N. 3 - Anno XIII - Maggio/Giugno 2008 Indice giornale

Rubriche

Pianoro racconta. (22°)

(Dai Diari del Sindaco Silvio Mucini)

 
Romano Colombazzi

1 Febbraio 1960 - Lunedì: "Febbraio incomincia con una tempesta politica in Sicilia. Si parla di crisi del governo Milazzo dopo poco più di un mese dalla sua costituzione. Ma chi è che non l'avrebbe pensata così! Le manovre di Milazzo non erano una cosa seria con gli assessori che hanno abbandonato l'M.S.I. per la Democrazia Cristiana. Quello che meraviglia che vi credessero anche i Comunisti malgrado le dichiarazioni dell'On. Michelini. Ora siamo da capo, quale maggioranza si costituirà in Sicilia? L'Osservatore Romano disapprova il dialogo dei democristiani con i socialisti che il cardinale Ottaviani definisce i "nuovi anticristi". Enrico Berlinguer ha sostituito Giorgio Amendola alla guida del Partito Comunista e, offrendo il proprio appoggio ad una nuova possibile maggioranza, scrive i punti essenziali del programma: libertà sindacali, riforma della scuola, sostegno dell'occupazione, nazionalizzazione dell'energia elettrica. I comunisti non trascurano nulla per attaccarci, anche se questo grande partito sta compiendo acrobazie da circo equestre. Ci sarà in Sicilia una maggioranza di centro-destra o di centro-sinistra? L'On. Moro tende ancora a pendolare, ma il pendolo dovrà fermarsi e certamente non a caso."

5 Febbraio 1960 - Venerdì: "Sconcerto negli ambienti ecclesiastici e nella stessa D.C. per il viaggio del Presidente Gronchi in Russia. E' il primo capo di stato occidentale che va in Russia dopo la Rivoluzione d'ottobre e il primo cattolico che prende contatto in forma ufficiale con i comunisti russi. Il viaggio è stato preparato e organizzato da Enrico Mattei che cerca di fare contratti a prezzi più bassi per procurarsi il fabbisogno petrolifero e metanifero dell'Italia scavalcando le compagnie petrolifere americane. Speriamo abbia la stessa ripercussione in campo politico ma a fin di bene, che giovi a togliere le incomprensioni fra i popoli."

7 Febbraio 1960 - Domenica: "Un incidente che poteva avere gravissime conseguenze si è verificato questa mattina nella Direttissima Bologna-Firenze a 4 km. a sud della nostra stazione ferroviaria. L'elettrotreno denominato Freccia dei due mari, per un corto circuito, si è incendiato all'interno della Galleria di Monte Adone provocando l'abbattimento della linea elettrica e fumo accecante per tutti i passeggeri. I ferrovieri del luogo si sono prodigati in modo esemplare ed hanno assistito a scene di panico indescrivibili, prima dell'arrivo del Servizio di Pronto Soccorso di Bologna, dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa. Prefetto, Questore, Comando generale dei carabinieri, Sindaco e Assessori del Comune di Bologna, il sottoscritto e i medici locali son accorsi sul luogo, ma fortunatamente ci sono stati solo feriti leggeri, nessuno grave e nessun morto."

13 Febbraio - Sabato: "La settimana che si conclude è stata piena di avvenimenti importanti. Il ritorno del Presidente della Repubblica dall'Unione Sovietica che nel saluto di ritorno non ha mancato di dare il suo avere ai fautori della gazzarra della carta stampata per le battute del primo ministro sovietico. La crisi Siciliana dove i Democristiani, definiti traditori dal solito Cardinale Ottaviani, si sono alleati nientemeno che ai comunisti. La bomba atomica francese, voluta ad ogni costo da De Gaulle, è stata una sfida alla distensione e alla pace internazionale. Novità di rilievo i grandi spostamenti dei capi di stato e primi ministri che sono sempre in volo come piccioni viaggiatori. Cos'è tutto questo gironzolare? I commentatori scrivono che gli incontri servono per la distensione. Speriamo bene."

25 Febbraio 1960 - Giovedì: "L'On. Segni si è dimesso assieme a tutto il governo, la crisi è aperta. A Pianoro i cantonieri sono in sciopero per la scarsa disponibilità di soldi. I problemi sono aggravati dal pessimo andamento stagionale che ha reso le strade impraticabili ad un traffico che aumenta in continuazione. Anche gli agricoltori hanno chiesto un incontro per discutere la mia ordinanza che, in conformità alla legge, impone ai proprietari agricoli alcuni lavori di ripristino delle strutture che fanno parte della viabilità. Ai signori proprietari non vanno bene alcune imposizioni ma noi non ci pieghiamo.

Vi è forse una speranza di ricompensa in questo mondo? Certamente no!

E per questo dovremmo odiare i nostri simili? Certamente no!

Ho scritto una poesia:

"Nulla al mondo mi spaventa,

quando certo son di me,

nessun rimorso mi tormenta,

disperare, ma perché?

Nella diurna mia fatica

non lavoro mai per me

lascia sempre che ognun dica

giudicare, ma perché!."

(Continua)


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