna il presidente dei panificatori ha pochi giorni fa rilasciato una intervista radiofonica nella quale per giustificare l'esorbitante costo del pane definisce Bologna una città ricca, non più in tempo di guerra, nella quale il pane viene acquistato non tanto per soddisfare esigenze di alimentazione quanto surplus. Nei giorni seguenti sulla stampa locale sono state pubblicate pagine intere nelle quali i sapori raffinati del pane proposto in città a prezzi variabili dai 2,95 ai 5,15 euro al chilo, venivano sapientemente posti alla attenzione del pubblico. Ma quale pubblico? E qui sta il punto. Qual' è il pubblico di riferimento di queste parole, di questi articoli, di questo pane? Certamente non la popolazione di cui facevano parte Gianfranco Dotti, pensionato, o G.P., operaio, che solo pagandola con la vita hanno avuto il loro spazio sui massmedia,  e certamente non i milioni di cittadini che, invisibili, soffrono a raggiungere la fine della terza settimana di ogni mese. Probabilmente il pubblico di riferimento è , invece, il popolo dei SUV, che , ignaro del fatto che nessuno di noi è al sicuro dalla possibilità di cadere un giorno nel calderone delle nuove povertà, acquista il pane per sfizio estetico o gustativo. Come è loro diritto. Ma è anche un diritto di tutti i Cittadini poter acquistare un tipo di pane comune al prezzo di un euro al chilo. COOP Adriatica da oramai due anni garantisce questo diritto, in piena conformità allo spirito cooperativo, mettendo a disposizione in tutti i suoi punti vendita in Emilia Romagna, Marche, Veneto, Abruzzo, un tipo di pane fresco e di qualita' al prezzo concordato di un euro al chilo. Una iniziativa partita da Pianoro su proposta del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana,  grazie alla collaborazione con Coop Adriatica, Nadir Informa, L'Idea periodico locale, la casa editrice EMI, lo SPI-CGIL, e con il patrocinio del Comune di Pianoro. Recentemente in interviste rilasciate alla stampa ed alla redazione di Bologna di ArcoirisTV, Coop Adriatica ha confermato il proseguimento della iniziative ed il suo successo con altre 500.000 pagnotte vendute nel primo anno. (le interviste si possono visualizzare sul sito www.icareancora.it <http://www.icareancora.it>). L'iniziativa non ha ottenuto l'attenzione dei media nazionali, ma ha dimostrato che il pane ad 1 euro al chilo è possibile, il nostro auspicio è che presto altri gruppi di vendita e panificatori la adottino tenendo presente che  Il pane ad 1 euro al chilo non è beneficenza, ma un diritto.


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