| N. 3 - Anno XIII - Maggio/Giugno 2008 | Indice giornale |
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PARLIAMO ANCORA DEL PANE A 1 EURO AL CHILO |
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Tutto è partito da Pianoro 2 anni fa; ora la faccenda ha assunto un rilievo nazionale. |
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Marco Malpensi |
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Come ben sanno i nostri lettori, fin dal 2005 la COOP di Pianoro, su sollecitazione del "Centro formazione e ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana", ha messo in vendita un ottimo pane toscano fresco al prezzo di 1 euro al chilo. Dopo un periodo di rodaggio la COOP Adriatica ha esteso gradualmente tale iniziativa a tutti i suoi punti vendita in Emilia Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo allineandosi così alla COOP Tirreno che vendeva in Toscana il pane a 1 euro già dal 2004. Poi la determinazione dei nostri concittadini che s'ispirano all'insegnamento di Don Milani ha convinto, all'inizio di questo anno, anche il titolare del negozio CONAD di Rastignano a fare altrettanto. Ancora non paghi i nostri valorosi amici sono riusciti a smuovere la Regione Emilia Romagna che ha firmato un accordo (aperto a tutti) al quale, per il momento, hanno aderito COOP e CONAD) i cui negozi in tutto il territorio regionale sono impegnati a vendere il pane comune a 1 euro al chilo. In seguito, per imitazione, un analogo accordo è stato fatto dalla Provincia di Milano per il suo territorio. Si tratta quindi di un fatto straordinario che consente ai consumatori, in un quadro di rialzo generalizzato del prezzo dei generi alimentari, la possibilità di comprare il pane ad un prezzo decisamente ridotto rispetto ai 3-4 euro che richiedono i panificatori dalle nostre parti e in molte altre parti d'Italia. Panificatori, questi ultimi, che stanno cercando rabbiosamente, attraverso la loro federazione, di contrastare la novità. Dapprima denigrando la qualità del pane a 1 euro che secondo loro sarebbe surgelato ed invece è fresco. E poi denunciando all'Antitrust gli accordi sottoscritti dalla Regione Emilia Romagna definiti un "cartello" fatto per vendere sottocosto e mettere fuori gioco i concorrenti; e qui vogliamo sperare che l'Antitrust, creata (fin qui con scarsi risultati) per impedire alle imprese di accordarsi per mantenere i prezzi alti, non arrivi a sanzionare chi fa funzionare davvero la concorrenza contribuendo ad abbassare i prezzi. Non ci vuole molto per capire che il prezzo di 1 euro non è sotto costo se è vero che oltre alla grande distribuzione (COOP e CONAD dichiarano pubblicamente di guadagnarci, sia pure poco) ci sono molti singoli panificatori in tutta Italia che già vendono il pane comune ad un prezzo intorno ad 1 euro al chilo. Nelle scorse settimane anche a Bologna, alcuni negozi hanno incominciato a vendere a 1 euro il pane comune fresco prodotto da una cooperativa sociale. Sembrano quindi esserci le condizioni per aspettarsi che la cosa finisca per estendersi in tutto il Paese e diventi un esempio da imitare anche per altri prodotti che sono vistosamente venduti a prezzi esagerati. Si fa fatica a capire come sia stato possibile a poche persone prive di potere e di denaro ottenere un risultato così importante (nell'area di Bologna la COOP nel 2007 ha venduto a un euro 246 mila chili di pane; nelle prime settimane del 2008 tali vendite sono aumentate del 45%). Forse è la dimostrazione che l'intelligenza e la buona volontà possono talvolta farcela e bisogna sempre provarci; oppure bisogna pensare che i "nostri" siano guidati da Don Milani dall'alto dei cieli. Ma ancora più fatica si fa ad accettare l'atteggiamento dei maggiori organi nazionali d'informazione (il Corriere della sera, la Repubblica, i telegiornali) che hanno a lungo, anche se sollecitati, ignorato la vicenda e talvolta hanno perfino sostenuto la federazione dei panificatori; così come ci sembra criticabile il ruolo del "Osservatorio nazionale dei prezzi" che si è limitato ad osservare il tutto senza dire una parola d'incoraggiamento e senza invitare pubblicamente le altre Regioni ad imitare l'Emilia Romagna.