N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 Indice giornale

Cultura

"Fra Passato e Passato Prossimo"

(13°Brano)

 
Romano Colombazzi

Scrive il Bacchi:" Circa un chilometro e mezzo prima di arrivare a Pianoro  (si intende l'attuale Pianoro Vecchia) e precisamente al luogo detto volgarmente la Baiocca, si stacca a sinistra della Nazionale una via carrareccia e mulattiera, per la quale in un'ora di salita si arriva alla chiesa parrocchiale di Riosto, che sta in ridente posizione sulla cima d'un alto colle, da cui, oltre l'abbracciare con un solo sguardo gran parte della pianura bolognese, si domina la valle di Zena, e si offrono alla vista i monti principali delle altre due vallate di Savena e dell'Idice. Si vuole che su questo colle vi fosse, sotto il titolo di Santa Maria del Monte, una chiesa fin dal terzo secolo dell'era cristiana, ma non si sa con certezza a quale epoca rimonti la costruzione di quel poco d'antico, che i successivi restauri v'hanno lasciato." Riosto è molto antico e molti scrittori hanno riportato notizie su questo luogo. Da Giovanni Carpani in "Storia di Pianoro" a Luigi Bortolotti in "I comuni della Provincia di Bologna", quindi la borgata di Riosto meriterebbe un trattato a sé stante.

Il Bacchi riprende a narrare quanto conoscedi Riosto e scrive: " E' d'uopo però accennare che una trentina d'anni fa (presumo nel 1770) nel costruire una nicchia, in cui riporre una statua di Maria Vergine, si rinvenne un'antica porta con architrave di macigno sul quale erano scolpite in greco alcune parole che vennero così tradotte: <Non si entra nel tempio se non a piedi scalzi e di cenere coperto il capo>. Sotto a tale iscrizione era scolpita un'aquila. In altro scavo, sempre nella chiesa, venne rinvenuta una tavola di macigno, sulla quale è scolpita una croce rozzamente ornata all'intorno con una scritta intelligibile ed è ora murata nella sagristia." Luigi Aureli nel libro <Chiese parrocchiali>, a conferma di quanto riportato dal Bacchi, scrive: "Da alcune pergamene risulterebbe che nel 240 un sacerdote ravennate di nome Taddeo Riosto si ritirò su questo monte che fu chiamato con il suo nome e, nel 256, mentre infuriavano le persecuzioni dei Romani contro i cristiani , fondò un cenobio di eremiti, denominandolo <li Selvaggi di S.Apollinare>. Durante le persecuzioni di Diocleziano il Cenobio venne distrutto. Dopo l'abdicazione dell'imperatore Domiziano, sulle macerie del vecchio cenobio, sorse una chiesa appellata di S.Maria di Monte." Luigi Bortolotti riporta: "La chiesa parrocchiale di S.Maria viene nominata nell'anno 1300 e 66 anni dopo si parla di un'altra chiesa nel suo territorio che fu demolita nel 1500. A nord ovest di Riosto è rimasto l'oratorio di S.Lorenzo di Munazzano, nel quale è stata portata la statua dell'Assunta di Giacomo De Maria, salvatasi nella distruzione della vecchia chiesa." Si ritiene (scrive invece il Bacchi) che il nome di Riosto sia derivato a questa contrada, per trovarsi ad essa soggetta, anche prima del 1300 alla famiglia Ariosti, ora estinta, e la quale, dopo avervi posseduto un castello, vi ebbe, forse sullo stesso luogo, una villa, che passata dapprima in proprietà dei sigg. Monti, è ora del sig. Rosa." Nella costituzione di Bologna del 1796, al Capo I°- Divisione della città e del Territorio - sono riportate le frazioni del Comune di Pianoro, tra le quali Riosto: 50°) Pianoro: Pianoro - Musiano - Badalo - M. Rumici - Guzzano di Pianoro - Pino - Vizzano - Riosto - Battidizzo - Brento.

Il nostro viaggiatore percorre la Nazionale nel 1800 e i luoghi, rispetto ad oggi, sono notevolmente cambiati. Pur accennando a case di villeggiatura tra Musiano e Pianoro Vecchia, non ne cita nessuna. Dalle ricerche che ho effettuato esistevano alcune ville di villeggiatura come Villa Calanichetta (oggi Cà dal Cucc di proprietà dell'industriale Marchesini), Villa Silvestri (Villa completamente scomparsa dei Due Leoni davanti alla Gozzardina), Villa Tomba, che il nostro viaggiatore tende ad ignorare.

(Prosegue nel prossimo numero).


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