| N. 2 - Anno XIII - Marzo/Aprile 2008 | Indice giornale |
Cultura |
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Pianoro racconta. (21°) |
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(Dai Diari del Sindaco Silvio Mucini) |
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Romano Colombazzi |
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Su una bellissima agenda della S.E.B.A.C di Rastignano il nostro Silvio scrive il 1° Gennaio 1960 - Venerdì: "Una bellissima giornata di sole è di buon auspicio per il nuovo anno. Come tutti gli anni, dopo l'allegria della notte, subentra il silenzio del mattino. Strade deserte, finestre chiuse, gruppetti di bambini che si recano di casa in casa a portare gli auguri di un felice anno. Io pure auguro un felice anno a tutti i cittadini, un anno di pace, di concordia, di serenità fra gli uomini ed i popoli. Auguro anche la prosperità ed il benessere per tutti, la cessazione delle sofferenze, il necessario a chi non l'ha….."
2 Gennaio 1960 - Sabato: " Sono ad una riunione in Provincia con vari Sindaci ed il tema della riunione sono i danni del maltempo e le frane. Molti sono stati gli interventi; particolarmente miti e pacifici quelli dei comunisti. E' certo che la distensione ha fatto miracoli. Nessun attacco al governo, rispetto assoluto ed elogi agli organi periferici dello stato, al Genio Civile, al Provveditorato alle Opere Pubbliche e persino alla Prefettura. La cosa sembra incredibile ma è vero!
Grande emozione ha provocato la scomparsa del grande campione di ciclismo Fausto Coppi avvenuta stamani."
3 Gennaio 1960 - Domenica:" Riunione a Loiano dei 4 Comuni (Pianoro, Loiano, Monghidoro, Monterenzio) per i problemi della montagna dal lato economico, politico ed organizzativo. Presiede il Sindaco comunista di Loiano Pietro Faggioli. Il sottoscritto ha tenuto la relazione introduttiva ma ci sono stati pochi interventi. Per rimuovere le frane cadute sulle strade ci assegnano la somma di £. 2.500.000, quando vi sarebbe bisogno di almeno 250 milioni. Ci vuole ben altro per sistemare la viabilità nei nostri comuni, ma l'attuale governo dell'Onorevole Segni non ha tempo per queste cose, è caduto nelle grinfie del grande capitale e finirà male. Nel pomeriggio un grosso industriale di Modena è venuto in Municipio a cercare un terreno nel nostro comune per costruire un'industria: è il Commendatore Orsi."
6 Gennaio 1960 - Mercoledì: " La festa della Befana è sempre una festa allegra e familiare. In serata c'è stato un grande ricevimento alla Landy Freres con fuochi d'artificio e grande falò per la vecchia con grande gioia dei bambini e anche degli adulti. Era presente Walter Marcheselli e anche il Reverendo Don Giorgio, Parroco di Rastignano". Ho partecipato con soddisfazione.
9 Gennaio 1960 - Sabato: "E' difficile amministrare? Direi di no, penso che il difficile è essere compresi. Non è tanto grave quando chi non comprende è in buona fede, ma lo è quando è spinto a non comprendere perché spinto da persone in malafede. Nella vertenza con il Sig. Xxxx, che oggi abbiamo discusso a lungo, penso vi sia un po' di tutto.
Buonafede non direi se non frammista a una formidabile ignoranza dei problemi amministrativi. Si pensa di risolvere tutto attraverso la corruzione, si pensa che con i soldi si possa fare tutto fuorché pagare le tasse. Vi è proprio la malafede? Non direi, vi è senz'altro l'istigazione di qualcuno che gli consiglia di resistere: non pagherai. Comunque pazienza e buon senso per vincere questa battaglia.
19 Gennaio 1960 - Martedì: "Oggi <Il Resto del Carlino> pubblica un lungo articolo del suo Direttore Giovanni Spadolini nel quale biasima la commemorazione dell'On. Nenni per Andrea Costa. Il Direttore fa l'apologia del socialista scomparso accusando il socialismo attuale di percorrere le orme del "vecchio" socialismo. Penso che se fra cinquant'anni esisterà ancora il capitalismo (spero di no) i giornalisti del futuro faranno l'elogio di Nenni, quale grande statista come di Prampolini, Turati e Andrea Costa.
E' in Italia Adenauer, cancelliere della Germania; abbia il nostro benvenuto. E' il capo di un grande popolo, bisogna riconoscerlo. La grande ripresa economica del suo paese, dopo la distruzione della guerra, è stata veramente sbalorditiva. Ma mi si permetta di affermare che è il popolo tedesco è temibile per le sue tradizioni bellicose, facilmente esaltabile, barbaro in guerra. Le sue doti di laboriosità e disciplina sono sempre le stesse sia in pace che in guerra. E' per l'ubbidienza assoluta e, se chi lo guida non è sano di mente, sono guai."
(Continua)