| N. 6 - Anno XIII - Novembre/Dicembre 2008 | Indice giornale |
Cultura |
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STELUTIS E SCARICALASINO, DUE CORALI DI PREGIO DELLE NOSTRE TERRE |
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Stefano Galli |
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Venerdì 24 ottobre le corali Stelutis di Bologna e Scaricalasino di Monghidoro hanno cantato nello splendido scenario dell'oratorio di San Filippo Neri di via Manzoni a Bologna di fronte ad un numerosissimo pubblico che ha occupato tutti i posti disponibili. Presenti i sindaci di Monghidoro e Loiano, una rappresentanza dei Lions e di una corale di Piacenza. L'occasione è stata la presentazione dell'ultimo c/d della corale di Scaricalasino dedicato a Giorgio Vacchi recentemente scomparso. Durante tutta la serata Vacchi è stato ricordato numerosissime volte: fondatore dello Stelutis e stretto collaboratore di Scaricalasino, Giorgio si è prodigato durante tutta la vita nella ricerca e nello studio delle canzoni popolari per poi arrangiarle per essere cantate dai cori. Di fatto tutti i brani proposti sono stati preceduti da una breve introduzione che spiegava origine e caratteristica del pezzo stesso cantato quasi sempre in dialetto per la gioia di noi ascoltatori. L'enorme passione di Vacchi ha dato vita anche all' A.E.R.CO, un organismo di coordinamento di tutte le corali emiliano-romagnole ed a numerose collaborazioni fra i gruppi di diverse città. La serata è stata aperta dal coro Stelutis diretto dalla figlia del compianto maestro, Silvia Vacchi, che ha presentato cinque brani fra cui un paio di meravigliose ninne nanne dove ho scoperto che Giorgio Rocchi, pianorese attivo nel nostro giornale, ha fatto una parte di rilievo non solo nel gruppo ma anche come solista assieme ad un altro pianorese Alfonso Bonazzi. Di seguito il coro Scaricalasino prima con la sezione femminile, poi con quella maschile ha presentato altre canzoni popolari mettendo in risalto varie volte come in una società di grandi valori come quella contadina vi fosse un forte controsenso sociale rappresentato dalla condizione della donna, decisamente in secondo piano con aspetti quasi servili rispetto a quella maschile. Anche in questa corale il nostro giornale è ben rappresentato dalla nostra grafica Roberta Ferri in una splendida forma nel settore soprani, radiosa nella sua divisa da corista. La serata si è conclusa nei sotterranei dell'oratorio dove hanno suonato altri strumenti, bottiglie, stuzzicherie varie e gustosissime torte. Quando le porte dell'oratorio sono state definitivamente chiuse, tutto il gruppo si è spostato in strada con tanto di tavoli e cibarie e così questa laterale di via Indipendenza si è vista invasa dalla gioia e dall'entusiasmo tipicamente montanara. Non è mancato un momento di ilarità collettiva quando un paio di ragazze non troppo vestite sono passate di fianco al gruppo e l'addetto alle vendite che tutta sera si è sgolato proponendo il c/d del coro si è lasciato un po' andare: <<Vè mo lé ec lavurir, altrochè il c/d.>>