| N. 1 - Anno XIV - Gennaio/Febbario 2009 | Indice giornale |
La Posta |
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GLI AIUTI AI DISABILI |
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Premetto di essere alquanto contento che anche il Comune di Pianoro partecipi alla quarta edizione della Giornata Europea dei diritti delle persone con disabilità. Sono però perplesso riguardo al senso in cui il mio comune intende questo evento e mi chiedo cosa significhino davvero per esso i diritti delle persone diversamente abili. Tutte le volte che giro in carrozzina per Pianoro cerco di capire come il nostro comune aiuti tutte quelle persone che hanno incontrato serie difficoltà nella vita; mi sforzo di guardare a 360° e non solo al mio tipo di patologia o invalidità, il mio pensiero ricade su tutti quelli che convivono con un problema fisico grave. Ritengo che in generale la maggior parte della gente pensi di essere immune all'eventualità che possa accadergli qualcosa di simile, ma si sbaglia: tutti, dico tutti, nella vita hanno incontrato o incontreranno delle difficoltà, e credo che il mio caro comune non dia il giusto peso all'argomento, che viene sempre trattato superficialmente. E' come se volesse vestirsi di un bell'abito senza curarsi davvero del problema della diversità. E' da quando tanti anni fa ho avuto l'incidente che, grazie alle tecnologie che mi hanno consentito di potermi muovere su una carrozzina, mi sono reso conto di quant'è bella e dura la vita. Proverò come posso a farvi riflettere su cosa significhi aiutare o integrare il diversamente abile in questa società. Mi riferisco a tutto quello che ho bisogno di fare per vivere dignitosamente: andando a fare la spesa incontro sempre difficoltà nel parcheggiare, e anche in farmacia l'unico posto riservato è sempre occupato. Non voglio fare piagnistei, ma su quattro ruote è molto complicato portarsi sulle gambe uno scatolone. Il municipio ha messo a norma l'ascensore solo poco tempo fa, mentre le strutture dovevano essere messe a norma già dal 1991; anche alla stazione dei carabinieri l'entrata è stata sistemata da poco. Sopra alla banca in piazza dei Martiri adiacente al palazzo comunale ci sono delle attività commerciali e il comune non ha imposto il rispetto delle normative per abbattere le barriere architettoniche. Come nell'unico bar che fa da ricevitoria, al quale non posso accedere. Bisognerebbe, inoltre, impegnarsi per cercare di far uscire le persone come me di casa, per liberarle da quella terribile malattia che è chiamata depressione, ad esempio cercando di coinvolgerle in attività socio-ricreative sportive. Quando venne ristrutturata la piscina Paolo Gori, un impianto sportivo comunale, all'interno non erano predisposti spazi e strutture che ci permettessero di accedervi comodamente, solo grazie all'intervento della dottoressa fisiatra e di alcune altre persone ci fu permesso di servirci dell'impianto. Ma col passare del tempo è stata allestita anche una palestra adiacente, dove una volta c'erano gli spogliatoi del tennis, per fare corsi e altre attività, e per entrare ci sono degli scalini! Mi rivolgo anche al direttore di un palazzetto dello sport moderno, in cui si fa attività su entrambi i piani, e in cui al piano superiore non c'è un bagno dove io possa farmi la doccia. Le docce infatti sono di sotto e per usarle, tutto accaldato, devo uscire dall'impianto e raggiungerle esternamente perché non c'è un montacarichi che colleghi i piani. Ho fatto presente tutto ciò anche al Comune, con una lettera, ma non ho mai avuto risposta. Un altro esempio? Anni fa con l'aiuto dei gestori del bar Charly in via Grillini, abbiamo fatto costruire (a spese degli stessi gestori) uno scivolo per poter accedere a questo luogo di svago pubblico; quando ci furono dei lavori nella stessa via lo scivolo fu tolto e per lungo tempo non fu applicata nessuna struttura sostitutiva per entrare nel locale. Evito poi di dilungarmi esponendo i vari problemi minori (che per noi tanto "minori" non sono), come i marciapiedi con scivoli scomodi¸ voglio solo mettere a conoscenza sia il Comune sia tutti i pianoresi di come si possano e si debbano aiutare le persone disabili, non solo partecipando a questi bellissimi eventi, ma in maniera più immediata a concreta, dando loro la possibilità di sentirsi a proprio agio, e non esclusi, nel paese in cui vivono. In questo modo gioiremo noi, grati del sostegno che ci dimostrate e gioirete voi che col cuore ci aiutate.
Mauro Paolini
RISPONDE L'ASSESSORE ALLE POLITICHE PER LA QUALITA' URBANA, TERRITORIALE ED AMBIENTALE
E' giusto e doveroso tenere sempre alta l'attenzione sui temi sollevati da Mauro Paolini, soprattutto in questa fase in cui sembrano prevalere gli egoismi e gli individualismi, dimenticando che una società sana e democratica deve poter garantire le stesse opportunità a tutti i suoi componenti. Per quanto possibile, tutti gli Assessorati di questa Amministrazione hanno cercato di perseguire l'obiettivo di globalizzazione dei diritti sia mediante il finanziamento diretto di una rete di servizi, sia attraverso opere direttamente realizzate ma anche dotandosi di regole che impongano e facilitino la realizzazione di infrastrutture adeguate. Ad esempio, nell'ambito della programmazione degli investimenti, si è progressivamente adeguato il patrimonio edilizio pubblico e, mi creda, ciò ha comportato un notevole sforzo economico anche in relazione alla datazione di certi edifici e strutture. Si tratta di un lavoro che non è certo terminato, anche perché questi interventi vanno poi inseriti nel piano delle manutenzioni ordinarie e magari ai più possono sembrare trascurabili (si pensi, ad esempio, alla predisposizione di scivoli sui marciapiedi). Sotto il profilo normativo, abbiamo inserito modifiche specifiche al Piano Regolatore che consentano ai privati, in deroga alle norme ordinarie, di poter intervenire in tutte le situazioni per adeguare gli edifici, rendendoli accessibili e privi di barriere architettoniche (scale, ascensori, ecc.), consentendo anche maggiori possibilità di incremento delle superfici, nel caso di presenza di portatori di handicap, proprio per assecondare esigenze e necessità di spazi adeguati. Così come tutte le nuove infrastrutture devono rispettare requisiti di legge che possiamo ormai fortunatamente dare per consolidati. Come vedete gli obiettivi, e devo dire anche le azioni conseguenti, sono in linea con quanto auspicato proprio perché condivisi. Dobbiamo però essere tutti consapevoli che, oggi, per gli Enti Locali, i tempi sono molto più duri e, contrariamente ad ogni aspettativa di maggiore autonomia e federalismo fiscale, ci vediamo decurtati finanziamenti, trasferimenti, nonché quelle entrate derivanti da strumenti di finanza locale (come l'ICI), con cui i cittadini pagavano i servizi che il Comune metteva in campo e che gli stessi richiedevano. Se si proseguirà su questa strada temo che si assisterà, non solo a Pianoro ma su tutto il territorio nazionale, ad un crollo della rete di servizi ed investimenti che i Comuni avevano gradualmente cercato di realizzare negli anni per i propri cittadini. Ma l'aspetto più grave è che tutto questo sottintende una visione politica nazionale volta ad annullare il principio di "socializzazione" dei costi dei servizi (per cui tutti dobbiamo farci carico di garantire a qualsiasi cittadino i servizi di base ed una qualità della vita dignitosa), per lasciare spazio al libero mercato anche nel governo di questi processi. In tale scenario avremo diritti diversi in funzione delle possibilità economiche delle singole famiglie. Quello che posso confermare è che l'Amministrazione Comunale continuerà ad operare su queste priorità e a cercare di "resistere".
Marco Sassatelli
RISPONDE L'ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E PARI OPPORTUNITA'
La lettera di Mauro è complessa, articolata, importante. Gli sono grata per la premessa che egli ha fatto sulla condivisione per la giornata europea dei diritti dei disabili che si è svolta a Pianoro il 29 novembre. L'annoso problema delle barriere architettoniche che egli pone, e che gli rendono la vita difficile, richiede per una risposta qualificata altri interlocutori oltre me. Io mi sento in dovere di approfondire alcuni temi da lui toccati, più inerenti al concetto di disabilità e che ritengo maggiormente di mia pertinenza. Uno è quello che lui definisce l'atteggiamento del Comune di Pianoro nei confronti dell'handicap come il "vestirsi di un bell'abito, senza curarsi davvero del problema della diversità". E' molto difficile per chi non vive quel tipo di esperienza capire fino in fondo cosa significhi essere disabile, o avere a fianco una persona disabile, per giorni, per mesi, per anni, per una vita. Le difficoltà pratiche, la scarsa vita sociale, i costi, le rinunce, le angosce fino alla depressione, nella lettera si toccano con mano. Come si fa a non definire barriera l'incomprensione o anche solo l'indifferenza di chi disabile non è. Bisogna calarsi all'interno del problema e stabilire come affrontarlo: per quanto mi riguarda io non amo l'uso della definizione diversamente abile che mi raffigura un tipo di società nella quale si deve saper fare, essere abili, dimostrare una qualche famigerata capacità psico-fisica per essere accettati, esistere ed avere diritti. Preferisco il vecchio desueto termine handicappato che è più onesto, meno sofisticato, ma più serio. Per anni siamo stati abituati a portare avanti politiche per la disabilità mischiando le patologie, unificando le diversità e i problemi, rendendole una voce sola, e a mio parere di minore forza. Io mi chiedo e chiedo a chi legge, cosa hanno in comune Mauro, ed un suo coetaneo con la sindrome di Down? Il sesso, se sono maschi entrambi, ma la vita dell'uno è spesso troppo diversa da quella dell'altro perché qualcuno li possa identificare con lo stesso aggettivo. Anche questo modo di ragionare va cambiato affinché si possano dare risposte politiche adeguate. Fra gli obbiettivi prioritari che mi sono data per questi anni di amministrazione delle politiche sociali a Pianoro vi è proprio quello di aiutare la politica locale a saper riconoscere le difficoltà e i bisogni delle persone che vivono la disabilità fisica e intellettiva e approfondire i temi della non-autosufficienza; mi riferisco quindi anche, come e con quale attenzione, si è progettato affinché nel nuovo centro di Pianoro (PRU) non ci fossero barriere architettoniche e ci fossero altresì alloggi pensati e destinati specificamente a persone disabili, locali muniti di strumenti di controllo e di sicurezza al loro interno, appartamenti che permettessero a queste persone di vivere nel centro del nostro paese, in una zona protetta dal traffico, tutta percorribile con carrozzina, e fornita di negozi comodi, che tra breve apriranno. Abbiamo aperto lo Sportello Sociale che permette di avere un unico punto di accesso alle informazioni ed ai servizi comunali, senza dover fare file in più uffici per avere risposte ad un bisogno sociale. Abbiamo inaugurato la Casa dell'Arcobaleno, struttura che nasce prioritariamente come centro socio-educativo e riabilitativo per ragazzi disabili, pensato per l'integrazione e l'autonomia. Convengo con Mauro che è stata una buona opportunità organizzare a Pianoro il Convegno sulla Disabilità e Diritto al Futuro, per celebrare la giornata internazionale dei diritti dei disabili. In quella sede (Mauro mancavi solo tu!) abbiamo fatto il punto a 360° sui temi ricorrenti, sui problemi, sugli obiettivi, sui finanziamenti in tema di politiche socio-sanitarie per le persone con disabilità. Questi sono argomenti non secondari alle barriere architettoniche, ma paritetici e sono assolutamente convinta che eventi come questo non diano solo "una bella immagine di chi governa", ma servano per mettere a nudo i problemi, sollevino quesiti alle amministrazioni, sostengano i diritti civili che portano poi ad azioni mirate, alla non esclusione, ad una vita il più possibile normale e, nonostante tutto, al benessere. Il benessere di tutte le persone.
Daniela Mignogna