N. 3 - Anno XIII - Maggio/Giugno 2008 Indice giornale

Cultura

LA PREMIAZIONE DEI LAUREATI AL MUSEO DI ARTE E MESTIERI

"Pergameina par i laureé"

 
Romano Colombazzi

Perché fare una premiazione a dei laureati in un museo che raccoglie materiale che apparteneva a degli analfabeti? Ha esordito il nostro amato Simoncini, autore di tanti racconti delle nostre valli. Perché la crescita personale e collettiva della conoscenza è uno degli scopi del museo di Pianoro Nuova dedicato a Pietro Lazzarini. Non è, quindi, né un museo dei laureati né per i laureati. E' stata, invece, una iniziativa dell'associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri quella che si è svolta sabato 15 Marzo 2008 alle ore 18,00 nella sala polivalente del museo di Arti e Mestieri. Per celebrare un anno di attività del museo con la partecipazione del vice sindaco Agostino Dallolio, della direttrice del museo Maurizia Lazzarini, del consulente scientifico del museo Adriano Simoncini, del presidente e vice presidente dell'associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri, la cerimonia della consegna delle pergamene ricordo ai giovani pianoresi laureati nell'anno accademico 2005-2006 ha voluto premiare la capacità e volontà di quei giovani pianoresi che hanno coronato i loro studi con una laurea. La manifestazione, alla presenza di un folto pubblico e nella cornice della mostra diella pittrice Jvonne Paganelli, ha presentato 62 laureati, di cui 48 di sesso femminile. Delle 62 lauree ben 36 hanno un indirizzo tecnico-scientifico per dare risposta concreta alle pressanti richieste del mondo produttivo. Il vice sindaco ha annunciato che l'amministrazione comunale intende dare vita nei prossimi anni ad un premio annuale per le eccellenze delle scuole medie, delle superiori e dell'università. La direttrice del museo ha ribadito la necessità di riconoscere gratitudine a quei giovani che, laurendosi, arricchiscono la società di conoscenze e professionalità. <Chi non conosce le proprie radici rimane sempre un po' bambino> ha affermato la signora Lazzarini e gli oggetti presenti al museo, frutto della donazione di Pietro Lazzarini e di altri donatori, sono dei contenitori di emozioni che vogliono fare conoscere ai giovani la vita di chi li ha preceduti.

La cultura è potere, ha ricordato Simoncini, e nel suo intervento ha voluto sottolineare che in un'antica scrittura medievale si legge : "chi è istruito è il naturale padrone degli ignoranti". "A ognon al su mestir e i cuntaden a medar" ricorda un detto bolognese e se nel 1864 il 78% degli italiani non sapeva né leggere né scrivere e molti non parlavano l'italiano ma il solo dialetto, voleva dire che il potere non voleva contadini istruiti. Quindi i nostri laureati devono essere consci che, in un mondo che si evolve continuamente, la laurea non è un punto d'arrivo, ma una tappa della loro conoscenza che non può fermarsi e deve aggiornarsi in tempo reale. Il sapere contadino che trasmettono gli oggetti del museo, ha continuato Simoncini, lo ritroviamo in tanti proverbi che i nostri nonni ci hanno lasciato in eredità. Facciamo buon uso di questi proverbi e ricordiamo che: "Al dmandèr è la metè dal savèir" (Il domandare è la metà del sapere) e " La furtouna dal puvratt l'è int la voiia ed studier" (La fortuna del povero è nella voglia di studiare).


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