| N. 4 - Anno XIII - Luglio/Agosto 2008 | Indice giornale |
Notizie |
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PIANORO INFORMA E DINTORNI |
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| Michele Marra | |
Sono già intervenuto su quest'argomento, ed ho già espresso le mie critiche al sistema informativo di questo paese a sud di Bologna; i lettori più curiosi li rimando ad un articolo pubblicato da L'Idea del Luglio del 2000. Informazione che viene elemosinata dall'amministrazione comunale tramite il bollettino color giallo che arriva in tutti, o quasi, i fabbricati pianoresi; una specie di Pravda locale che fa l'accoppiata con Il Punto che invece d'informarci su quanto le menti di giunta e consiglio comunale stanno producendo per noi, si limitano a farci prendere visione di quanto hanno prodotto e confezionato i loro atti amministrativi. Così accade che gli ignari cittadini, intenti a sfangarsi la vita quotidiana, vengano tenuti nell'ignoranza totale dei progetti a loro destinati e dei quali non farò l'ennesimo elenco. Penso che né gli attuali amministratori, né quelli che per familiarità e appartenenti alla piccola casta politica locale che perpetuano i loro incarichi in una ristretta cerchia d'accoliti, arriveranno mai a sanare questa disinformazione scientifica e procurata alla popolazione, che non hanno interesse alcuno a fare, in quanto i ciechi potrebbero scoprire che è bello tornare dal buio del consenso delegato dal voto amministrativo prossimo venturo. A nulla servono istituti di partecipazione quali sono le consulte, se non a riunire quei cittadini che ambirebbero ad essere informati ed informare meglio i loro simili, ma nulla possono, in quanto sotto tutela del consigliere di turno che non si sa a quale titolo partecipa se non quello di essere il megafono della giunta comunale. Ci si aspetterebbe che almeno le opposizioni in consiglio comunale svolgessero il loro ruolo, ma nulla di tutto ciò accade, essi stessi sono convocati al buio e senza la possibilità di visionare uno straccio di documentazione, solo per votare a favore o contro un provvedimento di cui ignorano persino la collocazione geografica dello stesso. Sembra che succeda la stessa cosa pure a Roma, in quel di Montecitorio dove qualcuno detta i tempi e la modalità della Democrazia. I metodi si somigliano moltissimo, ma forse son io che non riesco più a vedere il bicchiere mezzo pieno ma percepisco il vuoto della partecipazione alla democrazia.
Michele Marra