| N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 | Indice giornale |
La Posta |
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IN RICORDO DI GIAMPAOLO MAIETTI |
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un amico che ci ha lasciato da poco tempo |
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Quando un amico se ne va, il cuore prova tante emozioni, ma se la persona è giovane il rammarico è più grande perché non lo potrai vedere invecchiare assieme a te e ti rimane il vuoto dei doni che sicuramente ti avrebbe dato. Dopo una dolorosa esperienza di sofferenza la famiglia Maietti deve affrontare il dramma della scomparsa di un figlio, di un fratello, di un nipote ed il piccolo Nicolò di un padre. Giampaolo per il figlio era una presenza importante e solida alla quale rivolgere pensieri e dubbi che trovavano sempre una risposta. Un pensiero affettuoso alla compagna che ha condiviso gioie, momenti difficili della malattia e gli ultimi attimi di vita. Non ci possono essere parole per esprimere un'adeguata partecipazione a un dolore tanto grande e profondo. Personalmente abbiamo ricordi belli e lontani. Da ragazzino Giampaolo sembrava già un uomo e sempre sorridente entrava in ogni conversazione con attenzione ed entusiasmo verso chi gli rivolgeva la parola. A noi che restiamo è dato il compito di essere uniti nel ricordo. La famiglia ci consegna queste righe che noi volentieri pubblichiamo.
"Giampaolo, la tua famiglia, i tuoi amici e tutti coloro che hai amato, che ti hanno amato, vogliono ora ricordarti e ringraziarti per quanto hai saputo trasmettere loro, sia nei momenti felici che in quelli difficili. Vogliamo ricordarti scherzoso, gioioso, entusiasta per la vita in tutti i suoi aspetti, la tua disponibilità verso tutti coloro che cercavano conforto nelle tue braccia. Hai sempre pensato di superare ogni difficoltà con grande impegno, estrema generosità e disponibilità verso il prossimo. Con grande umiltà, tolleranza e pazienza, sei stato grande esempio per tutti noi, facendoci apprezzare il dono della vita nei suoi aspetti più semplici. Hai saputo silenziosamente e dignitosamente affrontare un nemico invincibile, con la semplicità e l'umiltà che ti erano proprie, rassicurando nello sconforto coloro che ti sono stati vicini negli ultimi momenti difficili. Hai reso la tua sofferenza strumento per fare apprezzare il valore della salute e degli affetti a tutte le persone che ti amano e che ora ti stringono con un abbraccio.".
Romano e Gianna Colombazzi