N. 4 - Anno XIII - Luglio/Agosto 2008 Indice giornale

Attualità

LA FESTA INDIANA DI SATYA OM

 
Stefano Galli

Sabato 28 giugno si è tenuta presso la sala Arcipelago la festa annuale dell'associazione  Satyananda  (scuola di yoga che ora ha preso il nome di Satya Om) rivolta a tutta la cittadinanza che ha risposto con un'affluenza notevole sfidando la temperatura non proprio primaverile.  Arrivo all'Arcipelago dopo le 21 nel pieno dello svolgimento dello spettacolo di danza indiana della scuola di danza di Alessandra Pizza e vengo subito rapito dai movimenti armoniosi delle ballerine e dai loro coloratissimi costumi.  Il fondo della sala accoglie un buffet ricco di cibi di vario genere e bevande che i partecipanti alla festa hanno portato per una cena frugale gratuita in pieno stile vegetariano.  Pur non essendo dell'ambiente si viene avvolti da un senso di spontanea gioia e naturalezza che sembra ampiamente diffuso fra tutti i presenti.  Il fatto che molti di loro indossino abiti orientali ed abbiano il caratteristico simbolo del terzo occhio disegnato sulla fronte non fa che aumentare l'atmosfera già carica di energia e fascino della serata.  Sono presenti in sala ogni fascia di età, dai bambini alle persone anziane.  Quello che a mio avviso era un ritrovo aggregante organizzato da una scuola di yoga, si intuisce subito essere molto di più: un punto d'incontro, una realtà che coinvolge tantissimi pianoresi e non, forse quasi uno stile di vita.  Con questi pensieri mi aggiro nella sala e mi viene spiegato da una coloratissima signora che il pomeriggio è stato dedicato ai bambini che si sono impegnati a giocare con Jessica, successivamente con Sandra hanno vissuto l'esperienza dello yoga attraverso varie posture che ricordavano posizioni con nomi di animali ed infine hanno danzato con Katie.  La danza terapia proposta da Katie, ragazza belga la cui sola presenza da già un senso di sana tranquillità, ascolta il ritmo del battito cardiaco eseguendo movimenti e posture che portano al benessere fisico e mentale.  <<Questa festa è concepita come voler uscire dagli schemi delle solite cose>> mi spiega il maestro PremSatya (Filippo Pollara)  fondatore del centro Satya Om <<è l'intenzione di voler far incontrare il mondo orientale ai pianoresi in maniera simpatica ed alla portata di tutti>>. Parlando col maestro mi riallaccio ad un recente articolo apparso sul nostro giornale dove si citava il sostegno di Satya Om a Reability Onlus, associazione che gestisce campi profughi in Birmania. PremSatya mi fa presente che il centro oltre alla pratica delle discipline corporee quali yoga, meditazione, riequilibrio posturale e pilates, spazia senza confini muovendosi anche nell'informazione organizzando conferenze aperte a tutti, con temi che toccano i principali settori della vita con un approccio olistico, cioè vedere la realtà oggettiva come la manifestazione esteriore di cause di natura emozionale ed energetica.  L'obiettivo che unisce tutte le azioni del centro Satya Om è il miglioramento della coscienza individuale, ovvero il fulcro sul quale si muove e si concretizza la coscienza collettiva. Durante i suoi viaggi in India PremSatya con l'aiuto degli associati del centro, ha finanziato la costruzione di un asilo nella località di Ardhra Pradesh Puttaparthy.  La nostra intervista viene interrotta dall'inizio dei canti, bajans, eseguiti dalla chitarra di Claudio, dal jembè di Simone e dalle voci dei ragazzi che accompagnano gli strumenti. L'atmosfera si trasforma immediatamente e l'attenzione si catalizza sulla magia del momento. Al termine ecco la presentazione dello spettacolo teatrale, il musical "Appuntamento Indiano-il miracolo di Ganesha" scritto da Gloria Gradizzi e realizzato da Sandra Diadori e Claudio Scopigno.  Tutti gli attori sono praticanti del centro Satya Om e non sono professionisti, ma il risultato è sorprendente.  Il divertimento dei ragazzi è contagioso e travolge tutta la platea in un mare di risate, patos e applausi. Ma perché Satyananda ha cambiato nome? <<Principalmente per due motivi>> mi spiega PremSatya <<Satyananda è il nome di un maestro indiano sul quale convergono diverse scuole di yoga in tutto il mondo e quando nel 2003 abbiamo scelto questo nome, ci piaceva molto per il suo significato (Satya:verità e Ananda:gioia) e non abbiamo dato importanza ad altro. Oggi è maturo il tempo per avere una nostra originale identità; il secondo motivo è stigmatizzare concretamente una seconda fase della storia del centro, cioè affrontare il prossimo periodo con spirito di verità  e rinascita interiore. Per questi motivi abbiamo ampliato i locali e rinnovato gliarredi e i colori degli ambienti. Chi volesse conoscere e praticare le meravigliose e utili discipline antistress del centro Satya Om, può venire il 14 settembre presso l'Arcipelago alla festa di Volontassociate o il 20 settembre alla giornata dedicata alle prove gratuite presso il centro in via Grillini 2 angolo via Risorgimento a Pianoro.


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