N. 5 - Anno XIII - Settembre/Ottobre 2008 Indice giornale

La Posta

LE CONSULENZE PSICOLOGICHE ALLE SCUOLE DI RASTIGNANO


Chi scrive è uno psicologo il quale, dopo aver realizzato una tesi sperimentale relativa ai disturbi di apprendimento della scrittura ed il conseguente tirocinio post-lauream presso la scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di Rastignano, dal 2002 segue un progetto di rieducazione di tali disturbi con ottimi risultati come evidenziato dalla fiducia e dalla stima espressa in ogni occasione dai bimbi e dai loro genitori, oltre che dalla scuola. L'etica professionale mi ha portato, nel corso di questi anni ad intervenire inoltre nel superamento di situazioni di disagio individuali o di classe su richiesta ed in collaborazione con le insegnanti, non avendo esse ricevuto risposte tempestive ed efficaci dai progetti preposti a tale compito. Le valutazioni dei test che chiedeva la psicologa e gli interventi venivano spesso richiesti a me, anche se retribuiti a lei (che riceveva un ulteriore compenso annuo di 8000 euro come mostrato dai dati resi pubblici dal ministro Brunetta). Dall'esperienza maturata, ho realizzato un progetto diverso, nel quale risulta evidente l'importanza di una figura competente che assicuri una presenza costante nella scuola: un professionista che sappia instaurare una relazione empatica con i bambini, che sappia ascoltarli ed intervenire anche in situazioni meno formali di uno studio, che possa osservarli in una relazione costante, che sappia intervenire nel concreto al fine di aiutarli a superare le difficoltà. Una figura di riferimento che possa collaborare con insegnanti e famiglie fornendo loro consulenze e consigli relativamente ai problemi che incontrano. Comprendendo le difficoltà economiche in cui versano  le scuole italiane, ho realizzato tale progetto concordando una cifra irrisoria (1500 euro lorde per 8-20 ore alla settimana da ottobre a maggio per un compenso orario medio di 0,70 euro) al fine di poter continuare a seguire i bimbi e terminare l'intervento ed il percorso iniziato con loro. Seguendo diversi consigli, provenienti anche da servizi del Comune con i quali ho positivamente collaborato negli anni,  ho presentato il progetto in Comune, credendo di portare un servizio professionale utile e qualitativamente elevato alla comunità. La mia ingenuità unita ad un forte idealismo mi faceva  ritenere che nel momento in cui una persona venisse ritenuta inadeguata e non riconfermata a ricoprire tale ruolo ci si sarebbe rivolti a chi questo compito l'ha svolto con passione e risultati evidenti. Così non è stato, anzi, la scuola ed il Comune si sono rivolti ad un altro professionista di indubbia esperienza al quale è stato proposto un progetto relativo ad uno sportello di ascolto esterno alla scuola, in collaborazione con il mio interno alla scuola. Tale psicologo, ben sapendo che i due progetti erano complementari, ha accettato tale proposta ed io da accordi verbali con l'Assessore sapevo di essere tenuto in giusta considerazione per i risultati ottenuti e la serietà professionale manifestati nel corso degli anni. Così non è stato, da una telefonata dell'Assessore ho saputo che non sarei rientrato nel P.O.T. come previsto lasciando la scuola senza servizio. Mi chiedo quali siano i criteri di selezione delle competenze necessarie per accedervi? Esiste una commissione che valuta tali competenze? Esiste una meritocrazia? E' giusto lasciare la scuola senza un servizio che ha sempre ottenuto risultati positivi? E' giusto non permettere ai bambini di terminare un percorso iniziato da anni?

Dott. Gianluca Geri


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