| N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 | Indice giornale |
La Posta |
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IL COMUNE PARTECIPATO |
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a rischio le riprese in Consiglio Comunale |
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Le riprese video delle sedute dei Consigli Comunali stanno prendendo piede. Nei blog di Grillo (la chiamano fiato sul collo) ed Antonio Di Pietro si sta spingendo forte su queste iniziative tuttavia con modalità che non approvo: termini fiato sul collo, irruzioni nelle sale Consigliari, insulti da entrambe le parti non credo che pongano le basi per qualcosa di duraturo e se di conseguenza l'azione non è stabile nel tempo non so a cosa serva se non a sollevare inutili polemiche. Noi abbiamo impostato il progetto di cittadinanza attiva non sulle invettive ma su elementi di diritto incontrovertibili, ed infatti nessuno ha potuto fermarci, ed abbiamo anche tentato numerose volte di aprire dialoghi di carattere inclusivo e collaborativo con l'amministrazione. Inutilmente. Oltre due anni di attività seria e puntuale completamente ignorati per un servizio che possiamo ben dire all'avanguardia a livello nazionale, non una parola non un apprezzamento da parte di chi, il PD anche dalle pagine de L'Idea di tempo fa, tanto declama l'importanza della collaborazione con le associazioni. Solo autismo. L'operatore mi dice che stanno installando telecamere nella sala e perciò questo prelude in potenza l'idea di annullarci. Si è preferito spendere su un impianto nuovo piuttosto che aiutare e collaborare con noi. Perché? Altro che sussidiarietà.
Gianni Zappoli
RISPONDE L'ASSESSORE ALLA COMUNICAZIONE E SISTEMI INFORMATIVI
Ritengo doveroso fare sapere che le telecamere in corso di installazione nella sala consiliare del municipio sono state previste nel progetto dei lavori di ristrutturazione generale che hanno interessato la stessa sala. Come lei sa, questo è avvenuto ormai nella maggior parte delle sale consiliari dei Comuni, per una esigenza ormai ineludibile di poter fruire di tali apparecchiature per le tante inziative che possono avere luogo nella sala principale dei Municipi, come ad esempio, seminari, cerimonie, matrimoni, cittadinanze, ecc.). La nostra Amministrazione ritiene che "Il Comune Partecipato" sia un servizio di volontariato encomiabile e rispettoso dell'azione amministrativa, anche se non può essere esaustivo rispetto a tutte le funzioni istituzionali. Dunque, nessuna intenzione di contrastare "Il Comune Partecipato" e l'informazione che vuole dare ai cittadini, pure nella consapevolezza che tale informazione non può essere confusa con la comunicazione istituzionale che è propria dell'Ente.
Nicola Papadopoulos