| N. 3 - Anno XIII - Maggio/Giugno 2008 | Indice giornale |
La Posta |
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I PERICOLI STRADALI: GIOCO PESANTE |
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Domenica 6 aprile nel primo pomeriggio, da Pianoro scendo con la macchina verso Bottegino di Zocca. Per la strada non c'è nessuno, vedo solo un'auto dietro di me che si sta avvicinando. Alla penultima curva in discesa vedo arrivare una macchina nera che, da lontano, è ancora piccola, ma è contromano. E' un suv e man mano che la vedo ingrandirsi continua a procedere sul mio lato della strada. Possibile che non si sia accorto che ci sono anch'io con la Yaris? Rallento, gli faccio i segnali e intanto guardo anche dietro. Dietro arriva la macchina che avevo già visto prima, a velocità un po' sostenuta, forse mi sorpasserà... ma davanti a me c'è il suv che ora vedo assai vicino ed è ancora contromano. E' un grosso macchinone guidato da un giovane, mi sembra con gli occhiali da vista. Se non ha messo quelli sbagliati ormai a questa distanza dovrebbe vedermi molto bene! Infatti, e meno male, a quaranta o cinquanta metri, ci concede finalmente la grazia di tornare sulla sua mano. Non fa cenno di scuse e con aria distinta, fredda e indifferente, così lo intravedo nel breve attimo che ci incrociamo, se ne va per la sua strada. Mi chiedo: per lui è un gioco? I genitori che gli hanno concesso il macchinone si rendono conto di quello che potrebbe succedere?
Piergiovanni Pierantozzi