N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 Indice giornale

Attualità

IL SANGUE NON E' ACQUA, MA NON TUTTI LO SANNO

 
Umberto Fusini

Da  tempo immemore si è abituati a sentir dire "il sangue non è acqua" ed è vero, ma dietro a queste parole poi c'è il vuoto. Questo andante è sì molto usato, ma non aiuta molto a comprendere perché le abitudini non facilitano ad usare la testa. A questo proposito mi torna in mente la storiella della cuoca che mettendo in padella un pesce  prima gli tagliava la testa e la coda e così sempre e via finché un giorno qualcuno le chiese il perché e lei rispose: <Perché così faceva la mamma>. Fu poi possibile parlare con la vecchia mamma ormai nonna e invalida alla quale posero la fatidica domanda: <Nonna, perché tagliavate sempre la coda e la testa al pesce prima di metterlo in padella?>. La vecchia ebbe un attimo di ripensamento e poi rispose: <Ma perché la padella era piccola e non ci stava>. Tutto questo per dire che sarebbe bello essere un po' più spesso riflessivi e cercare, quando possibile, il significato più profondo. Quando diciamo "il sangue  non è acqua" non è soltanto una questione di trasmissione genetica e continuazione della specie propria nel futuro. E' che il sangue non si fabbrica e così se c'è bisogno di sangue, chiunque abbia bisogno di sangue, non è che lo può comperare al supermercato o da qualche altra parte come merce che viene prodotta. La questione è semplice e complicata allo stesso tempo. Perché le macchine che creano il sangue, sono solo gli esseri umani, non esistono altre macchine all'infuori dell'uomo o donna. Perciò quando si ha bisogno di sangue, e purtroppo quando c'è questo bisogno è sempre una situazione quanto meno seriosa, dobbiamo sapere che a monte del sangue che stiamo per ricevere c'è qualcuno che l'ha donato, un qualcuno che senza chiedere niente, si è messo a disposizione di un altro. Queste persone, la maggior parte di loro lontana da caste e classi, sembra che nella loro "semplicità" abbiano recepito meglio di tanti altri il significato del donare sangue e se non ci fossero tanti di questi, molti, anche se ricchi, avrebbero avuto parecchia difficoltà ad avere a disposizione il sangue nel momento del bisogno. Una signora mi ha raccontato che ai primi di agosto stava facendo una donazione ed il suo gruppo sanguigno è zero rh negativo, cioè un sangue che è universale, vuol dire che è compatibile con tutti gli altri gruppi sanguigni, ed è il più usato nei momenti d'urgenza dove non si sa che gruppo abbia il ricevente e non c'è tempo per fare analisi. Ebbene questa "signora donatrice", sapeva che il suo sangue sarebbe stato utilizzato per aiutare un parto prematuro di gemelli, erano in attesa di questo sangue dove avrebbe continuato a vivere subito dopo poco, nel corpo di altri piccolissimi esseri umani. A volte si fanno tante storie per procurarsi la prosecuzione nel tempo: <Voglio dei figli, così continueranno nel tempo…> e sicuramente c'è pure un po' di egoismo, ma non c'è in chi dona sangue che non sa nemmeno dove e a chi andrà. Di certo però si può dire che un donatore nell'arco della sua vita chissà quante trasmissioni e quanta parte di sé potrà vivere in futuro. A proposito anch'io sono uno zero rh negativo e sono orgoglioso di donare sangue da ormai 40 anni e sono anche fortunato per non averne mai avuto bisogno.   Questo non è un pezzo pubblicitario, ma se potete, donate sangue, molti ve ne saranno comunque grati, è come fare i missionari restando a casa o almeno vicino a casa.


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