| N. 2 - Anno XIII - Marzo/Aprile 2008 | Indice giornale |
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IL PANE A UN EURO AL CHILO ANCHE AL CONAD DI RASTIGNANO |
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| Mariangela Cofone | |
La storia continua, è proprio il caso di dirlo. Dopo Coop Adriatica in Emilia-Romagna, Veneto, Marche ed Abruzzo e dopo essere diventato negli ultimi giorni un progetto adottato dalla Regione Emilia-Romagna, ora anche Conad aderisce all'iniziativa proposta dal Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana "Azione pane un euro = un chilo": da alcuni giorni possiamo acquistare pane fresco di qualità al prezzo di un euro al chilo al Conad di Rastignano. Un altro passo in avanti verso il tentativo di riduzione dei prezzi, se si pensa che i generi alimentari stanno subendo un rincaro che è difficile sottovalutare, soprattutto quando si avvicina la fine del mese. Abbiamo intervistato a questo riguardo Rino Zucchi, proprietario del supermercato per sentire dalla sua voce il perché della scelta di sostenere questo progetto.
- Signor Zucchi, quale motivazione l'ha spinta ad abbracciare l'iniziativa del pane a un euro al chilo?
In questo momento si parla tanto di aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, cosa che non si può nascondere, lo vediamo tutti i giorni. Non è tanto il costo della materia prima ad incidere in questo caso sul prodotto, quanto piuttosto tutto quello che serve per produrlo e commercializzarlo. Alla luce di questo mi sembra corretto che alcuni prodotti di prima necessità, come ad esempio il pane, siano portati ad un prezzo calmierato, un prezzo che possa essere alla portata di tutte le tasche. Con alcuni sacrifici siamo riusciti effettivamente a farlo.
- Possiamo sostenere che si tratta di un pane fresco di buona qualità?
E' un pane fresco e di qualità. Sappiamo che il pane comune è prodotto con ingredienti semplici, farina, acqua, sale, lievito, poi è chiaro che nel contesto pane, ci sono prodotti molto particolari fatti con ingredienti diversi, più o meno conditi, più o meno lavorati e questo è quello che alla fine tende ad incidere. Il pane che vendiamo a un euro al chilo è un pane fresco, viene fatto tutti i giorni, noi lo riceviamo tutte le mattine. Sotto questo aspetto non ci sono dubbi.
- Le vendite come procedono?
Le vendite stanno dando soddisfazione, partiti con una prova di cinque chili, siamo arrivati a trenta giornalieri. Ritengo che la richiesta ci sia ed abbia accontentato vari clienti.
- Una volta deciso di vendere questo pane, qual è il percorso che un gestore di un supermercato deve fare per poterlo effettivamente commerciare?
Per fortuna la nostra direzione commerciale sotto questo aspetto è stata abbastanza recettiva, si è mossa presso uno dei nostri fornitori per potere avere questo tipo di prodotto. Chiaro che, per poterlo vendere, tutta la filiera ha dovuto fare qualche rinuncia, attraverso una serie di compromessi.
- Quali sono le difficoltà che si possono incontrare una volta che si decide di vendere il pane?
Diciamolo apertamente e chiaramente, nessuno può permettersi, oggi come oggi, di produrre del pane e di venderlo al pubblico a un euro. Cioè tutta la filiera - quando parlavo di sacrifici - da chi lo produce, a chi lo trasporta a chi ovviamente lo distribuisce, praticamente chiude in rosso. Questo è tuttavia possibile grazie alla buona volontà, ma anche perché chi lo produce, produce tante altre cose con cui va a recuperare il costo. Noi non guadagniamo assolutamente nulla su questo pane, ci auguriamo che la gente che entra e lo acquista compri anche qualcosa d'altro.
- Crede che altri Conad seguiranno il suo esempio?
Me lo auguro. Noi siamo stati aiutati oltre che dalla Associazione Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani, anche dal Comune di Pianoro, che ha creduto nel progetto e ci ha in qualche modo sostenuti. Non so se altri punti vendita in comuni diversi potranno avere questo tipo di appoggio.
- Dipenderà quindi dai singoli Comuni e dall'appoggio che potranno o meno offrire alla divulgazione di questa iniziativa?
Certo, sicuramente.
- Alla mia ultima domanda lei ha già in parte risposto. Conosciamo e possiamo immaginare i benefici economici per i consumatori del pane a un euro al chilo. Qual'è il tornaconto per i commercianti se, come lei ha spiegato, il guadagno è limitato? Ci sono altri benefici, mettendo da parte il lato economico?
Noi siamo dei commercianti, quindi automaticamente non dobbiamo dimenticare anzi, dobbiamo tenere ben presente, il lato economico. Ripeto, possiamo vendere questo pane a questo prezzo solo grazie a una serie di rinunce, che tutta la filiera dalla produzione alla vendita fa, altrimenti non saremmo giunti a questo risultato.
- Si potrebbe dire però che un commerciante, da una iniziativa del genere, può trarre una buona pubblicità, oltre che l'affluenza di più persone nel proprio punto vendita?
Certo e queste sono alcune ragioni per le quali ho accettato questo tipo di operazione. Sperando che coloro che entrano per acquistare il chilo di pane a un euro acquistino qualche prodotto in più. Un buon pane fresco, di qualità, al prezzo di un euro al chilo non si tratta di beneficenza, ma di un diritto e di una scelta.