| N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 | Indice giornale |
Copertina |
|
IL PIANO STRUTTURALE COMUNALE |
|
E' avviata la realizzazione del nuovo strumento urbanistico previsto della Regione in sostituzione del vecchio Piano Regolatore |
|
Marco Malpensi |
|
La nuova normativa regionale assegna alla Provincia la redazione di un Piano territoriale che definisce i principali obbiettivi e i limiti della autonomia dei comuni. Nell'ambito di questo Piano i comuni debbono, da soli o associati, programmare il loro sviluppo urbanistico attraverso un loro Piano strutturale. I comuni di Pianoro, Loiano e Monzuno sono già da un anno impegnati, in forma associata, a realizzare il loro Piano appoggiandosi ad un Ufficio di Piano organizzato in seno alla comunità montana 5 valli bolognesi che ne coordina il lavoro. Alla fine di un complesso percorso conoscitivo e di confronto con i cittadini verrà adottato un Regolamento Urbanistico Edilizio a valere per i tre comuni associati; ciascuno di loro dovrà poi approvare ed adottare il suo Piano Strutturale. Al fine di chiarire le nostre idee e quelle dei lettori abbiamo interpellato il presidente della comunità montana Andrea Marchi che si è reso cortesemente disponibile.
Presidente perché la forma associata?
La pianificazione associata dello sviluppo territoriale di comuni contigui, oltre a ridurre i costi, consente di fare scelte congiunte su questioni che travalicano i confini comunali; si pensi alle infrastrutture, alla mobilità ed ai trasporti, all'organizzazione della rete dei servizi scolastici e sanitari, alla sostenibilità di nuovi insediamenti…
Perché solo 3 comuni sugli 8 che costituiscono la comunità montana?
I comuni rimasti fuori (Sasso Marconi, Monghidoro, Monterenzio, Castiglion dei Pepoli, San benedetto Val di Sambro) hanno ritenuto ancora valido il loro Piano Regolatore oppure hanno preferito muoversi da soli; la loro appartenenza alla nostra comunità montana non costituisce un vincolo nella scelta di associarsi o meno.
Le prossime elezioni amministrative potrebbero bloccare l'iter del vostro lavoro?
Probabilmente i tempi di preparazione del Piano porteranno a far sì che saranno le nuove amministrazioni a dover approvare il tutto. Ma comunque il lavoro già svolto sarà utile anche a chi volesse ridiscutere le scelte già fatte.
I vincoli posti dal Piano provinciale impediranno le varianti che venivano fin qui fatte frettolosamente al PRG talvolta snaturandolo?
Le varianti al Piano Strutturale Comunale potranno essere fatte solo all'interno delle scelte fondamentali del Piano provinciale.
Avete affidato a terzi tutto il lavoro di analisi della situazione attuale e la stesura del quadro conoscitivo. Gran parte delle informazioni sono già in possesso dei comuni come premessa dei loro PRG e fanno parte della attività quotidiana degli amministratori e degli uffici comunali. Perché rivolgersi a costosi professionisti esterni?
Il costo di tale lavoro è di 104mila euro per Loiano, 134mila euro per Monzuno e 286mila euro per Pianoro. Sono cifre scaturite da una gara d'appalto a livello europeo che riteniamo contenute se confrontate con quelle che vengono generalmente spese dai comuni che realizzano il Piano da soli. E poi bisogna tenere presente che nel nuovo Piano sono inserite materie che vengono affrontate per la prima volta quali i temi energetici e quelli afferenti le persistenze dell'insediamento storico. Inoltre si consideri la necessità di non sovraccaricare il lavoro degli uffici tecnici comunali.
Per concludere, l'eliminazione delle comunità montane non è più all'ordine del giorno?
Di eliminarle non se ne parla ma la riduzione dei finanziamenti va in quella direzione e di questo si sta discutendo a livello regionale e provinciale.