| N. 2 - Anno XIII - Marzo/Aprile 2008 | Indice giornale |
Attualità |
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IL PARTITO DEMOCRATICO A PIANORO |
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Ne parliamo con il segretario comunale del nuovo partito Enrico Di Stasi. |
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Marco Malpensi |
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La nascita del PD ha portato in Italia una ventata di aria nuova riaccendendo in molti la speranza che il nostro Paese possa riprendersi dal degrado istituzionale e morale in cui si trova. Le prime coraggiose scelte di Walter Veltroni hanno intercettato le aspettative dei cittadini. Solo pochi mesi fa le critiche e i suggerimenti rivolti dalla parte migliore della società alla classe politica erano qualificate spocchiosamente come "antipolitica" dai destinatari. Ora questa antipolitica è stata introdotta nella pratica e nelle intenzioni del PD che: - dalle liste elettorali esclude i personaggi che hanno subito condanne penali, anche solo di primo grado, o sono semplicemente indagati dalla magistratura per fare posto a persone "pulite"; - esclude personaggi che siedono in parlamento da troppo tempo facendo posto a giovani e donne che portano competenze ed energie innovative; - rinuncia ad allearsi con forze politiche eterogenee utili a vincere le elezioni ma non a governare seriamente; - inserisce nel suo programma elettorale la riduzione del numero e della retribuzione dei parlamentari nell'ambito di riforme che rendono il loro lavoro più efficiente. Per verificare se e quanto il rinnovamento del partito è arrivato anche a Pianoro abbiamo incontrato Enrico Di Stasi che per età (29 anni) e per il suo modo di rapportarsi con gli altri, che abbiamo avuto modo di conoscere in questi ultimi anni, sembra rappresentare bene il nuovo corso.
Sei diventato il segretario dei Democratici pianoresi dopo essere stato il coordinatore dei DS negli ultimi 3 anni. La tua elezione non sembra una grossa novità. Come ci si è arrivati?
Non era mia intenzione candidarmi; poi il mio nome è stato proposto anche dagli ex iscritti alla Margherita e mi è sembrato giusto non tirarmi da parte. Spero che il mio comportamento sia una effettiva novità e come tale venga percepito.
Vediamo brevemente i numeri delle votazioni che sono state fatte a Pianoro per arrivare alla nascita del nuovo partito.
Cominciamo dalle primarie che hanno portato nell'ottobre scorso Walter Veltroni al vertice del partito. Ben 2414 pianoresi si sono recati alle urne dimostrando in modo clamoroso la loro voglia di cambiamento. I voti raccolti dai principali candidati sono: Veltroni 85%, Bindi 10%, Letta 5%. In gennaio gli iscritti hanno eletto gli organi dirigenti: i segretari e i direttivi dei 5 circoli territoriali (Rastignano, Pian di Macina, Pianoro Nuova, Pianoro Vecchia e Botteghino di Zocca), il segretario ed i membri dell'unione comunale che è l'organo direttivo a livello del comune.
Quali sono, a tuo avviso, i primi segnali di rinnovamento nel tuo partito?
Innanzi tutto il numero di iscritti che non provengono da DS e Margherita che sono oltre 200 su un totale di 600. E poi la composizione degli organi direttivi. Per esempio nel direttivo del circolo di Pianoro Vecchia su 16 componenti ben 9 non provengono dai 2 partiti che si sono fusi; il segretario del circolo di Pianoro Nuova ha 24 anni, quello di Rastignano è una donna di 30 anni. Quindi gente nuova, più giovani e donne negli organi dirigenti; si sta così delineando un nuovo partito dotato di quella vitalità che, almeno per quanto riguarda i DS, si andava esaurendo.
Come è strutturata l'Unione comunale?
E' formata da 25 persone di cui 5 sono i segretari dei circoli, poi il sindaco, il capogruppo dei consiglieri comunali, il presidente del consiglio comunale ed infine i 17 membri eletti dai circoli. L'attività dell'Unione comunale è organizzata in 5 gruppi di lavoro che vogliamo aprire alla partecipazione della cittadinanza e che sono: politiche del territorio, partito (la sua organizzazione e l'autofinanziamento), giovani e formazione, comunicazione, stato sociale e pari opportunità.